QUEL CHE RESTA DI IDV A CONGRESSO TRA TESSERE FALSE E IMBROGLI “MODELLO UDEUR”

Fabrizio d'Esposito per Il Fatto Quotidiano

Rabbioso ma non afflitto, il pugnace veneto Antonio Borghesi sigilla così la sua lettera aperta agli iscritti dell'Italia dei Valori: "Siamo stati il partito della legalità. Ma se non riusciamo a farla rispettare neanche dentro casa nostra, allora niente ha più senso". La legalità è coniugata al passato prossimo, "siamo stati". Il caos, i sospetti su affarismo e imbrogli e soldi, l'omologazione al sistema della casta, sono tutti al presente. È la sintesi dell'ultima Idv, quella scomparsa dal Parlamento eletto a febbraio.

Nel caso specifico Borghesi si riferisce al tesseramento gonfiato e fasullo per il congresso straordinario dell'Idv di fine giugno. Tre giorni, dal 28 al 30, in un centro di piazza di Spagna. Sì, il partito di Antonio Di Pietro riunisce i suoi iscritti per eleggere il nuovo leader e nessuno ne parla. Segno triste dei tempi. Appena tre anni fa, nel 2010, il congresso dell'Idv tenne banco sulle prime pagine dei giornali per il duello tra Luigi de Magistris e Vincenzo De Luca del Pd, il sindaco di Salerno che chiese e ottenne l'appoggio dei "giustizialisti" per le regionali in Campania, e per le polemiche su una foto del ‘92 di Antonio Di Pietro che cena con il famigerato poliziotto Contrada. Oggi de Magistris, sindaco di Napoli, non è più nell'Idv.

Leoluca Orlando , ritornato da trionfatore a Palermo, c'è ancora, invece, ma diserterà il congresso. Resta solo un ammaccato Di Pietro, auto-nominatosi padre nobile. Il già citato Borghesi è uno dei cinque candidati alle segreteria e nella sua lettera aperta nota: "Alle amministrative, abbiamo presentato le nostre liste in soli 19 comuni su 700, ebbene com'è possibile che in alcune regioni non ci siamo presentati per mancanza di persone da mettere in lista e improvvisamente, in quelle stesse regioni, compaiono centinaia di iscritti". Già, come è possibile? Soprattutto in Campania, dove si racconta di tesserati che interpellati per telefono dai garanti hanno risposto: "Ma che cos'è l'Italia dei Valori?".

Il nuovo segretario sarà eletto direttamente dai 13.994 iscritti accertati al 27 maggio scorso. Si voterà al computer domenica 30 giugno, dalle 8 alle 13. Tre le modalità: al congresso, nelle federazioni locali, da casa. Per disinnescare le tessere false, impossibili da eliminare pena lo slittamento del congresso, è stato messo a punto un complesso sistema di codici, una combinazione tra pc e telefonino. Nella graduatoria dei favoriti, Borghesi è al quarto posto. Dopo di lui solo Nicola Scalera. Il pronostico della vigilia vede in testa Ignazio Messina, seguito da Matteo Castellarin e l'eurodeputato Niccolò Rinaldi.

Messina è il sospettato numero uno per lo scandalo degli iscritti falsi. È stato il braccio di Di Pietro per le operazioni più imbarazzanti di questi anni. Cioè l'arrivo nell'Idv di riciclati dell'Udc, dell'Udeur e così via. Gente poi finita anche in galera. Messina ha in mano l'organizzazione e ha in mente un partito che uno dei suoi avversari a microfoni spenti descrive in questo modo: "Il ragionamento di Ignazio è questo: ‘Visto che abbiamo perso il voto dell'opinione pubblica, facciamo il modello Udeur con i pacchetti di tessere e pensiamo a sopravvivere'". In pratica, la completa democristianizzazione del fu partito della legalità.

A contrastarlo sarà soprattutto Castellarin, funzionario dell'Idv, che si batte per un ritorno alle origini. Castellarin è il Renzi dipietrista perché ha lo stesso nome e la stessa età del sindaco di Firenze: "Sì, mi chiamo Matteo e ho 37 anni". La sua mozione è "un urlo di rabbia contro l'attuale dirigenza". Il leader ufficialmente non parteggia per nessuno ma sono in molti a giurare che "in cuor suo si augura una vittoria di Matteo". Il duello investe anche il tesoretto rimasto nelle casse del partito: almeno dieci milioni di euro, di cui otto in titoli e il resto liquidi.

Una cifra cui però bisogna sottrarre i 100mila bruciati inutilmente per le amministrative di Roma. La storia è andata così. A due giorni dalla presentazione delle liste, Ignazio Marino, candidato del centrosinistra, ha scaricato l'Idv, ormai in caduta libera. Risultato: manifesti e liste da buttare e vendetta violenta di Di Pietro: "Marino è stato scorrettissimo a Roma non farò votare per lui al ballottaggio". Gli attuali sondaggi danno all'Idv percentuali irrisorie, tra l'uno e il due per cento. L'otto per cento registrato nell'autunno scorso è un ricordo diafano, trasparente. La nuova marcia è una traversata nel deserto senza più la bussola del leader fondatore.

Come dimostra l'ultima riunione nazionale sull'affaire del tesseramento. Chiusa da Di Pietro con queste parole: "Fate come volete l'importante è che non mi tirate in mezzo e mi garantite un esito regolare". Amarezza, tanta amarezza. E qualche piccola speranza: "Adesso che i grillini stanno crollando, la gente mi cerca di nuovo su Facebook". Speranza o rimpianto?

 

Di Pietro Antonio ANTONIO BORGHESILUIGI DE MAGISTRISVincenzo De LucaLeoluca Orlando

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...