ivanka trump

IL SOLITO CLAN CLAN - QUEL GRAN PEZZO DELL’IVANKA PASSA DALLA MODA AL VERO POTERE, CON UN UFFICIO ALLA CASA BIANCA - LA FIGLIA DI “THE DONALD” AVRA’ UN TELEFONO GOVERNATIVO E SOPRATTUTTO POTRA’ AVERE ACCESSO AI FILE TOP SECRET - ALLA FACCIA DELLE ACCUSE DI CONFLITTO DI INTERESSI, IVANKA NON AVRA’ INCARICHI SPECIALI NÉ STIPENDIO

Francesco Semprini per la Stampa

 

ivanka trump angela merkelivanka trump angela merkel

La notizia non è giunta inattesa, anzi. Sin dal giorno del suo insediamento alla Casa Bianca, Donald Trump non ha fatto mistero di voler riservare un posto di rilievo alla figlia Ivanka, un incarico di natura politica molto fiduciario e che le consentisse di averla sempre vicina. Questo incarico è puntualmente arrivato, a poco più di due mesi dall' inizio dell' era Trump, anche se permangono dubbi al momento sulla sua reale natura.

 

justin trudeau e ivanka trumpjustin trudeau e ivanka trump

È certo in ogni caso che Ivanka, primogenita e prediletta dell' ex tycoon, avrà un ufficio nella West Wing della Casa Bianca, come rivela Jamie Gorelick l' avvocato della «first daughter», spiegando che la 35enne avrà accesso alle informazioni classificate, ovvero protette da segreto, avrà un telefono governativo e rispetterà le stesse regole che si applicano ai consiglieri della Casa Bianca.

 

Certo le leggi americane non permettono a stretti parenti dell' inquilino della Casa Bianca di ricoprire ruoli di grande rilievo all'interno della stessa Pennsylvania Avenue, ma il Presidente può in alcuni casi esercitare un potere particolare per ottenere deroghe. Come è accaduto per Jared Kushner, genero di Trump e marito della stessa Ivanka, che oggi è uno dei più stretti consiglieri del Presidente.

ivanka trump con niki haley ambasciatrice usa all onuivanka trump con niki haley ambasciatrice usa all onu

 

Per la first daughter tuttavia sarà un po' diverso visto che «farà parte dell' amministrazione del padre con un ampio e crescente portafoglio, anche se non ricoprirà nessun incarico ufficiale, non presterà giuramento e non percepirà salario», spiega Gorelick. Sarà «occhi e orecchie del Presidente», sua consigliera, senza limitarsi a questioni di emancipazione femminile.

ivanka trump  con niki haley ambasciatrice usa all onuivanka trump con niki haley ambasciatrice usa all onu

 

Anche qui del resto nessuna novità visto che dal 20 gennaio Ivanka è stata più volte presente alla West Wing durante incontri e bilaterali di alto livello di papà Donald. La scorsa settimana, ad esempio, era seduta vicino alla cancelliera Angela Merkel, durante la prima visita della leader tedesca alla Casa Bianca.

 

«Continuerò a offrire a mio padre i miei candidi consigli e suggerimenti come ho fatto per tutta la mia vita - ha spiegato la first daughter che da subito si è trasferita a Washington per seguire il padre - poiché non c'è alcun precedente relativo al figlio adulto di un Presidente, seguirò volontariamente tutte le regole etiche che valgono per i dipendenti governativi».

IVANKA TRUMPIVANKA TRUMP

 

Non mancano dubbi su un possibile conflitto d'interesse. Ivanka possiede ancora marchi e società di moda e di gioielleria anche se ha lasciato la guida del gruppo prima dell'insediamento del padre. Sta anche per uscire un suo libro «Donne che lavorano», atteso per maggio ma lei ha anticipato che donerà i proventi ad associazioni che sostengono le donne nel mondo del business.

 

Elementi questi che non ne hanno impedito l' ingresso nella cabina di regia della politica americana, anzi sin dal giorno del giuramento del padre, in molti hanno pensato che tra Melania Trump e Ivanka la vera First Lady fosse la 35enne rampolla. First Lady sì, ma con poteri straordinari.

ivanka trump con il suo profumoivanka trump con il suo profumo

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)