PURGHE COREANE - ZIO CHANG POTREBBE ESSERE STATO EPURATO DAL NIPOTINO KIM JONG-UN PER I SUOI TENTATIVI DI RIFORMARE IL PARTITO IN CAMPO ECONOMICO

Raimondo Bultrini per "La Repubblica"

Non ci sono altre immagini se non i poster di propaganda della guerra antiamericana e quelle dei "cari leader" lungo le strade linde della capitale nordcoreana Pyongyang. È così anche nei villaggi, nelle città della costa e dell'interno, virtuali mausolei all'aperto che immortalano la dinastia dei Kim giunta alla terza generazione.

Di notte, quando manca l'elettricità e nel 98 per cento del Paese comunista più isolato al mondo si muore di freddo e di fame, solo i loro ritratti brillano come stelle, destinate a segnare il destino di un popolo educato a credere nella natura divina dell'Eterno presidente e fondatore Kim Il-sung, del generalissimo suo figlio Kim Jong-il, e ora del loro erede Kim Jong-un.

Con la faccia di un bambino trentenne che da due anni ha un potere di vita e di morte sui sudditi, l'ultimo dei Kim ha appena eliminato dalla scena un parente stretto, l'uomo più importante della sua circoscritta corte di consulenti e collaboratori dai quali ha imparato i segreti della gestione di un potere assoluto.

Si tratta di uno zio e mentore più volte ritratto al suo fianco, Chang Songthaek, 67 anni, già vice presidente della potente commissione nazionale della Difesa presieduta dal nipote, nonché capo del dipartimento economico del Partito dei lavoratori, anche questo diretto da Jongun come l'esercito, la polizia, il Politburo, insomma lo Stato.

Secondo un parlamentare della Corea del Sud, che cita una fonte dell'intelligence, Chang Song è stato vittima di una grande purga cominciata con l'esecuzione di due suoi collaboratori, e nessuno lo ha più visto in circolazione da quando è segretamente caduto in disgrazia con la probabile accusa di corruzione.

Le notizie, come sempre avviene dietro la cortina di ferro della Repubblica popolare democratica di Corea avvolta nel freddo gelido dell'inverno siberiano, sono incerte e frammentarie. Ma gli esperti concordano nell'attribuire a Chang gli unici tentativi liberali e riformisti del Partito in campo economico, un protagonista dei primi esperimenti di joint venture e dell'eccezionale boom edilizio di Pyongyang.

Muniti di visto all'Agenzia di viaggi statale, veniamo assegnati a guide ben addestrate nell'arte della propaganda di regime. Loro compito è quello di mostrare il volto umano del grande gulag dove il culto del Kimilsungismo è una religione di Stato, e di evitare ogni nostro contatto con la gente del posto.

Pochi giorni prima, l'ex veterano della guerra americana contro la Corea del Nord, Merrill Newman, era stato arrestato al termine di un viaggio organizzato come il nostro. È ricomparso un mese dopo per leggere una dichiarazione di scuse per tutto ciò che gli Stati Uniti hanno commesso durante quel conflitto durato tre anni tra il '50 e il '53, e del quale viene mantenuta viva la memoria. La notizia dell'arresto di Newman circola sottovoce tra il nostro gruppo che comprende almeno sei cittadini americani e la tensione è palpabile nell'hotel Yangakdo, un casermone di 1000 stanze soprannominato Alcatraz per la sua dislocazione su un'isola del fiume Taedong, che isola gli ospiti dal resto della città.

Prima dell'arrivo, il pullman fa tappa per un omaggio al ritratto mosaico dei cari leader su piazza Kim Il-sung, dove ci viene imposto di deporre mazzi di fiori, oltre all'inchino in fila per dieci di fronte alle enormi statue in bronzo del nonno e del padre di Kim Terzo erette sulla collina di Mansu tra file di bassorilievi con scene di guerra e di vittoria.

Non è difficile immaginare che solo una ristretta corte di collaboratori conosca il retroscena della eliminazione di zio Chang dai vertici del Partito e del Paese, parte della sacra famiglia venerata con preghiere e lodi. A difendere la segretezza del regime c'è un apparato di propaganda ispirato alla filosofia del Songun, "prima di tutto l'esercito",
formato da un milione e 200 mila uomini: uno ogni 20 nordcoreani.

La seconda tappa del tour è la celebre Dmz, o zona demilitarizzata al confine con la Corea del Sud sotto una neve incessante mentre i soldati ci indicano con la bacchetta i punti della mappa dove corre il 38esimo parallelo che separa il Paese comunista da quello capitalista del Sud considerato «un servo degli Stati Uniti».

La sosta è costellata di informazioni della propaganda militare sul gran numero di armistizi firmati e - secondo Pyongyang - non rispettati con gli americani e i sudcoreani, seguita da un'altra visita alla città di Kaesong dov'è l'impianto industriale «dell'amicizia» che impiega personale del Sud e del Nord, appena riaperto.

Di ritorno nella capitale, di Pyongyang ci è permesso di vedere solo brandelli oggi che la città assume almeno all'esterno un aspetto metropolitano moderno con i palazzi squadrati di lunghissimi rettangoli orizzontali e verticali grigi, rosa pastello, beige e celesti.

Sembrano tanti alveari allineati e sovrapposti tra grandi arterie degne delle parate militari del regime, con l'unica eccezione del grande albergo Ryugyong di 105 piani che ha la forma di un missile svettante tra i nuovi grattacieli cilindrici lungo il fiume a ridosso della torre del Juche, dal nome della filosofia del Kimilsungism: «Essere maestro di sé stesso», ovvero creare l'unicità coreana nell'architettura, nella politica, nell'arte, nella difesa. Juche è - dicono le guide recitando a memoria - il motore e l'anima di un Paese diverso che non ha bisogno di niente e di nessuno per «crescere e prosperare», tantomeno dell'Occidente.

Quanto al futuro, sembra già racchiuso nel nuovo museo della Guerra che conclude la nostra visita dopo altri omaggi e inchini obbligati ai corpi imbalsamati di Kim Il-sung, Kim Jong-il e agli oggetti che appartennero loro. Il ritratto del nonno è infatti identico al volto di Kim Jongun. E non sembra una somiglianza casuale.

 

KIM JONG UN KIM JONG UN A CAVALLO KIM JONG UN E LA EX FIDANZATA HYON SONG WOL JANG SONG THAEK JANG SONG THAEK KIM JONG UN COREA DEL NORD COREA DEL NORD

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....