consiglio provinciale trento

SODDISFATTI E RIMBORSATI – IN UNA SOLA LEGISLATURA IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI TRENTO HA SBORSATO PIÙ DI UN MILIONE DI EURO PER GLI SPOSTAMENTI DA CASA ALLA SEDE DEL CONSIGLIO REGIONALE – TUTTO LEGALE, MA LA PROCURA HA APERTO UN’INCHIESTA PERCHÉ SOSPETTA CHE QUALCUNO ABBIA FATTO IL FURBONE CHIEDENDO UNA DOPPIA INDENNITÀ

Giuseppe Pietrobelli per www.ilfattoquotidiano.it

 

PROCURA DI TRENTO

A guardare le cifre complessive c’è da restare allibiti. Perché qualche consigliere provinciale di Trento in una legislatura incassa decine di migliaia di euro per il rimborso delle spese per andare, in auto, da casa al posto di lavoro. Non si tratta di bagatelle, visto che i rimborsi complessivi, in quattro anni (dal 2014 al 2017), hanno superato il milione di euro e per i rimborsi chilometrici del consiglio regionale del Trentino-Alto Adige (che si riunisce in media una volta al mese) hanno raggiunto i 164mila euro.

 

Lo prevede il regolamento, e quindi la legge è rispettata. Eppure a quella montagna di spese si sta interessando la procura della Repubblica che ha aperto un’inchiesta, inviando i finanzieri del nucleo di polizia tributaria nel palazzo della Provincia. C’è il sospetto di peculato o di truffa aggravata, ovvero che qualcuno abbia fatto il furbo, lucrando sui rimborsi.

 

E’ da qualche anno che il monte-rimborsi è sotto tiro, perlomeno dell’opinione pubblica. Perché le cifre non sono segrete, anzi vengono pubblicate sul sito della Provincia. Qualche interrogazione parlamentare aveva sollevato il problema. I dati sono stati ripresi dalla stampa locale Il Trentino, Il Corriere Trentino e L’Adige, che hanno squadernato tabelle contenenti le cifre dei rimborsi, piuttosto lauti, dei politici.

 

consiglio regionale trentino alto adige

Le ultime pubblicazioni risalgono a novembre. Ma adesso è scesa in campo la Procura, con il sostituto Carmine Russo. Nel palazzo della Provincia autonoma i finanzieri si sono fatti consegnare elenchi e documenti, dichiarazioni e ricevute di spesa. Inchiesta top secret, per il momento nessun indagato.

 

Due le ipotesi su cui sta lavorando la Guardia di Finanza. La prima riguarda la legittimità dei rimborsi chilometrici di cui hanno diritto i consiglieri sul percorso da casa alla sede della Provincia. E’ dovuto, pari al 30 per cento del costo della benzina a chilometro, quindi circa 50 centesimi. Siccome alcuni consiglieri vivono nelle valli, il tragitto di andata e ritorno può arrivare o superare i 200 chilometri.

 

trentino alto adige 1

E’ per questo che alcuni incassano come rimborso più di 100 euro per ogni giorno di seduta del consiglio o delle commissioni. Sono dovuti solo se il viaggio viene effettuato per davvero. Ad esempio, se un consigliere dorme a Trento non ne ha diritto. In base al regolamento, infatti, per partecipare alle sedute istituzionali “ai consiglieri che non risiedono nel Comune dove si svolge la seduta spetta il rimborso per le spese di viaggio dal luogo di residenza alla località ove avviene l’incontro”. Queste voci si aggiungono all’indennità mensile lorda di 9.800 euro, a un spesa forfettaria di 700 euro (per esborsi legati all’espletamento del mandato) e fino ad altri 750 euro di rimborsi per spese documentate.

 

consiglio regionale trentino alto adige 1

La seconda ipotesi su cui stanno lavorando i finanzieri riguarda la possibilità che qualche consigliere abbia addebitato le stesse spese sia al consiglio provinciale che a quello regionale, il che darebbe corso a un indebito doppio rimborso. Nel caso dei rimborsi chilometrici, dagli elenchi forniti dalla Provincia emerge che durante il 2017 un assessore residente fuori Trento ha ricevuto come “rimborso non residente” quasi 15mila euro, un altro 12mila.

trentino alto adige 2

 

Nei primi quattro anni della precedente legislatura, dal 2013 al 2017 (il dato non contiene gli ultimi dieci mesi, fino alle elezioni di ottobre) la Provincia di Trento ha sborsato 1.113.425 euro per i rimborsi spese. Per fare qualche esempio, tra consiglio provinciale e regionale, troviamo al top Giuseppe De Tomas (Union Autonomista Ladina, centrosinistra) con 78mila euro, Mauro Gilmozzi (Unione per il Trentino, centrosinistra) con 74mila, Giacomo Bezzi (Forza Italia) con 64mila, il presidente Ugo Rossi (Partito Autonomista Trentino Tirolese, centrosinistra) e Michele Dallapiccola (Patt) con 62mila, Tiziano Mellarini (Unione per il Trentino) con 61mila, Marino Simoni (Progetto Trentino, centrodestra) con 52mila, Carlo Daldoss (centrosinistra) con 44mila, Lorenzo Ossanna (Patt) con 43mila euro e Graziano Lozzer (Patt) con 40mila euro.

 

trentino alto adige

Passando al solo consiglio regionale, per tutta la legislatura appena conclusa, i soli rimborsi chilometrici liquidati sono stati pari a 164mila euro: quasi 13mila a Lorenzo Baratter (Patt), oltre 17mila a Giacomo Bezzi, 10 mila a Graziano Lozzer, Walter Viola (Patt) e Lorenzo Ossanna. Le spese di viaggi aggiungono altri 173mila euro, portando il totale dei rimborsi ai consiglieri trentini da parte della Regione a quota 338mila euro.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…