1. PRIMA VEDERE LEGGE ELETTORALE, POI APPROVARE RIMPASTO. RENZIE FA UN ALTRO SCHERZACCIO A LETTA, CHE ERA PRONTO A SOSTITUIRE UN PAIO DI MINISTRI NEL FINESETTIMANA, E SPOSTA IN AVANTI LA DISCUSSIONE DEL PD SUL NUOVO PROGRAMMA DI GOVERNO 2. IL ROTTAM’ATTORE NON SI FIDA DELLE TRUPPE PIDDINE E DEGLI ALFANOIDI CHE HANNO FIRMATO LA PROPOSTA DI LEGGE E PRIMA DI DARE IL VIA LIBERA AL LETTA BIS VUOLE VEDERE PASSI AVANTI SIGNIFICATIVI A MONTECITORIO SULL’APPROVAZIONE DEL “RENZUSCONI” 3. A QUESTO PUNTO LEGA LA SOPRAVVIVENZA DEL GOVERNO ALLO STATO DI AVANZAMENTO DELL’ITALICUM. DETTA BRUTALMENTE, È COME SE AVESSE PRESO LETTANIPOTE E ALFANAYEV E LI AVESSE LEGATI FUORI DALLA MOTRICE, SOTTO IL FINESTRINO DEL MACCHINISTA, PROPRIO IN PUNTA AL TRENO. GUIDA LUI E NESSUNO DEVE FERMARLO

a cura di colinward@autistici.org (Special Guest: Pippo il Patriota)

1 - AVVISI AI NAVIGATI
Prima vedere legge elettorale, poi approvare rimpasto. Renzie fa un altro scherzaccio a Lettanipote, che era pronto a sostituire un paio di ministri nel finesettimana, e sposta in avanti la discussione del Pd sul nuovo programma di governo. Ma non è uno sgarbo fine a se stesso, tanto per mettere ulteriormente in difficoltà l'ex vice di Bersani. Il Rottam'attore non si fida delle truppe piddine e degli alfanoidi - che pure alla fine hanno firmato la proposta di legge - e prima di dare il via libera al Letta bis vuole vedere passi avanti significativi a Montecitorio sull'approvazione del "Renzusconi".

A questo punto in molti si esercitano sull'ipotesi di un Renzi disposto a fare il premier senza passare dalle elezioni, pur di portare a casa le famose riforme. Lui dice sempre a tutti i suoi interlocutori più fidati che non vuole fare la fine di un D'Alema, ma intanto lega la sopravvivenza del governo allo stato di avanzamento dell'Italicum. Detta brutalmente, è come se avesse preso Lettanipote e Alfanayev e li avesse legati fuori dalla motrice, sotto il finestrino del macchinista, proprio in punta al treno. Guida lui e nessuno deve fermarlo.

2 - LA NAZIONE SI EMOZIONA: C'E' LA LEGGE ELETTORALE!
Alcuni titoli a casaccio, tanto per (non) capire. "Legge elettorale, firma a tre. Il caso Lega" (Corriere, p. 2). "Italicum, anche Alfano firma il testo ma M5S, sinistra e piccoli partiti promettono battaglia sulle preferenze" (Repubblica, p. 2). "Letta: ‘Pronto a chiudere anche sui dossier caldi'" (Stampa, p. 3). "Gianni Letta dietro la svolta di Silvio. Al Quirinale si certifica il nuovo corso" (Messaggero, p. 5). Non ci avete capito una mazza? Siete in compagnia di milioni di italiani. Quelli che non a caso non comprano più i giornali. Vabbè, ricominciamo da capo cercando di andare al sodo.

Ieri dunque è stata presentata la legge elettorale nata dall'accordo Renzie-Banana e alla fine l'ha firmata anche Alfanayev. Resta lo sbarramento al 5% che farebbe secca la Lega Nord e i partitini, mentre sull'introduzione delle preferenze potrebbe poi spuntare un qualche emendamento. Il Rottam'attore non si ribellerebbe, basta che vada bene anche a Papi Silvio.

Il Corriere della Sera intervista Roberto Calderoli il quale, spiace ricordarlo, è stato anche ministro: "Sbarramento assurdo. Non si può fare un'altra porcata" (p. 3). Chi di porcata ferisce di porcata perisce. Repubblica si presta a un'operazione assai singolare: "Alla Consulta già affiorano i dubbi. ‘Mai dato l'ok alle liste bloccate'. E' alto il rischio che la nuova legge possa finire di nuovo davanti alla Corte. Perplessità anche sulla soglia per il premio" (p. 2).

A parlare, coperto dall'anonimato, niente meno che un giudice costituzionale. Chi invece parla chiaramente è il professor Roberto D'Alimonte, che ha consigliato Renzie: "Con questa legge elettorale sopravviveranno cinque partiti. Direi: Pd, Fi, Ncd, M5S e Lega. Poi è probabile che Storace, La Russa e qualche altro presentino i loro simboli ma si procurino dei posti sicuri nelle liste di Berlusconi" (Repubblica, p. 4).

3 - ASFALTARE E' UNA QUESTIONE DI METODO
Dunque il Rottam'attore frena il rimpasto che sta a cuore a Lettanipote non solo per evitare di "sporcarsi le mani" con il governino di Mezze Intese. Racconta Amedeo La Mattina sulla Stampa: "Renzi resta ottimista: sulla legge elettorale sono solo scaramucce. Riforme e governo legati, difficile cadano entrambi. Sente Alfano, poi telefona al primo ministro e si convince che le cose andranno bene" (p. 2).

Completa il cerchio questo retroscena del Messaggero: "Rimpasto e agenda. Il Pd allunga i tempi, il premier costretto a rinviare a febbraio. Si attenderà il primo sì alla riforma elettorale, non prima di un mese. Irritazione a Palazzo Chigi per la convocazione della segreteria sul programma proprio il 29", quando Lettanipote è atteso con i compiti a Bruxelles (p. 4). Va al sodo il Cetriolo Quotidiano: "Legge elettorale e rimpasto: Letta ostaggio di Renzi" (p. 1).

4 - AGENZIA MASTIKAZZI
"Allo Sviluppo economico e al Viminale devono cambiare i ministri". Linda Lanzillotta, intervistata dalla Stampa (p. 5).

5 - LE GRANDI QUESTIONI DELLA SINISTRA ITALIANA
"E per la presidenza del Pd spunta l'ipotesi Bersani", titola Repubblica (p. 4). Il Corriere risponde con un imperdibile "Se la politica dimentica la parola ‘mafia'" di Walter Veltroni, in prima pagina. Sondato anche Occhetto.

6 - POP & CHIC, I POTERI MARCI METTONO IL CAPPELLO SUI LEADER DI DOMANI
Gli stessi giornaloni autoreferenziali che ammorbano i lettori con pipponi in politichese tentano poi di correre ai ripari con operazioni vagamente patetiche. Una, ormai classica, è quella di prendere una battutina del leader di turno e costruirci sopra un romanzo, per "avvicinarlo" alla "ggente" e, allo stesso tempo, fargli anche un piacere. Un esempio di giornata sono le articolesse su "Goldrake" citato da Renzie (Repubblica e Stampa, entrambe a pagina 7, e il Giornale a pagina 2).

Di segno opposto, ma con la stessa finalità, sono i pezzi che raccontano quanto scintillanti élite mondiali si dedichino con interesse ai nostri eroi. Anche qui, esempio del giorno: "E Davos accende un faro su Matteo. La curiosità dei potenti dell'economia. Roubini: ‘Ha buone idee'" (Repubblica, p. 7).

Il risultato complessivo è che la nostra classe digerente ne esce come irrimediabilmente stracciona. Sempre bisognosa di essere sdoganata da qualcuno, sia esso un super eroe o un super capitalista con la tuba.

7 - PAPI SILVIO TAGLIA LE PAGHETTE
A stecchetto Lui, nella beauty farm del Garda, a stecchetto loro in via Olgettina e dintorni. In vista della probabile iscrizione sul registro degli indagati per il Ruby-ter, "Olgettine senza paga. Berlusconi taglia gli stipendi per paura degli arresti domiciliari. Via il mensile da 2500 euro per le testi al processo". Il leader di Farsa Italia, spiega Repubblica, "vuole evitare il sequestro dei conti correnti dai quali sarebbero partiti i pagamenti" (p. 9).

8 - UOMINI ALL'ANTICA - IL REALITY DI TOTO' RIINA
Perla di saggezza del giorno di Totò Riina, lo stragista che il Dap tiene in carcere come fossimo al Grande Fratello: "Berlusconi è un cercamutande" (Stampa, p. 15). Fior di editorialisti e politologi superlaureati non seppero dir di meglio.

9 - ABBIAMO UN GOVERNO (ED E' A CACCIA DI SOLDI)
Notizie fresche - e meno fresche - dalla ridotta di Palazzo Chigi: "Il governo stringe su Poste e Telecom. Al premier il rapporto Caio. La girandola di incontri sul gruppo telefonico dopo il rafforzamento degli spagnoli. Domani l'ok alla vendita del 40% della società di Sarmi, 6 miliardi di incasso" (Corriere, p. 27). Prossimamente, "Il rapporto Caio presentato al Papa". Intanto le banche si vendono il Paese agli stranieri.

10 - I LIGRESTOS E UN AFFARE PELUSO PELUSO
Il Corriere delle banche impiomba a pagina 14 un bello scoop di Luigi Ferrarella: "Gruppo Ligresti e crac, una mail coinvolge l'ex manager Peluso. Il figlio del Guardasigilli non figura tra i 12 indagati per bancarotta. I pm: operazione ideata per privilegiare Unicredit. Nel 2010 la preziosa area destinata al Cerba viene trasferita dalla Imco alla holding Sinergia".

Faro anche sull'operazione con la quale Imco comprò da Sinergia per ben 76 milioni di euro la tenuta romana della "Cesarina", alla quale don Salvatore era affezionatissimo. Un'operazione che "arride a Unicredit e a Sinergia, ma affonda Imco sotto debiti bancari che in 5 mesi salgono da 118 a 246 milioni". All'epoca dei fatti Peluso era ancora un manager di Unicredit, in procinto di passare alla guida di Fonsai.

11 - NON AVRAI ALTRA LEGGE CHE IL CODICE IBAN
Grande sollievo dei risparmiatori a leggere che "L'Abi risponde a Bankitalia. Bazoli: pronti per il test Bce". Il Corriere riporta le parole del presidente Abi, Antonio Patuelli: "Il nostro è un parere razionale, costruttivo e di alta qualificazione giuridica" (p. 29). E come non credergli? Intanto brutte notizie anche da Carige: "La Consob contesta i conti: ‘Nel 2012 perdite sottostimate. Mancano 674 milioni. Richiesta di svalutazioni per 890 milioni" (p. 29). A nostro modesto avviso non è il caso di fare tragedie. Dev'essere un altro problema di "qualificazione giuridica".

E al processo di Siena, ogni tanto, qualche squarcio su come è esploso veramente lo scandalo Montepacchi. Ieri era il turno di Baldassarri, l'ex capo dell'area finanza finito sul banco degli imputati con Mussari e Vigni: "Tutti sapevano, nessuna carta segreta su Mps'. La difesa di Baldassarri sui derivati con Nomura". E il "mandate agreement" trovato in una cassaforte da Fabrizio Viola solo il 10 ottobre 2012? Per Baldassarri "non era stato nascosto ma semplicemente depositato. Ed era un documento quasi pubblico, noto ai vertici ma anche a numerosi dirigenti Mps" (Repubblica, p. 22).

 

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