di maio boldi grillo

"DI MAIO? NON HA MAI VISTO UN CINEPANETTONE IN VITA SUA. CIPOLLINO E’ PIU’ AFFIDABILE DI LUI" - BOLDI SCATENATO:  NEL 1992 ERO LEGATO A CRAXI E SONO STATO QUASI OBBLIGATO A PRESENTARMI COME CANDIDATO PER IL PSI. RICORDO CHE BEPPE GRILLO MI DISSE: 'BELIN, MA COSA VAI A FARE IN POLITICA? VUOI FAI RIDERE? LASCIA STARE, GIÀ NON FAI RIDERE COSÌ'. IO GLI RISPOSI: 'MA VAI A CAGARE'. DOPO QUALCHE ANNO ME LO SONO RITROVATO IN POLITICA. MEGLIO QUANDO FACEVA IL COMICO'' – E POI CONTE, RENZI, LA MELONI PREMIER, BERLUSCONI CAPO DELLO STATO...

Gianluca Veneziani per “Libero quotidiano”

massimo boldi con il duomo di milano alle spalle

 

Ci salverà Cipollino. Molto più serio dei politici che hanno fatto i comici e di altri che fanno ridere loro malgrado, Massimo Boldi potrebbe essere l' uomo giusto per aiutare l' Italia a uscire da questa impasse.

 

Boldi, l' attuale situazione politica la fa più ridere o piangere?

«Né l' una né l' altra, e questo è il vero dramma e la cosa buffa. Mi fa solo tristezza».

 

Trova più ridicolo Renzi, che minaccia ma non conclude, o Conte, imbullonato alla poltrona?

«Conte non ha lavorato male nei suoi due mandati e si è dimostrato capace. Ma è circondato da ministri deboli e inesperti, che fanno rimpiangere i politici della Prima Repubblica. Renzi è invece un politico consumato, pur essendo giovane, e molto pratico. Se dovessi scegliere, mi fiderei più di lui che di Conte e della sua squadra».

beppe grillo massimo boldi

 

In alternativa su chi punterebbe?

«Mi piacerebbe la Meloni come premier. È molto cresciuta ultimamente, la seguo nei dibattiti e mi appassiona. Ha dei toni da sindacalista, che ti trascinano».

 

DE SICA BOLDI IN VACANZA SU MARTE 4

Perché non sognare un Boldi in politica?

«No, io ho già dato. Nel 1992 ero legato a Craxi e sono stato quasi obbligato a presentarmi come candidato per il Psi, risultando primo dei non eletti. Ricordo che, durante la campagna elettorale, incontrai Beppe Grillo, con cui ero amico da tanti anni, il quale mi disse:

 

"Belin, ma cosa vai a fare in politica? Vuoi fai ridere? Lascia stare, già non fai ridere così". Io gli risposi: "Ma vai a cagare". Dopo qualche anno me lo sono ritrovato in politica: lo vidi che nuotava da Reggio Calabria a Messina in cerca di voti. Molto meglio quando faceva il comico: in quel ruolo era straordinario, si occupava di politica, ma nel senso della satira».

in vacanza su marte boldi de sica 5

 

Il personaggio più comico dei 5 Stelle?

«Fatico a individuarne uno di preciso. Di sicuro, arruolerei Di Maio in un cinepanettone, gli farei fare il figlio di Cipollino, che è molto più affidabile di lui (sorride, ndr). Così potrei redarguirlo. Durante una puntata di Porta a Porta io ero ospite subito dopo Di Maio. Alla domanda di Vespa, lui precisò: "Non ho mai visto un cinepanettone in vita mia". Ma un ministro che rappresenta il Paese non può fare lo snob rispetto a un genere nazionalpopolare che da 30 anni rispecchia un certo modo di essere italiani».

 

La stuzzica l' idea di un Berlusconi capo dello Stato?

«Sì, se lo merita. Lasciamo perdere le sue vicende legate alle donne e la sua fama di latin lover. Come statista è inarrivabile».

 

Domanda impegnata: lei si vaccinerà?

beppe grillo massimo boldi 2

«Sì, ho anche fatto un video promozionale per invitare la gente a farlo. Ritengo però giusto non rendere il vaccino obbligatorio. Piuttosto occorre somministrarlo subito a quanti sono in prima linea, come medici e infermieri».

 

Domanda di evasione: fosse per lei, il Festival di Sanremo dovrebbe svolgersi con pubblico, senza pubblico o essere rinviato?

«Secondo me bisognerebbe spostarlo al 2022, è l' unica soluzione. Se lo fai senza pubblico, smette di essere una gara canora vera, come dice giustamente Amadeus. Ma se lo fai col pubblico, allora non può essere un' eccezione: devi ammettere gli spettatori in tutti i teatri e i cinema. L' opzione figuranti è la più triste: l' idea di persone pagate per ridere, piangere o battere le mani è la morte della spontaneità».

 

L' 8 febbraio esce su Sky Cinema il film di Pupi Avati Lei mi parla ancora, ispirato alla storia d' amore dei genitori di Vittorio Sgarbi, e con Renato Pozzetto come protagonista. È vero che al suo posto doveva esserci lei?

MASSIMO BOLDI A UN GIORNO DA PECORA

«Sì, due anni fa mi chiama Pupi Avati, con cui avevo già fatto nel 1996 un film drammatico chiamato Festival. Mi propone di interpretare in un nuovo film il papà di Sgarbi. "Sei maturo per questo ruolo", mi assicura. Io entusiasta gli rispondo: "Fammi leggere la sceneggiatura". In effetti era molto commovente, scritta bene, e allora gli dico: "Accordiamoci e facciamolo".

 

Intanto mio fratello Fabi, che è produttore, trova la disponibilità di Rai Cinema per la distribuzione del film, e io inizio a fare le prove costumi e parlo con Vittorio Sgarbi che comincia a chiamarmi "papà", visto che a suo padre Giuseppe, scomparso tre anni fa, io ci somiglio davvero».

 

Poi cosa è andato storto?

«Non avevo ancora siglato un contratto scritto con la casa di produzione, per me basta la parola data, una stretta di mano col regista. Poi, lo scorso anno, Avati mi dice che vuole iniziare le riprese nella stessa settimana in cui iniziano quelle del film con me e De Sica, In vacanza su Marte.

 

massimo boldi elisabetta canalis la fidanzata di papa'

Gli dico: "Pupi, il film te lo faccio, ma devo fare prima questo". Comincia una lotta silenziosa, molto serrata. Non ne so più nulla, fino a che a metà luglio mi chiama Renato Pozzetto e mi comunica: "Lo sai? Farò un film con Avati, è proprio quel film, interpreterò il papà di Sgarbi".

 

Gli rispondo che sono contento per lui, e lo sono davvero. Ma Pupi è stato scorretto, non mi ha mai avvisato. Doveva essere lui a dirmi che aveva scelto un altro attore al mio posto. E anche Sgarbi è rimasto dispiaciuto».

 

Ha citato In vacanza su Marte. Il film è stato visto da oltre 2 milioni di persone su Sky Cinema, ma molti critici lo hanno stroncato. Il grande pubblico ci vede più lungo?

boldi

«Be', anche a leggere i pareri della gente su Instagram, il film è stato un trionfo. La critica invece oggi è fatta da giornalisti che magari, in privato, sono appassionati del genere cinepanettone ma poi, quando si siedono a scrivere la recensione, devono andargli in culo. È come se volessero darsi un tono e sembrare più dotti».

 

Il cinepanettone è morto, come dicono?

«Può anche darsi che abbiano ragione. I cicli iniziano e finiscono. Di certo non siamo finiti come personaggi io e De Sica. Al più d' ora in poi faremo cinepanettoni più sobri, meno caciaroni e più da famiglia. Sono fiero di aver conquistato quattro generazioni, dagli 80enni ai ragazzini. E questo perché la mia figura assomiglia a un cartone animato. Cipollino, in fondo, è un burlone immortale».

 

pupi avati foto di bacco

Che ora, a 75 anni, comincia la sua nuova giovinezza?

«Sì, e questo anche grazie alla mia compagna Irene con cui non escludo un matrimonio. Magari alle Bahamas, come in quel mio film».

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