vaticano ior

PURE MADRE TERESA ED EDUARDO DE FILIPPO AVEVANO UN CONTO ALLO IOR – LE ANTEPRIME DAL LIBRO DI NUZZI “PECCATO ORIGINALE”: I GIOCHI GAY IN VATICANO ED IL MISTERO DI EMANUELA ORLANDI – “RENATINO” DE PEDIS DELLA BANDA DELLA MAGIANA PAGO’ 500 MILIONI DI LIRE PER ESSERE SEPOLTO A SANT’APOLLINARE

libro presentato

 

1 - CONTI CORRENTI, CASO ORLANDI E ABUSI: I MISTERI DEL VATICANO

Gian Antonio Stella per il “Corriere della Sera”

 

«Allo Ior dovresti evitare assolutamente di conoscere i nomi dei correntisti». «E se invece dovessi chiedere i nomi dei clienti?». «A quel punto, amico mio, avrai quindici minuti per mettere in sicurezza i tuoi figli. A presto caro». Basta questo scambio di battute tra Ettore Gotti Tedeschi sul punto di essere nominato presidente della Banca Vaticana e l'«apprezzato uomo delle istituzioni pragmatico e soprattutto molto ascoltato» che scodella al banchiere l' affettuoso «consiglio» dalle sfumature mafiose, a gettare una lama di luce sul nuovo libro di Gianluigi Nuzzi.

 

Si intitola «Peccato originale», è edito da Chiarelettere e in 352 pagine il giornalista e scrittore, autore dei bestseller «Vaticano S.p.A.», «Sua Santità» e «Via Crucis» cerca di rispondere a sette domande rimaste in sospeso. Domande che, proprio perché irrisolte, vanno indietro anche di mezzo secolo.

 

gianluigi nuzzi (2)

«È stato ucciso Albino Luciani? Chi ha rapito Emanuela Orlandi? Se la ragazza ormai "sta in cielo", come afferma papa Francesco, il Vaticano ha delle responsabilità nell' omicidio, e quali sono? Perché le riforme per la trasparenza della curia, avviate prima da Joseph Ratzinger e adesso da Bergoglio, puntualmente falliscono o rimangono incompiute? Cosa blocca il cambiamento? E ancora: i mercanti del tempio continuano a condizionare la vita della Chiesa dopo aver avuto un ruolo nella rinuncia al pontificato di Benedetto XVI? Infine, la questione più drammatica: lo stallo nel quale sono cadute le riforme di Francesco è dovuto a chi non vuole questo Papa, dentro e fuori i sacri palazzi, e dunque ne ostacola l' opera riformatrice?». Per rispondere, spiega, ha seguito tre fili rossi: i soldi, il sangue, il sesso. Fili che «annodandosi tra loro costituiscono una fitta trama d' interessi opachi, violenze, menzogne, ricatti, e soffocano ogni cambiamento».

PAPA ALBINO LUCIANI

 

E c' è davvero di tutto, nel libro. Dai conti correnti allo Ior di Eduardo de Filippo o di Anjezë Gonxe Bojaxhiu, (suor Teresa di Calcutta) alla dettagliata ricostruzione della riservatissima trattativa tra i vertici della magistratura romana e gli altissimi prelati che fecero sapere al procuratore Giancarlo Capaldo, che da anni indagava sulla scomparsa della Orlandi, del loro imbarazzo per la crescente «tensione massmediatica» a causa della presenza nei sotterranei di sant' Apollinare della tomba di Enrico «Renatino» De Pedis, il boss della banda della Magliana sospettato d' aver avuto un ruolo centrale nella sparizione della ragazza e sepolto lì in cambio di una donazione, pare, di 500 milioni di lire.

 

gianluigi nuzzi lorenzo fazio (2)

Insomma, il «disagio» per «sospetti» e «pettegolezzi» era tale che se i giudici si fossero presi la briga di rimuover loro la salma, come raccontava il film di Roberto Faenza «La verità sta in cielo», il Vaticano dopo anni di reticenze avrebbe discretamente fornito tutto ciò che sapeva. Un patto che dopo la traslazione della salma e l' esame di 409 cassette e 52.188 ossa umane per cercare eventuali tracce della quindicenne sparita, sfumò com' è noto nel nulla.

 

Come nel nulla erano finiti i dubbi, le discussioni e le polemiche sulla morte di Albino Luciani, il «Papa che sorrise solo 33 giorni». Fu avvelenato? Probabilmente no, dice Nuzzi: piuttosto fu «schiacciato» dal peso dei problemi e più ancora dalla «verità tragica e indicibile» di quanto avveniva dentro lo Ior. Che lui avrebbe voluto riformare fin dal '72, quando da Patriarca di Venezia aveva avuto il primo scontro col potentissimo e spregiudicato cardinale Paul Marcinkus.

gianluigi nuzzi lorenzo fazio (1)

 

Il quale, si legge in «Peccato originale», avrebbe liquidato sei anni dopo il neoeletto Giovanni Paolo I con parole sprezzanti: «Questo pover' uomo viene via da Venezia, una piccola Diocesi che sta invecchiando, con 90.000 persone e preti anziani. Poi, all' improvviso, viene catapultato in un posto e nemmeno sa dove siano gli uffici. () Si mette a sedere e il segretario di Stato gli porta una pila di documenti, dicendo: "Esamini questi!". Ma lui non sa neppure da dove cominciare».

 

la bara di zinco di de pedis lascia sant apollinare

In verità, i pasticci, le scatole cinesi e i labirinti azionari erano tali che avrebbe faticato a capirci non solo un Papa santo ma un revisore dei conti provetto. Basti dire che uno dei numerosi documenti in appendice al libro, del 23 marzo 1974, è la «contabilizzazione assegno n. 0153 s/FNCB NY, del valore di 50.000 dollari, emesso all' ordine: "S.S. Paolo VI per erogazione in relazione Esercizio 1973". In basso nel documento si riporta il relativo addebito sul conto n. 051 3 01588, intestato "Cisalpine Fund", che potrebbe far riferimento alla banca panamense Cisalpine, nel cui cda siederanno Paul Marcinkus con Roberto Calvi e Licio Gelli».

ROBERTO CALVI E MOGLIE CON PAOLO VI

 

Banca tirata in ballo in un incontro con Nuzzi dalla stessa vedova di Roberto Suárez Gómez, il «re della cocaina»: «Mio marito Roberto era felice di aver incontrato in Venezuela Calvi, perché disponendo di un garante di questo livello gli affari sarebbero andati molto meglio... con la cocaina immagino, non fu esplicito ma immagino fosse così... Calvi era socio di mio marito...».

 

Ma le pagine destinate a sollevare più polemiche sono quelle dedicate al sesso. Dove sono ricostruiti gli scandali recenti come il gay party a base di cocaina interrotto dai gendarmi vaticani in un appartamento nello stesso palazzo del Sant' Uffizio o le confidenze di Elmar Theodor Mäder, l' ex comandante delle guardie svizzere («Esiste in Vaticano una lobby gay talmente potente da essere pericolosa per la sicurezza del pontefice») o ancora le amarezze di papa Francesco: «In Vaticano esiste una lobby gay. Nella curia ci sono persone sante, davvero, ma c' è anche una corrente di corruzione. Si parla di una lobby gay ed è vero, esiste».

 

PRETI SESSO

Ma Nuzzi va oltre. Pubblica un' intercettazione telefonica ad esempio tra il rettore della basilica di Sant' Apollinare all' epoca della scomparsa della Orlandi e un giovane seminarista nato in Birmania. Intercettazione strapiena di allusioni sessuali a dir poco imbarazzanti. Più ustionante ancora la testimonianza di un polacco (con nome, cognome e copia della lettera di denuncia) entrato dodicenne nel pre-seminario San Pio X a palazzo San Carlo (lo stesso in cui vivono cardinali come Tarcisio Bertone) dove le Diocesi indirizzano i ragazzini che «manifestano una predisposizione per il sacerdozio» e «partecipano come chierichetti alle funzioni religiose nella basilica di San Pietro».

 

 

gianluigi nuzzi (4)

Incluse quelle celebrate dal Papa. E dove, stando a quanto raccolto in «Peccato originale», sarebbero avvenuti abusi denunciati ai superiori, su su nella scala gerarchica, senza che certe cose, purtroppo, venissero radicalmente cambiate. A essere allontanato, scrive anzi il giornalista, fu il chierichetto che chiedeva di allontanare chi molestava lui e il suo compagno di stanza. Accuse assurde? Si vedrà. Certo colpiscono le risposte rasserenanti e sdrammatizzanti di certi prelati chiamati a intervenire dopo queste denunce. Su tutte una «raccomandazione» al giovane polacco: «Ti auguro di riprendere serenità e docilità».

 

2 - L' INTERCETTAZIONE SU ORLANDI: «DEVI DIRE CHE NON SAPPIAMO NIENTE»

Dal “Corriere della Sera”

 

(...) Tra i diversi episodi, un' imbarazzante intercettazione telefonica del 12 ottobre 1993 tra il gendarme vaticano Raul Bonarelli e un uomo da lui chiamato «Capo», identificato poi in Camillo Cibin, ispettore del corpo della Gendarmeria, che all' epoca si chiamava Vigilanza del Vaticano. È una giornata cruciale, siamo alla vigilia dell' interrogatorio che Bonarelli deve rendere all' autorità giudiziaria italiana sulla vicenda Orlandi.

EMANUELA ORLANDI

 

Cibin: Ho parlato con Sua Eccellenza Bertani... E dice... per testimone, e dici quello che sai... che sai della Orlandi? Niente! Noi non sappiamo niente!... Sappiamo dai giornali, dalle notizie che sono state portate fuori! Del fatto che è venuto fuori di competenza... è... dell' Ordine Italiano.

 

Bonarelli: Ah, così devo dire?

 

C.: Ebbè, eh... che ne sappiamo noi? Se te dici: io non ho mai indagato... l' Ufficio ha indagato all' interno... questa è una cosa che è andata poi... non dirlo che è andata alla segreteria di Stato.

 

lorenzo fazio

B.: No... no, noi io all' interno non devo dire niente.

 

C.: Niente.

 

 

B.: Devo dire, io all' interno non devo dire niente, all' esterno è stata...

 

C.: All' esterno però, quando è stata la magistratura vaticana... se ne interessa la magistratura vaticana... tra di loro, questo qua... niente dici, quello che sai te, niente!

 

MADRE TERESA DI CALCUTTA

B.: Cioè, se mi dicono però se sono dipendente vaticano, che mansioni svolgo, non lo so, mi dovranno identificare, lo sapranno chi sono.

 

C.: Eh, sapranno, perché che fai, fai servizio e turni e sicurezza della Città del Vaticano, tutto qua?

 

B.: Eh... Va bene, allora domani mattina vado a fare questa testimonianza, poi vengo, vero?

 

C.: Poi vieni, sì, sì.

 

MARCINKUS GOTTI TEDESCHI DE PEDISgianluigi nuzzi (3)gianluigi nuzzi lorenzo fazio (3)gianluigi nuzzi (1)EDUARDO DE FILIPPO

B.: Va bene.

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