khamenei netanyahu iran

“QUESTA NON È LA GUERRA DI TRUMP, IL PASTICCIONE. È UNA GUERRA DI NETANYAHU” – È STATO "BIBI", DOPO LUNGHE PRESSIONI, A CONVINCERE IL TYCOON A SCATENARE L’ATTACCO MASSICCIO CONTRO L’IRAN – DOMENICO QUIRICO: “È IL CAPOLAVORO DELLA VITA POLITICA DI NETANYAHU, IL COMPENDIO DI VENTI ANNI DI BUGIE, RAGGIRI, MINACCE REALIZZATE CON FEROCE CINISMO. È LA PREMESSA DI RIELEZIONI OCEANICHE. NEL SUO MANIFESTO ELETTORALE SCORRERANNO LE FACCE DI UN CIMITERO. SINWAR: DEFUNTO; NASRALLAH: SBRICIOLATO; KHAMENEI: ESTINTO. IL MOSSAD PREPARA I PIANI PER IL PROSSIMO RAID: IL PAKISTAN. PUÒ DIVENTARE UNO STATO JIHADISTA, UNA REPLICA TALEBANA. E LÌ L'ATOMICA LA HANNO GIÀ…”

Estratto dell’articolo di Domenico Quirico per “La Stampa”

 

BENJAMIN NETANYAHU DONALD TRUMP

Finalmente l'ha avuta la "sua'' guerra, grande, intera, apocalittica, la resa o niente, non i raid chirurgici, gli omicidi mirati, le bombe episodiche e flebilmente intimidatorie: la guerra contro l'Iran, tutto il vicino oriente che vibra di fiamme ed esplosioni, le città sotto le bombe mentre suonano le trombe di Gerico. Finalmente ce l'ha fatta! Attenti. Questa non è la guerra di Trump, il pasticcione. È una guerra tutta di Netanyahu, il maccabeo del terzo millennio.

 

Sentitelo con voce solenne e quasi sacerdotale, da mistagogo, pare che si ascolti quando invita quei poltroni di persiani a darsi da fare. Il cerchio di fuoco sciita, le alleanze letali di hezbollah e dei briganti delle montagne dello Yemen, i sicari di Hamas: tutte fesserie, fronti secondari, premesse. il tempio della paura israeliana, anche atomica, la minaccia vitale, era a Teheran e sta crollando. Forse.

 

BENJAMIN NETANYAHU CON QR CODE GIGANTE SULLA GIACCA ALLE NAZIONI UNITE

È il capolavoro della vita politica di Netanyahu, il compendio di venti anni di bugie, raggiri, minacce realizzate con feroce cinismo. Non si sbaglia se si azzarda che questa è la premessa di rielezioni oceaniche. Nel suo manifesto elettorale scorreranno le facce di un cimitero. Sinwar: defunto; Nasrallah: sbriciolato; Kameney: estinto. [...]

 

Null'altro: fatti, non gli slogan di una critica merciaiola di diritti ma taccagna di cannonate. E i vicini arabi, anime timorose e infingarde? Tremano, aspettano ordini, parlano sottovoce.

 

Gaza, i massacri, la indignazione del mondo, l'isolamento: tutto archiviato. Le somme della violenza da queste parti si tirano ogni giorno, non si può lasciar fuori niente. Il nuovo Davide con gli F-35, ha appena cancellato l'incubo degli ayatollah che sognavano l'atomica.

 

benjamin netanyahu donald trump mar a lago 2

Chi può rammaricarsi? in fondo erano dei maomettani fanatici che governavano non con il terrore, peggio: nel terrore! Quello che conta è che tutti hanno capito la lezione, sono avvisati: inutile negoziare, fare promesse… Israele non tentenna, non esita, non sbaglia: sopprime. Unica strada, diventare vassalli per non essere raddrizzati a cannonate. Una lezione universale per i tempi che corrono.

 

Eppure quanta fatica ha dovuto spremere Netanyahu con i cari amici della Casa Bianca, quanta pazienza, quante bugie: per ottenere la SUA guerra. Il male assoluto era l'Iran, erano gli ayatollah, non i ridicoli tirannelli arabi, i quaranta ladroni dei Paesi vicini, sempre con l'aereo pronto a decollare e nella stiva i lingotti per la pensione, con gli eserciti fatti di cartone, altro che Guerra santa.

 

[...]

TRUMP E NETANYAHU GUIDANO UN BOMBARDIERE B-2 - VIDEO REALIZZATO CON L INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Ma quelli a Teheran erano di altra pasta, erano eredi di Khomeini, un profeta che aveva arruolato dio come mezzo di potere innescando la più pericolosa bomba atomica del terzo millennio, quella del fanatismo teologico. Una questione di vita o di morte, dunque, non una questione di politica ma di darwinismo: o noi o loro.

 

Eppure a Washington non capivano, sordi, ottusi... Reagan faceva baratti, loschissimi, e quindi molto impegnativi, con Teheran. Bush era ossessionato da Saddam, il micro Satana, e niente altro. E Obama? Il riassunto di tutti gli errori, la coniugazione della miopia occidentale: firmare accordi con il Nemico, credere che l'uranio fosse un soprammobile ad uso civile!

 

Il premier israeliano, un antiErcole che si industria a riportare le immondizie nelle ripulite stalle di Augia, da solo non poteva farcela. L'Iran è grande, troppo, bisognava risucchiare nel Golfo di nuovo l'alleato americano. Da domenica stringe in mano il capolavoro: il gigante americano, le portaerei, i missili, le informazioni, tutto al servizio del suo "attacco preventivo''. Una superpotenza che prende ordini, ubbidiente, dal Paese più guerrafondaio della scena internazionale. Non fatevi ingannare dai modi riguardosi: è lui che comanda.

 

IL VIDEO DEL BOMBARDAMENTO CHE HA DISTRUTTO IL QUARTIER GENERALE DI ALI KHAMENEI

Israele tentava da anni. Sempre i presidenti americani hanno risposto no: troppo pericoloso, è un posto dove basta una scintilla... Ai tempi della guerra del golfo un ordine di Washington costrinse Israele a subire senza rispondere gli Scud di Saddam Hussein.

 

Netanyahu aveva bisogno di un accolito come Trump, uno che appartiene alla razza dei naufragatori e facitori di relitti, un uccello rapace e immorale, un dilettante di carnai su cui sghignazzare via Truth. Il presidente di Mar-a-lago ha persino copiato il linguaggio millenaristico dell'alleato, per cui il nemico di oggi sembra uscito dalle guerre contro gebusei e cananei.

 

Itamar Ben Gvir Benjamin Netanyahu

Erano gli antenati dei palestinesi: se ne sono perse le storiche tracce, inquietante precedente. Con un sorrisetto sghembo i due soci, per giustificare bombe preventive, ripropongono l'appassito armamentario di bugie di Bush: continuano a lavorare all'atomica, ci sono vicini…

 

Non c'è neppure la patetica fialetta di Powell da esibire all'Onu. Bastano le chiacchiere della "intelligence'' a cui si adeguano subito obbedienti incensieri della camorra informativa. Terribile questa faccenda di non rinnovare neppure i trucchi, le accuse false. Riassume tutto.

 

BENJAMIN NETANYAHU NELLE ALTURE DEL GOLAN

E poi: ancora il vuoto di idee e di uomini per il dopo, una sorta di piacevole indolenza che potrebbe precipitare chi esce dal khomeinismo nella guerra civile e nell'economia da bottino. Nella stiva delle portaerei c'è per ora solo un degno erede dei quisling di Baghdad e di Kabul, dalle poderose ganasce di sciacallo: il pretendente, un Palhevi tirato fuori immagino per disperazione da muffe tipo emigrati di Coblenza.

 

Siamo chiari prima che si avvii l'atto finale: a Israele delle plebi strapazzate e massacrate di Teheran non importa nulla. Anzi: l'avvento di una vera democrazia in Iran sarebbe il peggior nemico di Netanyahu e nostalgici della grande Sion. Dio ci scampi! Può fare scuola, innescare tentazioni nei popoli vicini.

 

iran il complesso residenziale dove era nascosto ali khamenei

Si civetta così bene con canaglie come Al Sisi e i petromonarchi! Meglio un Iran che precipita nel caos, o si frantuma in tignosi separatismi curdi e beluci...Il modello siriano insomma. In caso di pericolo niente paura... si può sempre bombardare radere al suolo ripulire. In occidente guarderanno tra una pubblicità e l'altra, prima di spegnere la luce e andare a dormire.

 

È la lezione di Gaza, una specie di prova generale. Il Mossad prepara i piani per il prossimo raid: il Pakistan. Può diventare uno Stato jihadista, una replica talebana. E lì l'atomica la hanno già.

BENJAMIN NETANYAHUmarco rubio benjamin netanyahu

 

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