QUANTO CI MANCAVANO LE GUERRE PENTASTELLATE – IN QUESTI GIORNI DI CAOS E GUERRE, IL GRANDE RITORNO DELLO SCAZZO CONTE-DI MAIO È UN RASSICURANTE DEJA-VU. LUIGINO S’È ADONTATO PER LE RICOSTRUZIONI DEL “RIBALTONE” CHE PORTO DRAGHI A PALAZZO CHIGI, E HA SCUDISCIATO PEPPINIELLO: “OGGI I ‘DRAGHIANI’ SONO TUTTI SUOI ALLEATI NEL COSIDDETTO CAMPO LARGO. SONO GLI STESSI CHE, CON I LORO VOTI, GLI PERMETTONO DI OTTENERE SINDACI, PRESIDENZE DI REGIONE E, DOMANI, FORSE ANCHE MINISTERI” – CONTE GIGIONEGGIA CON FLORIS, CASALINO E L’ALGIDA OLIVIA PALADINO, ALLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO AL TEMPIO DI ADRIANO: “LO LEGGA E SI FARÀ UN’IDEA MIGLIORE” – FILIPPO CECCARELLI: “CONTE È UN FENOMENO NELLA DOPPIA ACCEZIONE NON SOLO DI FIGURA DEGNA DI INDAGINE, MA PURE, SPECIE A ROMA, DI SOGGETTO COSÌ PRESO DA SE STESSO, COSÌ FANATICO INSOMMA, DA PROPORSI SERENAMENTE COME METRO DI MISURA, DI PERCORSO, DI STILE, DI CONVINZIONI, DI GUSTO E ANCHE DI EPOPEA…”
1 - DI MAIO LO CONTESTA: «CITA UN EPISODIO FALSO» E PUÒ GIOCARE UN RUOLO NELLA BATTAGLIA DI GRILLO
Estratto dell’articolo di Emanuele Buzzi per il “Corriere della Sera”
Un déjà vu, o quasi. Con possibili ripercussioni però sul futuro, sulla causa per il simbolo dei Cinque Stelle. Lo scontro via social media tra Luigi Di Maio e Giuseppe Conte sembra far tornare le lancette del tempo indietro, all’epoca del governo Draghi
.
E proprio da lì, da alcune ricostruzioni contenute nel libro del presidente M5S, Una nuova primavera (in uscita oggi per Marsilio), che nasce il contrasto tra i due. Conte racconta di un presunto tentativo di Mario Draghi di destabilizzare il Movimento all’epoca del suo governo e delle trattative che portarono alla rielezione del capo dello Stato.
Al racconto del leader stellato, l’ex ministro degli Esteri replica con una serie di storie Instagram.
«L’accusa è quella di essere stato tra i protagonisti della rielezione del presidente Sergio Mattarella e di aver goduto della stima del presidente Draghi. Due cose di cui sono profondamente orgoglioso», scrive Di Maio.
E poi attacca Conte, che «cita un episodio completamente falso», «una pessima caduta di stile, visto che uno dei protagonisti, il professore Domenico De Masi (morto nel 2023, ndr ), non può più essere coinvolto in un contraddittorio».
Di Maio passa poi a parlare di «ulteriori “congiurati”: Matteo Renzi, Lorenzo Guerini e altri, rei di aver sostenuto il governo Draghi dopo la caduta del Conte II e di aver partecipato attivamente alla rielezione del presidente della Repubblica. Peccato che oggi quei “draghiani” siano tutti suoi alleati nel cosiddetto Campo largo.
Sono gli stessi che, con i loro voti, gli permettono di ottenere sindaci, presidenze di Regione e, domani, forse anche ministeri».
luigi di maio mario draghi meme
E punge il leader stellato: «Lui si racconta come vittima di queste persone.
Nella realtà ci governa insieme».
Conte, impegnato ieri proprio nella presentazione del suo libro controbatte con ironia e sopratutto invita Di Maio a compulsare tutto il saggio: «Legga il libro e si farà un’idea migliore».
I Cinque Stelle sostengono che l’ex ministro abbia frainteso. Qualcuno maligna volutamente. Nel Movimento c’è chi parla di un «attacco strumentale» e viene fatto notare come alcuni episodi citati nel libro dell’ex premier siano stati raccontati da Beppe Grillo in prima persona.
L’ex garante è il grande assente alla querelle mediatica, ma la sua ombra aleggia ugualmente sugli stellati. La causa in tribunale per il logo è una realtà. E lo stesso presidente stellato deve affrontare il tema della guerra legale, rimarcando per l’ennesima volta di non aver timore di una sconfitta. «Essendo avvocato ho studiato bene le cose», ripete.
Ma proprio nel contenzioso potrebbe giocare un ruolo anche Di Maio. Secondo alcune indiscrezioni, l’ex ministro degli Esteri avrebbe ancora formalmente un ruolo da leader in una delle associazioni che hanno governato la vita politica del Movimento. E proprio in virtù di questa carica Di Maio potrebbe rivendicare dei diritti sul logo. Grillo potrebbe chiedere il supporto dell’ex ministro degli Esteri nel contenzioso e l’ex ministro potrebbe schierarsi dalla parte del fondatore.
2 - L'ULTIMA DISFIDA DEL LEADER 5S È CON "L'INFIDO" DI MAIO IN NOME DELL'ANTI-DRAGHISMO
Estratto dell'articolo di Filippo Ceccarelli per “la Repubblica”
Per prendere veramente sul serio la disfida su draghismo e anti-draghismo divampata tra Giuseppi Conte e Giggino Di Maio, chi ha fatto suo questo estremo "ismo", chi l'ha esaltato e chi l'ha seppellito, attraverso quali passaggi, guerra in Ucraina, inceneritori a Santa Palomba, poteri occulti, super-bonus, variazioni quirinalesche, invidie personali, eccetera, bisognerebbe forse chiedere a Mario Draghi, ma non è il caso.
rocco casalino barbara floridia
Sono gli effetti collaterali dell'incessante fiorire del temibile genere letterario in cui i politici, tutti purtroppo, di solito con l'aiuto di incolpevoli ghost-writer a volte nemmeno ringraziati, si sentono in dovere di raccontare con il cuore le loro origini, con memoria intermittente le loro imprese e con una noia addirittura sconsiderata i loro programmi.
Si trattava di un'anticipazione dell'inesorabile autobiografia di Conte, "La Nuova Primavera" (Marsilio), a cui Di Maio, da chissà quale sede mediorientale o capitolina, precipitosamente si è ribellato producendo una intricata e dettagliatissima messa a punto che […] rende più oscuro il già oscuro dilemma sul tasso di draghismo che attraversa il complicatissimo racconto di Conte, anti-draghiano riluttante, eppur bisogna andare.
[…] Vero è che Di Maio è pizzicato più e più volte: oltre che sospetto mestatore draghiano nel testo viene descritto così shakespearianamente infido, durante un colloquio, da non riuscire a fissare Giuseppi negli occhi — di qui le efficaci contromosse del medesimo, assai prodigo di auto-elogi.
giuseppe conte olivia paladino rocco casalino
E a questo proposito tocca riconoscere che Conte, due volte a palazzo Chigi, è certo un fenomeno nella doppia accezione non solo di figura degna di indagine, ma pure, specie a Roma, di soggetto così preso da se stesso, così fanatico insomma, da proporsi serenamente come metro di misura, di percorso, di stile, di convinzioni, di gusto e anche di epopea.
Per quanto la memorialistica sia una chiamata alla quale i leader di questa politica rispondono senza essere stati invitati, si possono senz'altro trascurare i ricordi di Volturara Appula, il ruolo calcistico di "falso nueve", la lezione al bullo, i versi per l'amico morto.
Ma c'è una frase di mamma Conte che, almeno per la prima metà, fa riflettere: "Se nella vita non puoi essere un pino sulla vetta di un monte...", cerca di essere umile eccetera.
Là dove il periodo ipotetico trova un senso nel sorriso appena accennato, ma enigmatico e comunque sicuro di sé che l'ex avvocato del popolo e oggi scalpitante comprimario del campo largo diffonde dalla copertina del suo volume.
Dopo tutto, vi si narra di come e qualmente in pochi anni sia riuscito a far fuori nell'ordine: Salvini, la piattaforma Rousseau, Casaleggio junior, forse Draghi, di certo Di Maio e lo stesso Grillo, a sua volta convertitosi al più nefasto draghismo.
E pazienza se si parla il minimo indispensabile di servizi segreti, di russi, di Casalino — e per niente, purtroppo, delle celebri "Bimbe di Conte" sui social. Peccato solo che Di Maio non possa rispondere alla "Nuova primavera" in modo più articolato. Giggino infatti ha avuto troppa fretta e già nel lontano 2021 aveva dato alle stampe per Piemme: "Un amore chiamato politica. La mia storia e tutto quello che ancora non sapete" — ma nel frattempo è invecchiato troppo in fretta.
andrea de maio
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SALVINI PUTIN CONTE DI MAIO
di maio conte
UNA NUOVA PRIMAVERA - GIUSEPPE CONTE - COPERTINA
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