GUERRA FREDDA RE-LOADED! - NON SOLO HILLARY CLINTON (“I RUSSI MERITANO ELEZIONI LIBERE E TRASPARENTI”), PUTIN HA CONTRO ANCHE LE ATTIVISTE UCRAINE! - PER DENUNCIARE I PRESUNTI BROGLI NELLE ELEZIONI, LE ATTIVISTE UCRAINE DI “FEMEN” SI SPOGLIANO DAVANTI ALLA CHIESA DEL “CRISTO SAGGIO” A MOSCA - COSÌ PUTIN RICICCIA, DA BUON KGB, IL TORMENTONE EVERGREEN DEL COMPLOTTO STRANIERO - E IL VOTO PRESIDENZIALE DI MARZO PUÒ ESSERE TUTTO IN SALITA PER LO ZAR…

1 - SI SPOGLIANO CONTRO PUTIN - ARRESTATE LE FEMMINISTE
Corriere.it -
Le hanno trascinate via semi-nude gli agenti della polizia russa, dopo la protesta davanti alla chiesa del «Cristo Saggio» a Mosca. Le attiviste ucraine si sono spogliate per denunciare i presunti brogli nelle elezioni parlamentari che si sono tenute il 4 dicembre. Non nuove a queste perfomance, le attiviste di «Femen», inizialmente avevano lanciato la campagna di proteste in topless contro la discriminazione sessuale e lo sfruttamento delle donne nel paese dell'ex blocco sovietico.

2- PUTIN: "COMPLOTTO STRANIERO" - DA MOSCA PARTE LA CAMPAGNA ANTIAMERICANA: UNA STRATEGIA DI COLPI BASSI CON L'OCCHIO ALLE URNE
Francesca Mereu per "Il Fatto Quotidiano"

Il premier Vladimir Putin ha accusato il Segretario di Stato Hillary Clinton d'aver istigato e finanziato le proteste dei russi contro il risultato delle parlamentari di domenica e ha promesso che userà un pugno di ferro contro il dissenso. La Clinton aveva criticato le elezioni russe dicendo che i cittadini meritavano "un'indagine accurata" per accertare che non ci fossero stati "brogli e manipolazioni".

Secondo Putin questo sarebbe stato "un segnale" mandato ai suoi avversari che "con il supporto del Dipartimento di Stato americano" avevano "iniziato a lavorare attivamente". Gli Usa secondo il premier, stanno spendendo "centinaia di milioni" di dollari per influenzare la politica russa e indebolire una potenza nucleare rivale.

Le parole dure del premier indicano che la frattura nei rapporti Usa-Russia non si è ancora risanata, nonostante gli sforzi di Barack Obama. Prima delle parlamentari il presidente russo Dmitri Medvedev aveva minacciato, infatti, di dotare i suoi missili a lungo raggio con testate in grado di arginare lo scudo anti-missilistico Usa in Europa se Washington non avesse modificato i suoi piani.

"Abbiamo espresso preoccupazioni fondate su come le elezioni sono state condotte - ha commentato ieri la Clinton e sosteniamo i diritti e le aspirazioni del popolo russo di fare progressi e sperare in un futuro migliore... Questo significa che meritano elezioni libere, giuste e trasparenti".

Migliaia di russi sono scesi in strada a Mosca e San Pietroburgo per tre giorni di seguito, nonostante la massiccia presenza delle forze di polizia, per protestare contro il brogli sfacciati che hanno fatto vincere al partito di Putin Russia Unita quasi il 50% del voto nonostante il forte calo di consensi. Erano anni che il paese non vedeva manifestazioni così numerose. Un fenomeno che rischia di compromettere la corsa alla presidenza di Putin a marzo. "Dobbiamo proteggere la nostra sovranità... e adottare misure più severe contro quelli che prendono ordini da governi stranieri", ha detto Putin durante un incontro con i suoi sostenitori di Russia Unita e del Fronte Popolare, movimento di supporto a Putin.

Una retorica disperata, commenta Vladimir Pribylovsky, direttore del think-tank Panorama, che non ha "funzionato in periodo sovietico e non funzionerà ora. Parole di un leader che non vuole capire quello che sta succedendo".

E parlando delle dimostrazioni, il premier ha aggiunto che "se le persone agiscono nel rispetto della legge, si deve concedere loro il diritto di esprimere la propria opinione se qualcuno infrange la legge, allora le forze dell'ordine e le autorità devono pretenderne il rispetto con tutti i mezzi legittimi".

Domani a Mosca è prevista una delle manifestazioni più grandi degli ultimi anni: più di 50mila persone hanno aderito all'evento sulle pagine Facebook e la sua versione russa V Kontakte. Si protesterà, inoltre, in altre 75 città della Russia.

Ma se i russi chiedono elezioni oneste, il capo della Commissione elettorale centrale Vladimir Churov ha ordinato ieri alla Procura di analizzare le foto e i video che denunciano i brogli e di punire gli "istigatori" che su Internet hanno fatto circolare materiale falso.

Circa mille persone sono ancora in carcere dopo le manifestazioni di lunedì e martedì a Mosca, una città che sembra in assetto di guerra. Per la tv statale, però, le proteste non esistono.

3 - CLINTON: ACCUSE "BEN FONDATE"
Giampiero Gramaglia per "Il Fatto Quotidiano"

C'è anche un intreccio di opportunismi elettorali, dietro il rialzo di tensione di questi giorni tra Usa e Russia. A pronta cassa, esigibili quasi immediatamente, gli interessi del premier, e futuro ri-presidente russo, Vladimir Putin. A medio termine, e forse mai esigibili, quelli del presidente statunitense Barack Obama. E c'è pure una diffidenza quasi personale. Obama e la sua squadra, che avevano ereditato dall'Amministrazione Bush un rapporto con la Russia andato gradatamente deteriorandosi, hanno fatto un reset delle relazioni bilaterali in gran parte basato sulla buona intesa tra i presidente americano e russo: Dmitri Medvedev suscita, a Washington, eno riserve di Putin, contro cui giocano il passato da agente del Kgb, gli esibizionismi ‘machisti', i comportamenti da oligarca e gli atteggiamenti antidemocratici verso la stampa libera e gli oppositori politici.

Il successo inferiore alle previsioni di Putin e del suo partito nelle elezioni politiche di domenica hanno dato la stura a scambi di accuse. Il segretario di Stato americano Hillary Clinton denuncia rischi di brogli e chiede rispetto della libertà di manifestare: "Le preoccupazioni espresse sono ben fondate". Putin la attacca con una replica da Guerra Fredda: "Ci fanno barcollare per ricordarci chi comanda".

Agitare lo spettro d'un nemico esterno e riproporre in chiave ora nazionalista, non più ideologica, la contrapposizione fondamentale per tre generazioni di cittadini russi tra Washington e Mosca, può aiutare Putin a compattare la propria base e a ritrovare un largo sostegno, in vista delle presidenziali di marzo, quando sarà candidato a un terzo mandato, mentre Medvedev, che è stato un po' più della sua controfigura per quattro anni al Cremlino, dovrebbe tornare al ruolo di premier.

Per obama, la scadenza elettorale è più lontana - 6 novembre, 11 mesi esatti - e l'utilità per lui d'un'eco di Guerra Fredda è dubbia. Gli americani hanno il nemico in casa, la crisi economica, ed appare difficile distrarli alimentando preoccupazioni internazionali. Ma, in genere, le tensioni giovano al presidente in carica perché inducono alla solidarietà nazionale. Il che non vuol dire che il rialzo di tensione sia tutto fittizio. I motivi di contrasto tra Washington e Mosca non mancano di certo: il contenzioso sullo scudo anti-missile, che prevede l'installazione di radar e batterie su territori dell'ex blocco comunista e che è stato percepito come un'iniziativa ostile da Putin, non s'è mai sopito del tutto.

E, sia all'Onu che nei contatti bilaterali, Usa e Russia hanno sempre mantenuto atteggiamenti diversi verso, per esempio, l'Iran, la Siria, la Libia. Mosca contribuisce ai programmi nucleari civili iraniani e non condivide le preoccupazioni occidentali, e israeliane, per un loro utilizzo a fini militari: è contraria ad azioni di forza e non è neppure disposta a inasprire le sanzioni dell'Onu. Anche verso la Siria, l'atteggiamento russo è meno severo di quello americano.

E, verso la Libia, Mosca, dopo essersi astenuta sulla risoluzione dell'Onu che autorizzava il ricorso alla forza a protezione dei civili, non ha preso parte all'azione e ha criticato l'interpretazione estensiva del mandato Onu degli Usa e dei loro alleati. Al Consiglio Nato-Russia, ieri a Bruxelles, i contrasti sui programmi anti-missile atlantici sono emersi, nonostante l'Alleanza abbia ribadito che il sistema di difesa "non è volto contro la Russia".

 

LE FEMMINISTE DI FEMEN PROTESTANO CONTRO PUTIN LE FEMMINISTE DI FEMEN PROTESTANO CONTRO PUTIN LE FEMMINISTE DI FEMEN PROTESTANO CONTRO PUTIN LE FEMMINISTE DI FEMEN PROTESTANO CONTRO PUTIN LE FEMMINISTE DI FEMEN PROTESTANO CONTRO PUTIN LE FEMMINISTE DI FEMEN PROTESTANO CONTRO PUTIN LE FEMMINISTE DI FEMEN PROTESTANO CONTRO PUTIN LE FEMMINISTE DI FEMEN PROTESTANO CONTRO PUTIN LE FEMMINISTE DI FEMEN PROTESTANO CONTRO PUTIN PUTIN E MEDVEDEV DMITRY MEDVEDEVHILLARY CLINTON

Ultimi Dagoreport

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

andrea orcel luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone giorgia meloni fazzolari giancarlo giorgetti castagna mps leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! IL RISIKO BANCARIO INIZIA SOLO ADESSO - SCARICATO CALTAGIRONE (NON SOLO DALL'ALLEATO MILLERI E DAI FONDI INTERNAZIONALI, MA ANCHE DA PALAZZO CHIGI, VEDI BANCO BPM, CARO AL LEGHISTA GIORGETTI, A FAVORE DI LOVAGLIO), ORA SI INIZIA A BALLARE LA RUMBA – SARÀ UN CASO CHE OGGI IL BOSS DI UNICREDIT, ANDREA ORCEL, ABBIA DECISO DI FAR PACE CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, RINUNCIANDO ALL’APPELLO CONTRO LA SENTENZA DEL TAR SUL GOLDEN POWER PER L’OPERAZIONE BPM? FORSE LA GUIDA SUPREMA DELLA SECONDA BANCA ITALIANA AVEVA URGENTE BISOGNO DI RIMUOVERE QUALSIASI POSSIBILE OSTACOLO POLITICO PER LANCIARSI IN NUOVE AVVENTURE? - NEL MIRINO, SI SUSSURRA A PIAZZA AFFARI, C’E’ LA PARTECIPAZIONE DI DELFIN (17,5%) IN MPS. E NON E' UN CASO CHE UNICREDIT SIA IL PRINCIPALE FINANZIATORE DELLE VARIE ATTIVITA' DELL’INDIAVOLATO LEONARDINO DEL VECCHIO - L’UNICO EREDE DEL VECCHIO SODALE DI MILLERI DEVE RAGGRANELLARE SUL MERCATO 11 MILIARDI, SOMMETTA NECESSARIA PER ACQUISIRE LE QUOTE DI DUE FRATELLI E PERMETTERE A MILLERI DI GUIDARE IN TRANQUILLITA' L’IMPERO DI LUXOTTICA. MA SERVE ANCHE PER CHIUDERE L’ANNOSA PARTITA TESTAMENTARIA E DARE SODDISFAZIONI ALLE PRESSANTI RICHIESTE ECONOMICHE DEI RESTANTI EREDI. E PER FARLO, DIVENTA NECESSARIO CEDERE LE PARTECIPAZIONI DELFIN (SI PARTE DA MPS?)