IN NOMINE DEL PADRE (E DEL PADRINO) - ALTRO CHE DIMISSIONI, RAFFAELE LOMBARDO CONTINUA A DISTRIBUIRE POLTRONE (20 IN DUE MESI) - MENTRE IL FIGLIO TOTI SI PREPARA A CORRERE ALLE REGIONALI, PAPA’ GOVERNATORE CREA PRIMA L’INCARICO D’ORO ALL’AMICO DELL’AMICO E POI L’ENTE DA “AMMINISTRARE” - CHI OSTACOLA LA LOTTA ALLE INFILTRAZIONI MAFIOSE NELLE ASI? AH SAPERLO…

Attilio Bolzoni per "la Repubblica"

Uno più famelico di lui, a Palermo non se lo ricordano. E adesso che finge di non comandare più, è riuscito a nominare un direttore ancora prima di istituire l'ente che il favorito avrebbe dovuto presiedere. Un farmacista (amico) per vigilare tra le fronde del futuro parco dei Monti Sicani.

È solo l'ultima delle spericolate mosse del più temerario e sprecone governatore che la Sicilia abbia mai avuto, Raffaele Lombardo da Grammichele, un sopravvissuto della Prima Repubblica che si è saputo riciclare alla grande nella Seconda e con qualche intrallazzo politico vorrebbe ripresentare se stesso - attraverso il figlio Toti - alle prossime elezioni regionali di ottobre.

Nonostante un'imputazione coatta per concorso esterno, nonostante un processo per reati elettorali e nonostante una gestione dissoluta Lombardo - che si è ufficialmente dimesso il 15 luglio scorso - in queste settimane non si è limitato a gestire la normale amministrazione come vorrebbe consuetudine e a volte anche la legge, ma ha continuato a distribuire incarichi e regalie in vista della campagna elettorale siciliana. Ammalato d'ingordigia, ha piazzato i suoi su ogni poltrona e in ogni buco. Agli altri, praticamente non ha lasciato niente.

L'altra settimana erano 22 le nomine in meno di due mesi, la media di un'investitura ogni tre giorni fra cui quella strabiliante del dottor Gioacchino Marsala, farmacista di Sciacca trombato come sindaco e oggi sistemato come direttore generale di una riserva naturale fra le province di Palermo e Agrigento «dove è stata rilevata la presenza di oltre 700 specie vegetali». Il decreto di nomina di Marsala precedeva, di almeno otto giorni, la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale la data della creazione del parco. Un capolavoro.

Fa ancora il governatore della Sicilia Raffaele Lombardo. Come prima e favorendo i soliti: i suoi. Chi ha nominato commissario liquidatore dell'Ente Acquedotti siciliano? Dario Bonanno, candidato al consiglio comunale di Palermo nel Mpa, il Movimento per le Autonomia fondato proprio da Lombardo.

Chi ha nominato presidente del Consorzio Autostrade? Nino Gazzarra, dirigente dell'Mpa a Messina. E all'Istituto Zootecnico della Sicilia? Mario Zappia, ex sindaco di Bronte, naturalmente anche lui dell'Mpa. Al parco dell'Alcantara ci va Bruno De Vita, a quello dell'Etna Giuseppe Calaciura. All'Istituto regionale del vino e dell'olio sarà invece nuovo commissario Marcello Caruso. Tutti fedelissimi del califfo di Grammichele.

Sfacciato oltre ogni limite, Raffaele Lombardo è arrivato ad imporre anche all'Irsap voluto dall'assessore Marco Venturi (è l'Istituto regionale sviluppo attività produttive, un ente che ha assorbito le Asi, le aziende di sviluppo industriale, 11 carrozzoni regionali messi in liquidazione, 150 milioni di euro di sprechi, 800 posti di sottogoverno, 11 dirigenti pagati 150 mila euro l'anno) una persona di sua fiducia, Luciana Giammanco, la figlia di quel procuratore capo di Palermo - Piero Giammanco - che tante sofferenze portò prima a Falcone e poi a Borsellino. E poi Lombardo, non contento, ha imposto all'assessore Venturi come dirigente generale Francesco Nicosia.

Quella che qualcuno voleva far passare come una polemica dentro la giunta, in realtà nasconde molto altro. Di più pericoloso. È un ritorno al passato. Il governatore sta provando a neutralizzare tutto ciò che Marco Venturi ha fatto nei tre anni precedenti nei consorzi industriali siciliani, ripulendo da infiltrazioni Asi in odore di mafia, soprattutto quella di Caltanissetta e Agrigento.

Dopo ripetute minacce recapitate a un commissario scelto da Venturi - Alfonso Cicero, che aveva sottratto terreni a imprenditori agrigentini vicini a boss - l'ex assessore alle attività produttive si è presentato alla procura di Palermo denunciando con un'imponente documentazione il governatore non solo per l'«illegittimità» delle nomine ma lanciando anche l'allarme per «i favori che sta ottenendo Cosa Nostra a causa delle spregiudicate ed inaccettabili azioni di Lombardo». Quel Nicosia premiato da Lombardo, per circa 12 anni ha avuto l'incarico di componente della commissione di collaudo di lavori nella zona di Agrigento progettati da una società regionale - la Sirap - invischiata in tanti affari mafiosi.

Ed è stato anche uno stretto collaboratore dell'ex assessore regionale Vincenzo Lo Giudice, un agrigentino attualmente detenuto per 416 bis. Questa delle Attività Produttive è una vicenda che si allontana dalle solite e molteplici scorribande clientelari di Lombardo, c'è qualcosa di diverso e di più «strutturato» nelle decisioni prese in questi giorni fra Palermo ed Agrigento. Il fascicolo è sulla scrivania del procuratore Antonio Ingroia.

È al rush finale l'ex governatore che fa sempre il governatore anche se non più in carica. E mentre la settimana scorsa non sono stati pagati gli stipendi ai dipendenti dell'Assemblea regionale (casse vuote e 24 milioni di euro accantonati con sentenza del giudice del lavoro, che ha ordinato il pignoramento dei conti correnti del parlamento di Palermo riconoscendo scatti di anzianità a 76 dipendenti), nella regione in default si fanno i calcoli anche dei «piccoli» finanziamenti distribuiti direttamente da Palazzo d'Orleans negli ultimi sei mesi.

Orologi personalizzati con il logo della Regione Siciliana regalati per un totale di 8768 euro, acquisto di bandierine della Repubblica libica e della Cina per 568 euro, 15.386 euro spesi sotto la voce «forniture varie Pasqua 2012», 3150 euro per comprare cento copie del libro «Per Licodia Eubea». Le cifre più consistenti sono state concesse però per il restauro di chiese: 6 milioni e mezzo di euro. Naturalmente anche quella di San Leonardo a Grammichele, il paese di Raffaele Lombardo.

 

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