jd vance donald trump khamenei iran

LO PSICODRAMMA TRUMPIANO SULLA GUERRA IN IRAN – IL VICEPRESIDENTE AMERICANO, JD VANCE, ISOLAZIONISTA, DICE CHE NON C’È “NESSUNA CHANCE CHE GLI USA SIANO TRASCINATI IN GUERRA IN MEDIORIENTE”, MENTRE AL TYCOON SONO STATE PRESENTATE VARIE OPZIONI MILITARI PER METTERE PRESSIONE A KHAMENEI – NELL’AREA GLI USA HANNO DISPIEGATO UN’ARMATA IMPRESSIONANTE, LA PIÙ GRANDE DAI TEMPI DELLA GUERRA IN IRAQ: È LÌ SOLO PER FARE UNA COSTOSA PASSERELLA? I NEGOZIATI VANNO AVANTI A RILENTO

'COMANDANTE TRUPPE USA IN MEDIO ORIENTE PRESENTA A TRUMP OPZIONI PER IRAN'

MEME SU DONALD TRUMP E L IRAN

(ANSA) - WASHINGTON, 26 FEB - Donald Trump ha ricevuto nelle ultime ore un briefing sulle opzioni militari a disposizione in Iran dall'ammiraglio Brad Cooper, il numero uno del Central Command. Lo riporta Abc citando alcune fonti, secondo le quali all'incotnro era presente al capo dello stato maggiore congiunto Dan Caine. Abc aggiunge inoltre che molti repubblicani e alcuni dei consiglieri stanno suggerendo a Trump di far attaccare l'Iran prima da Israele.

 

VANCE, 'NESSUNA CHANCE CHE GLI USA SIANO TRASCINATI IN GUERRA IN MEDIO ORIENTE'

jd vance e donald trump nella situation room durante i bombardamenti americani sull'iran

(ANSA) - Donald Trump sta ancora valutando possibilità ma non c'è alcuna chance che gli Stati Uniti vengano trascinati in una lunga guerra. Lo ha detto il vicepresidente JD Vance in un'intervista al Washington Post, sottolineando di non sapere cosa deciderà Trump, ovvero se attaccare per "garantire che l'Iran non abbia un'arma nucleare" oppure risolvere la questione con la diplomazia. Vance afferma inoltre continua a ritenersi uno "scettico degli interventi militari" all'estero, e lo stesso vale per Trump. "Penso che tutti preferiamo l'opzione diplomatica, ma dipende da cosa faranno e diranno gli iraniani".

 

IRAN, 'COMPIUTO NUOVI PROGRESSI NEL DIALOGO CON GLI USA' ++

trump

(ANSA-AFP) - GINEVRA, 27 FEB - Dopo una giornata di discussioni a Ginevra il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato di aver avuto i colloqui "più intensi" finora con gli americani. "Questa sessione di negoziati è stata la più intensa mai avuta finora", ha sottolineato il negoziatore iraniano nella notte in un messaggio su X, sottolineando che "sono stati compiuti nuovi progressi nel nostro impegno diplomatico con gli Stati Uniti".

 

L'AZZARDO IRANIANO DI TRUMP

Estratto dell'articolo di Massimo Gaggi per il “Corriere della Sera”

 

[...] C onsapevole della logica di Trump da dealmaker, l’Iran offre l’apertura al petrolio e alle sue terre rare, invita le imprese americane a investire sul suo territorio per ricreare gradualmente un clima di fiducia. Strada impraticabile perfino per Trump che dovrebbe togliere le sanzioni: al momento impensabile.

 

CAMION AL SITO NUCLEARE DI FORDOW IL 19 GIUGNO, TRE GIORNI PRIMA DELL ATTACCO DEGLI STATI UNITI

Così un presidente che ha ammassato nella regione la più vasta armata aeronavale dai tempi dell’attacco all’Iraq di 23 anni fa, continua a sfogliare la margherita: da un lato vorrebbe passare alla storia come il presidente che ha fatto cadere il regime degli ayatollah, cosa che i suoi predecessori non sono riusciti a fare.

 

Dall’altro ha i generali che lo avvertono: stavolta ci sarebbero molte vittime tra i militari delle basi americane contro le quali l’Iran lancerebbe centinaia di missili e gli Usa dovrebbero seriamente depauperare il loro arsenale. Le scorte di missili scenderebbero sotto i limiti di guardia.

 

A otto mesi da elezioni di mid term tutte in salita per i repubblicani, i suoi consiglieri politici sottolineano l’ovvio: l’opinione pubblica non reagirebbe bene a una nuova guerra. Soprattutto i Maga, già disillusi sul caso Epstein: hanno creduto alla sua promessa di tenersi alla larga dai conflitti mentre ora lo vedono sempre più simile al George Bush, sempre sbeffeggiato da Trump proprio per le disastrose guerre nelle quali ha spinto l’America.

attacco usa all iran foto satellitari del sito nucleare di natanz

 

Dagli accordi di Abramo del 2020 in poi, Trump ha sempre pensato che l’eredità più importante di politica estera che avrebbe lasciato sarebbe stata quella del Medio Oriente. Ma proprio i sauditi e gli altri governi sunniti, perno di quegli accordi, non vogliono sprofondare in una guerra regionale: temono che un Iran disperato non avrebbe più remore a colpire tutti i suoi vicini.

 

Il Trump del discorso sullo Stato dell’Unione ha intimato all’Iran di rinunciare allo sviluppo di nuovi missili balistici capaci di colpire l’Europa e ha adombrato una minaccia anche per gli Stati Uniti, oltre a chiedere lo stop definitivo del nucleare potenzialmente militare. L’Iran non è disposto ad andare oltre una moratoria di tre anni sul nucleare e tiene duro sullo sviluppo dell’arsenale missilistico, del resto alimentato dai cinesi che hanno tutto l’interesse a tenere occupato il dispositivo bellico Usa. Forse potrebbero concedere la sospensione dei collaudi di nuovi ordigni.

 

BOMBARDAMENTO AMERICANO AI SITI NUCLEARI IRANIANI

Così non si fanno passi avanti. Come nel caso della Russia per l’Ucraina, sono possibili gesti apparentemente concilianti, ma l’interesse resta quello di logorare Washington e tutto l’Occidente.

 

Difficile prevedere come reagirà Trump, un leader ondivago che ha alimentato le speranze dei giovani iraniani mandati al massacro, ha promesso vendetta denunciando la strage di 30 mila civili, mentre ora la questione è scomparsa dalla sua agenda.

 

Un presidente che a giugno ha insultato e minacciato di gravi conseguenze chi aveva sostenuto che i bombardamenti sui siti nucleari avevano ottenuto solo risultati parziali.

 

Mentre oggi, dimenticando le sue stesse parole, «gli impianti nucleari iraniani sono stati completamente e totalmente obliterati» torna a incalzare Teheran accusata di aver ripreso ad arricchire uranio, come ha tranquillamente denunciato il suo negoziatore di fiducia, Steve Witkoff.

DONALD TRUMP POSTA UN VIDEO-PARODIA DI BOMB IRAN SU TRUTH

E l’Europa? Fin qui è stata spettatrice.

 

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