viktor orban ursula von der leyen gay pride

QUEL PUZZONE DI ORBAN DICHIARA GUERRA A BRUXELLES. MA PUO’ FARSI MOLTO MALE – IL PREMIER UNGHERESE HA ACCUSATO L’UE DI AVERE "EMESSO UN ORDINE AFFINCHÉ IL PRIDE SI TENESSE A BUDAPEST" E DI AVER MESSO IN SCENA "UNO SPETTACOLO RIPUGNANTE E VERGOGNOSO" – L’AMICO DI PUTIN E DEI SOVRANISTI ITALIANI È ENTRATO IN CAMPAGNA ELETTORALE, IN VISTA DEL VOTO DELL’APRILE 2026, METTENDO NEL MIRINO L’EUROPA – MA PROPRIO BRUXELLES HA LE ARMI PER COLPIRE IL LEADER POPULISTA: LE SANZIONI FINANZIARIE ALL’UNGHERIA E IL CONGELAMENTO DEI FONDI COMUNITARI. IL PROBLEMA È CHE GLI STATI MEMBRI SONO SPACCATI ANCHE NELLA REAZIONE A QUEL FIGLIO DI PUTIN MAGIARO...

1. ORBÁN CONTRO PRIDE E UE "EVENTO RIPUGNANTE ORCHESTRATO DA BRUXELLES"

Estratto dell’articolo di Tonia Mastrobuoni per “la Repubblica”

 

URSULA VON DER LEYEN VIKTOR ORBAN

«Ehi guerrieri!». Ieri mattina Viktor Orban ha svegliato così i suoi accoliti sulla chat "Warriors Group", nel "day after" della clamorosa batosta del Pride dei duecentomila. E dopo aver espresso gioia per l'imminente telefonata nello spazio con l'astronauta Tibor Kapu, si è lasciato andare a valutazioni che si commentano da sole.

 

La parata che molti hanno interpretato come un potente segnale di difesa di alcuni diritti europei fondamentali ma anche come un avviso di sfratto all'autocrate magiaro, sarebbe stata "ripugnante e vergognosa". E per riportare la discussione politica su un terreno che ara allegramente da quindici anni, Orban ha puntato subito il dito contro Bruxelles.

 

cartello contro viktor orban al gay pride di budapest

Nella chat, rivelata dal sito index.hu, il premier ungherese ha accusato le istituzioni europee e l'opposizione di aver "ordinato" l'iniziativa. E ha voluto dare sostanza al suo ribrezzo: «Drag queen sul palco, uomini con i tacchi, volantini sulla terapia ormonale… Questo non è orgoglio, è vergogna», ha scritto.

 

[...] Ma al premier non va giù di aver commesso un errore clamoroso. In primavera, la decisione di vietare la parata dell'orgoglio lgbtqi+ era arrivata quando i sondaggi avevano accertato la vertiginosa ascesa di Peter Magyar, l'unico leader politico emerso in questi ultimi quindici anni che potrebbe batterlo alle urne. Ieri ha commentato dicendo che «questo è il tracollo» di Orban.

 

giorgia meloni viktor orban

E alle elezioni politiche manca meno di un anno. Proibendo il Pride, Orban pensava di solleticare gli istinti più bassi del suo elettorato e distrarli dalla crisi economica dell'Ungheria e dalla sua crescente impopolarità. È stato uno dei più clamorosi autogol.

 

[...]

 

Ursula von der Leyen si è ben guardata per mesi di commentare il divieto del Pride. E ha cercato di bloccare i commissari Ue che avrebbero voluto partecipare alla parata. Soltanto l'immensa pressione delle ong e i 70 europarlamentari, in gran parte della maggioranza che l'ha votata, che hanno deciso di difendere il diritto di scendere in piazza annunciando la loro presenza a Budapest, hanno spinto la capa dell'esecutivo Ue a diffondere un breve videomessaggio di solidarietà.

 

JORDAN BARDELLA VIKTOR ORBAN MATTEO SALVINI MARINE LE PEN

E Giorgia Meloni, che non ha neanche firmato la lettera di condanna del bando firmata da 20 Paesi della Ue? «Muta», come ha commentato ieri Alessandro Zan. Per l'europarlamentare dem la premier «sta facendo fare una pessima figura al nostro Paese. Si sceglie sempre gli amici sbagliati e non riesce a dire loro che sbagliano nemmeno quando mettono in pericolo le libertà personali e la democrazia». [...]

 

2. L’ORBAN FURIOSO

Estratto dell’articolo di Marco Bresolin per “la Stampa”

 

PROTESTE ARCOBALENO CONTRO ORBAN IN UNGHERIA

Viktor Orban ha iniziato la sua lunga campagna elettorale verso le Politiche della prossima primavera e ha già fatto capire quale sarà il suo bersaglio preferito. A poche ore dalla manifestazione ha subito accusato Bruxelles di aver "emesso un ordine affinché il Pride si tenesse a Budapest" tramite "il suo burattino" Gergely Karacsony, sindaco della capitale, e di aver messo in scena "uno spettacolo ripugnante e vergognoso".

 

Lo ha fatto con un messaggio ai suoi sostenitori nel gruppo online "Figth Club", chiuso al pubblico: "Drag queen sul palco, uomini con i tacchi, volantini sulla terapia ormonale: questo non è orgoglio, è vergogna" avrebbe scritto secondo la stampa locale.

 

salvini le pen orban

L'aspettativa degli osservatori e degli addetti ai lavori è che questo atteggiamento sarà una costante da qui al prossimo aprile, quando gli ungheresi saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo Parlamento.

 

Ma i vertici dell'Unione europea non hanno ancora una chiara strategia per contrastare il premier ungherese: usare la linea dura oppure cercare di andargli in qualche modo incontro proprio per evitare di prestargli il fianco?

 

I governi degli Stati membri non sono perfettamente allineati e di conseguenza Ursula von der Leyen tentenna: la Commissione minaccia l'apertura di procedure d'infrazione per l'ultima legge anti-Lgbtiq, ma si astiene dal fare il passo decisivo, lascia intendere di poter bypassare il veto ungherese sui negoziati per l'Ucraina, ma non ha ancora avuto il coraggio di sfruttare le scappatoie giuridiche a disposizione.

 

URSULA VON DER LEYEN GIORGIA MELONI VIKTOR ORBAN - CONSIGLIO EUROPEO 15 DICEMBRE 2022

[...] Al Consiglio europeo di giovedì si è verificata nuovamente una situazione del tutto anomala, ma non inedita: le conclusioni relative all'Ucraina sono state adottate a ventisei, senza il sostegno del premier ungherese. "Il Consiglio europeo – si legge nel documento – rende debitamente atto della valutazione della Commissione secondo cui il gruppo di capitoli sulle questioni fondamentali è pronto per essere aperto".

 

Orban si è presentato al vertice sventolando i risultati di un "referendum" condotto online, secondo il quale il 95% degli elettori avrebbe detto "no" all'ingresso dell'Ucraina nell'Ue. Il governo sostiene che più di due milioni di cittadini hanno espresso il loro voto, anche se l'opposizione contesta il dato, anche perché a quanto pare sarebbe stato possibile votare più volte.

 

VIKTOR ORBAN FUNERALE PAPA FRANCESCO

L'iniziativa – per la quale il premier aveva tappezzato il Paese di manifesti contro Volodymyr Zelensky, Ursula von der Leyen e il leader del Ppe, Manfred Weber – è comunque servita a Orban per giustificare il suo "no". [...]

 

L'altro fronte che vede Orban mettersi di traverso sulla corsa dell'Ue è quello delle sanzioni alla Russia. È vero che sin qui ha sempre sostenuto il diciassette pacchetti, ma proprio venerdì il veto di Ungheria e Slovacchia ha impedito l'adozione del diciottesimo.

Bratislava vuole compensazioni e rassicurazioni sull'uscita dai combustibili fossili russi, mentre non è ancora chiaro cosa dovrà concedere la Commissione per superare l'opposizione ungherese.

 

Ciclicamente nei corridoi di Bruxelles di torna a parlare della possibilità di andare avanti con la procedura prevista dall'articolo 7 del Trattato, che in ultima istanza potrebbe persino portare alla perdita del diritto di voto di Budapest. Ma finora sono mancati la volontà e il coraggio politico per accelerare, anche alla luce del fatto che proprio il governo slovacco è pronto a schierarsi a fianco di Orban. [...]

 

2. LA UE E LE TRE MOSSE PER L’ UNGHERIA

Estratto dell’articolo di Maurizio Ferrera per il “Corriere della Sera”

 

viktor orban ursula von der leyen 1

Il divieto posto da Orbán al Gay Pride di sabato scorso è solo l’ultimo tassello di una lunga serie di picconate che il governo di Budapest ha inferto allo Stato di diritto. Il successo della manifestazione (duecentomila partecipanti, secondo gli organizzatori) dimostra però che la battaglia non è ancora persa. Molti ungheresi si oppongono alla svolta illiberale e rivendicano con forza il rispetto delle garanzie democratiche e dei diritti civili. Lo Stato di diritto è il pilastro portante della civiltà giuridica e politica europea.

 

[...]

 

Il progetto di Orbán è chiaro: trasformare l’Ungheria in una democrazia illiberale. Si tratta in realtà di un ossimoro: senza le garanzie liberali non si possono tenere elezioni libere, appunto. Il dissenso è ormai mal tollerato persino in Parlamento. Nei mesi scorsi, un gruppo di deputati contrari all’ennesimo emendamento costituzionale sono stati sospesi dai lavori dell’Assemblea.

 

meloni orban

L’Ungheria non è l’unico Paese europeo ad aver imboccato un percorso di recessione democratica. Altri Paesi in bilico sono Slovacchia, Bulgaria, Polonia e Romania. Orbán è però andato più avanti degli altri. Per questo è urgente contrastare la sua strategia prima che raggiunga il punto di non ritorno. Gli sforzi vanno concentrati su tre versanti.

 

Il primo è quello delle idee. [...]  L’Ungheria è inoltre vincolata dal diritto Ue, che prevale sul diritto nazionale. L’art. 2 del Trattato sull’Unione europea impegna i Paesi membri al rispetto dello Stato di diritto e i suoi valori.

 

La Carta dei diritti fondamentali conferisce diritti soggettivi a tutti i cittadini Ue, compresi gli ungheresi. La Ue ha il dovere di tutelare questi diritti. Se Orbán non è d’accordo con gli impegni sottoscritti all’atto di adesione, nel 2004, ha due sole strade. Modificare i Trattati convincendo tutti gli altri governi, che hanno diritto di veto. Oppure uscire dalla Ue, come ha fatto il Regno Unito.

 

orban salvini le pen

Il secondo versante di intervento è il sostegno a quelle forze politiche e della società civile che si oppongono al regime. Il principale partito di opposizione è Tisza, guidato da Péter Magyar, che i sondaggi danno oggi in testa rispetto al partito di Orbán, Fidesz.

 

[...]

È in via di approvazione una legge che rafforza l’Ufficio per la Protezione della Sovranità, introdotto nel 2023 per individuare tutte le organizzazioni (inclusi i mezzi di informazione e università) che beneficiano di assistenza straniera, finanziaria e no.

 

Quali strumenti ha la Ue per contrastare Orbán? Qui arriviamo al terzo versante di intervento. Nell’ultimo decennio, Bruxelles è passata da un atteggiamento di sostanziale tolleranza a azioni di monitoraggio e sorveglianza.

 

pride budapest 45

Successivamente sono iniziate le procedure di infrazione e infine le sanzioni finanziarie. I fondi comunitari sono stati congelati (l’Ungheria è un beneficiario netto del bilancio Ue). Il Trattato prevede una ulteriore e drastica misura: la sospensione del diritto di voto per il Paese inadempiente. La procedura è tuttavia estremamente complessa e richiede l’unanimità (escluso il Paese interessato). Il congelamento dei fondi si è rivelato abbastanza efficace: in qualche caso Orbán ha dovuto fare marcia indietro per non perdere i trasferimenti.

 

victor orban benjamin nethanyahu 5

È diffusa l’opinione che questo tipo di sanzione vada resa più severa: sottrae infatti cospicue risorse economiche alla società ungherese e conferisce risorse politiche all’opposizione, che può così screditare il governo per il danno subito. Il tempo stringe, le prossime elezioni politiche si terranno nella primavera del 2026.

 

Salvare la democrazia liberale a Budapest è cruciale non solo per confermare che la Ue è davvero una Unione di valori condivisi, ma anche per controbilanciare le spinte autoritarie che si manifestano con sempre maggior virulenza in giro per il mondo, Stati Uniti compresi.

viktor orban giorgia meloni - foto lapresseelly schlein pride budapestpride budapest 11VIKTOR ORBAN E SANTIAGO ABASCAL CON LA MAGLIETTA DI SALVINI

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