nord stream

A TUTTO GAS RENZI VERSO MOSCA (SARA' FELICE OBAMA) - COME AI TEMPI DEL BANANA, PUTIN VUOLE CHE UN’AZIENDA ITALIANA ENTRI NEL PROGETTO DEL GASDOTTO “NORD STREAM” - L’OBIETTIVO È SUPERARE I DUBBI UE-USA E INDEBOLIRE LE SANZIONI - MA C’È IN BALLO ANCHE LA CESSIONE DI QUOTE DI SAIPEM ALLA RUSSA ROSNEFT

M.Zatterin, L.Grassia e F,Martini per “la Stampa”

 

RENZI E PUTIN A EXPO 2015  RENZI E PUTIN A EXPO 2015

Vladimir Putin chiede aiuto all' Italia per il gasdotto Nord Stream. Sono fonti diplomatiche europee, al corrente del dossier, che descrivono la recente accelerazione dei rapporti fra il Cremlino e Palazzo Chigi: «E' stato il leader del Cremlino a chiamare il vostro presidente del Consiglio per verificare la possibilità di un ruolo italiano nel raddoppio del Nord Stream». Il presidente russo ha individuato in Roma un possibile partner per risolvere il contenzioso in corso con l'Unione Europea sul gasdotto del Mar Baltico.

RENZI E PUTIN A EXPO 2015   RENZI E PUTIN A EXPO 2015

 

Molti partner europei infatti sono ostili al progetto per tre ragioni. Primo: aumenta la dipendenza energetica dalla Russia. Secondo: offre la possibilità di aggirare l'Ucraina. Terzo: la Commissione ha sollevato obiezioni perché si tratta, al momento, di un'infrastruttura prevalentemente tedesca, più vicina alla tipologia dell'«impresa esclusiva» che al «business paneuropeo».

 

La presenza minoritaria di austriaci e olandesi nel consorzio non è sufficiente a superare tale obiezione. La convinzione russa è, dunque, che se entrassero anche gli italiani, il gasdotto avrebbe una natura "multilaterale" e almeno questo ostacolo tecnico sarebbe superato.

 

Il passo di Putin verso Renzi si lega inoltre a quanto avvenuto al Consiglio Europeo del 17 dicembre, quando l'Italia ha chiesto alla Commissione europea di esprimere un parere sull'«uniformità alle norme europee» riguardo alla partecipazione tedesca al Nord Stream. Con quella mossa diplomatica l'Italia è divenuta a Bruxelles protagonista di una partita fondamentale sull'energia.

 

Gasdotto nord streamGasdotto nord stream

In che modo? L'idea al momento in discussione è uno scambio fra quote del gasdotto Nord Stream e azioni della Saipem. Un gruppo italiano entrerebbe nel capitale di Nord Stream mentre la russa Rosneft diventerebbe socia di Saipem, rilevando la partecipazione dell'Eni. Poi la russa Gazprom sarebbe felice di affidare alla stessa Saipem (diventata in parte russa) la posa dei tubi del raddoppio del gasdotto.

 

Ma c'è dell'altro. Putin tiene molto a concludere perché ha necessità di assicurarsi vendite di metano sicure e durature in Europa. È uno scenario che offre all'Italia l' opportunità di farsi valere politicamente in Europa sulla questione del Nord Stream. Quanto all'Eni, completerebbe in questo modo l'uscita dal capitale di Saipem che ha avviato con la cessione di una parte della sua quota alla Cdp. Ogni tessera del mosaico andrebbe a posto, anche se resta da chiarire quale gruppo privato, fosse pure a controllo pubblico ma quotato in Borsa, potrebbe essere disposto a entrare nel capitale del Nord Stream.

 

Gasdotto nord stream  Gasdotto nord stream

L' Eni si profila favorevole a cedere Saipem a Rosneft ma non a entrare nel Nord Stream. Il gruppo ha vissuto con favore l'uscita da South Stream e non vuole entrare in un'altra attività di trasporto del gas. Neanche Saipem è una candidata naturale all'ingresso nel capitale di Nord Stream: costruisce gasdotti, non li possiede e non li gestisce. Snam, che invece possiede e gestisce proprio i gasdotti, non è più dell' Eni (Eni ha solo un 4% legato a un bond convertibile che scade fra pochi giorni), quindi non può essere costretta a entrare nello scambio, e il suo business è solo il trasporto di gas regolato in ambito Ue, non quello al di fuori dei confini europei, che considera rischioso.

 

SAIPEM ALGERIA SAIPEM ALGERIA

Ma che cosa pensano gli analisti di questo possibile progetto italo-russo? Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, dice che «avrebbe una sua logica perché l'Italia ha urgente bisogno di nuovo metano. Negli ultimi anni il consumo di gas è diminuito con la crisi ma nel 2015 c' è stato un +15% dovuto alla ripresa. Nel 2016 probabilmente il fabbisogno sarà ancora maggiore ma la produzione nazionale dei vecchi giacimenti sta diminuendo e le nuove risorse interne non vengono sfruttate per obiezioni ambientali. Se il nuovo gas non si estrae in Italia e non ci arriva dal South Stream, progetto cancellato, ben venga l'apporto del Nord Stream».

 

Saipem resta uno snodo essenziale di questa vicenda. È un'azienda dal nome importante e in possesso del know-how necessario, fra le migliori nell' ingegneria energetica e la migliore in assoluto nella posa dei tubi sottomarini. Ma ha anche un indebitamento significativo, seppure sia stata sottoposta a un' efficace cura di risanamento.

 

Igor Sechin di rosneft Igor Sechin di rosneft

Due mesi fa, di passaggio in Italia, Igor Sachin, capo di Rosneft, il colosso petrolifero pubblico russo candidato all' acquisto, aveva detto: «Ci piace, e siamo in contatto con Eni». Interesse per Saipem è stato manifestato anche dal fondo sovrano norvegese, dall'Iran e da Paesi arabi. Ma con questi acquirenti non si realizzerebbe il gioco a incastro con Nord Stream.

 

C'è comunque una questione delicata: se Saipem diventa un po' russa, che succede con le sanzioni occidentali imposte a Mosca per la vicenda ucraina? Riguardano anche e soprattutto l'energia. L' azienda italiana Saipem partecipata da Rosneft avrebbe nel board dei russi che vegliano sull' applicazione delle sanzioni al loro Paese. Secondo Tabarelli di Nomisma «sarebbe un problema, ma gestibile. Le sanzioni sono molto selettive. Riguardano specifiche attività, per esempio non la posa dei tubi».

ROSNEFT ROSNEFT

 

Ultimi Dagoreport

messina milleri del vecchio lovaglio

DAGOREPORT - I GIOCHI SON (QUASI) FATTI. LA MAGGIORANZA DEGLI OTTO EREDI/AZIONISTI DI DELFIN, IN PRIMA FILA LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, AVREBBERO DECISO DI ADERIRE ALL'OPAS LANCIATA DA INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA – PUR ESSENDO LA CASSAFORTE DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO, CON IL SUO 17,5% DI MPS L’AGO DELLA BILANCIA DELLA SFIDA TRA INTESA E SIENA, NON È ANCORA DETTO. SOLO VIVENDO SAPREMO SE IL PRESIDENTE DI DELFIN, FRANCESCO MILLERI, FAVOREVOLE AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, SI ALLINEERÀ ALLA VOLONTÀ DEGLI OTTO EREDI? - CHE DECISIONI PRENDERÀ L’ANTITRUST? INTESA È AL VERTICE DEL RICCO MERCATO DELLE POLIZZE VITA E GENERALI SI RITROVEREBBE COME PRIMO AZIONISTA UN COMPETITOR - LA RIVINCITA DI CALTAGIRONE: E' “AL FIANCO DI INTESA PERCHÉ SPERA DI INCASSARE UN DIVIDENDO IN TERMINI DI POTERE NELLE GENERALI” – E CHISSA' COME LA PRENDERÀ LA VITTORIA DI INTESA GIORGIA MELONI CONTRARIA, PER TIMORI ELETTORALI, ALLO ‘’SPEZZATINO SENESE”?

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…