LE PURGHE DI ELLY! DOPO LA VITTORIA AL REFERENDUM LA SCHLEIN È PRONTA A LIBERARSI DELLA RIFORMISTA PINA PICIERNO (CHE HA PURE VOTATO SI’) –L’OCCASIONE È LA VERIFICA DI METÀ MANDATO AL PARLAMENTO EUROPEO: QUELLO SARÀ IL MOMENTO PER SOSTITUIRLA ELEGGENDO AL SUO POSTO, CON OGNI PROBABILITÀ, NICOLA ZINGARETTI, L’ATTUALE CAPO DELEGAZIONE PD A BRUXELLES (CHE A SUO TEMPO SI ERA DIMESSO DA SEGRETARIO DEM DICENDO CHE SI VERGOGNAVA DEL PARTITO PERCHE’ PENSAVA ALLE POLTRONE) - È LA RESA DEI CONTI INTERNA CHE SEGUE IL SUCCESSO DEL NO AL REFERENDUM. A PAGARE SARÀ L’ALA RIFORMISTA. MOLTI DEI CANDIDATI DI QUELL’AREA FATICHERANNO A TROVARE UN POSTO ELEGGIBILE IN PARLAMENTO ALLE PROSSIME POLITICHE…
Antonino Liberato per la Verità - Estratti
(…) Elly Schlein ha davanti a sé due questioni di una certa rilevanza: da un lato dovrà «regolare i conti» con l’ala riformista che in disaccordo con la linea di partito ha deciso di votare Sì, dall’altro dovrà districarsi dalla ragnatela che le stanno costruendo attorno sul tema delle primarie che rischia di imprigionarla e bruciarla.
Sulla prima questione gli interventi non saranno immediati. Lei sa di essere sotto i riflettori, come del resto anche la sua idea di democrazia interna. Farà probabilmente due interventi nel medio periodo. Il primo rivolto verso la portavoce dell’area riformista Pina Picierno, attualmente vice presidente del Parlamento europeo, che ha sostituito Bonaccini passato definitivamente in maggioranza con la Schlein.
L’occasione è la verifica di metà mandato al Parlamento europeo: quello sarà il momento per sostituirla eleggendo al suo posto, con ogni probabilità, come da indiscrezioni, Zingaretti, l’attuale capo delegazione Pd a Bruxelles. Il resto del gruppo riformista sarà invece messo alla prova quando si cominceranno a stilare le liste per le elezioni politiche del 2027 e, come si può supporre, molti dei candidati di quell’area faticheranno a trovare un posto eleggibile in Parlamento.
La seconda questione si presenta molto più complessa per la segretaria del Pd. Apparentemente oggi, dopo il risultato referendario, Elly Schlein sembra forte, ma in realtà è più fragile di quanto si immagini. È stretta in una morsa tra chi spinge per le primarie, fra questi Giuseppe Conte, e chi le primarie non le vuole per niente. Mentre la pressione del leader dei pentastellati trova una sua ragione in alcuni sondaggi che lo vedono primeggiare in un confronto secco con la segretaria Pd, coloro che vogliono allungare i tempi invece, pensano ad una soluzione che possa attingere a risorse terze e magari, anzi direi senza magari, far emergere la candidatura dalle acque del Bisagno.
PINA PICIERNO
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