merkel conte

UNA RAFFICA DI EURO-SCHIAFFI - IL GOVERNO TEDESCO SCHIANTA LE SPERANZE ITALIANE: ''IL MES È UTILE MA VA USATO CON LE REGOLE ATTUALI''. QUINDI, SE VUOI I SOLDI, TI BECCHI LE CONDIZIONI DELLA TROIKA. MA NON FINISCE QUI: ''EUROBOND? NO, BASTANO LE CONSIDEREVOLI MISURE PREDISPOSTE FINORA'' - CENTENO, CAPO DELL'EUROGRUPPO, HA TEMPO DA PERDERE: ''I DETTAGLI PER GLI AIUTI DEL MES ARRIVERANNO ENTRO IL 5 APRILE. 11 GIORNI IN QUESTO PERIODO SONO UN'ETERNITÀ. BASTERANNO A FAR CAMBIARE IDEA AI FALCHI DEL NORD?

 

1.CENTENO A LEADER UE, DETTAGLI AIUTI MES ENTRO 5 APRILE

MARIO CENTENO

 (ANSA) - L'Eurogruppo ha dato "ampio sostegno" a un 'Pandemic Crisis Support', nell'ambito del Mes, costruito nel quadro dell'attuale Enhanced Conditions Credit Line (ECCL)". Il sostegno Mes "sarà usato per i costi collegati all'epidemia, sanitari ed economici. Nel lungo periodo, gli Stati dovranno assicurare un percorso sostenibile. Propongo di sviluppare i dettagli tecnici entro la prossima settimana". Così il presidente dell'Eurogruppo Mario Centeno nella lettera al presidente Ue Charles Michel.

 

"Abbiamo un ampio consenso sul fatto che il Pandemic Crisis Support è una slavaguardia rilevante per ogni Stato che aderisce al Mes toccato dallo shock simmetrico dovuto alla pandemia, e sarebbe disponibile per tutti sulla base di una valutazione iniziale delle istituzioni", scrive Centeno. "C'è anche un ampio sostegno che dovrebbero essere spostate sul Pandemic Crisis Support risorse significative e che il Mes potrebbe fissare come parametro di base il 2% del Pil dello Stato interessato, che può essere aggiustato in base all'evoluzione della pandemia", aggiunge il presidente. "Rendere disponibile il Pandemic Crisis Support del Mes sarebbe un importante e tempestivo primo passo, basato sugli strumenti esistenti", conclude.

 

2.CORONAVIRUS: BERLINO, MES È UTILE, CON REGOLE ATTUALI

CONTE MERKEL

 (ANSA) - "Il governo tedesco ritiene che il Mes possa essere uno strumento utile, se fosse necessario, per elargire sostegno veloce agli Stati, con le regole in vigore". Lo ha detto il portavoce della Merkel Steffen Seibert, in conferenza stampa a Berlino.

 

3.CORONAVIRUS:BERLINO,EUROBOND? GIÀ MISURE CONSIDEREVOLI

 (ANSA) - Il governo tedesco ritiene che si stia mettendo in piedi "già una considerevole serie di misure per contrastare gli effetti economici del Coronavirus" a livello europeo. È quello che ha risposto il portavoce di Angela Merkel Steffen Seibert in conferenza stampa, ad alcune domande sulla posizione tedesca sugli eurobond. "Anche l'enorme pacchetto in via di approvazione al Bundestag darà degli effetti anche per gli altri Stati europei", ha rimarcato, rimandando anche alla efficacia del Mes. "Delle ulteriori misure in discussione che si prenderanno riporteremo quando saranno prese".

GUALTIERI CENTENO

 

 

4.NESSUNA INTESA ALL'EUROGRUPPO SCONTRO SULL'USO DEL FONDO SALVA-STATI

Marco Bresolin per “la Stampa

 

Un' intesa tra i ministri delle Finanze Ue ancora non c' è. E spetterà ai capi di Stato e di governo, nella riunione di domani, trovare un accordo sugli strumenti da utilizzare a livello europeo per rispondere alla crisi economica dovuta alla pandemia che si annuncia pesantissima (per il 2020 l' agenzia Moody' s stima una recessione del 2,7% nell' Eurozona). Paolo Gentiloni dice che «tutte le opzioni sono sul tavolo, inclusi gli Eurobond», anche se su questo strumento l' opposizione di Germania e Olanda è netta.

 

 

Si continua dunque a lavorare sul ruolo del Fondo Salva-Stati (Mes), per introdurre una linea di credito precauzionale ai Paesi che ne hanno bisogno. Ma resta l' incognita legata alle condizioni che potrebbero legare le mani all' Italia, qualora decidesse di chiedere aiuto.

 

Steffen Seibert portavoce Merkel

Mario Centeno, presidente dell' Eurogruppo, ha assicurato che c' è un «vasto consenso» sull' utilizzo del Fondo. Vasto consenso vuol dire che non c' è l' unanimità, necessaria per prendere questo tipo di decisioni (tutti gli Stati dell' Eurozona sono azionisti del Fondo). Gli olandesi restano contrari perché continuano a vedere il Mes come uno strumento di ultima istanza. Dal loro punto di vista le misure sin qui adottate - il piano di acquisto di titoli della Bce, la sospensione del Patto di stabilità, il via libera agli aiuti di Stato, l' utilizzo dei fondi strutturali per le spese sanitarie e il maxi-piano di prestiti della Banca europea per gli investimenti - sono più che sufficienti. Ma sulla linea dura ci sono anche l' Austria e la Finlandia, con la Germania in posizione più defilata.

 

«C' è ancora molto lavoro da fare» ammette Centeno, ben sapendo che - qualora passasse l' idea di usare il Fondo Salva-Stati - il diavolo si nasconderebbe nei dettagli.

L' ipotesi al momento sul tavolo prevede l' utilizzo di una linea di credito dedicata all' emergenza da introdurre all' interno del Mes, che ha una dotazione globale di oltre 400 miliardi. Ovviamente le risorse a disposizione sarebbero più limitate: ogni Paese potrebbe avere diritto a una linea di credito pari al 2% del proprio Pil. Nel caso italiano circa 36 miliardi.

 

REGLING fondo salva stati

Klaus Regling, numero uno del Fondo, ha spiegato questa linea di credito sarebbe accessibile a tutti, ma che ovviamente i fondi saranno a disposizione soltanto di chi ne farà richiesta. Il meccanismo non è da sottovalutare, perché il semplice fatto di domandare l' apertura di una linea di credito rischia di esporre il Paese alle reazioni dei mercati. Per questo i governi del Sud premono per fare in modo che l' accesso al credito venga aperto a tutti, o comunque a gruppi di Paesi.

 

Non singolarmente.

mark rutte 2

L' eventuale reazione dei mercati sarebbe legata alle condizioni che verrebbero imposte a chi chiede il prestito, dato che in tempi normali il Mes richiede un' analisi della sostenibilità del debito e la firma di un memorandum con alcuni impegni da rispettare in termini di riforme. E qui si arriva sull' altro elemento di scontro. Un' idea circolata nella discussione di ieri sera tra i ministri prevede una condizionalità "light" nel breve periodo per le spese direttamente collegate all' emergenza, anche se alla fine della quale tutto tornerebbe come prima.

 

giuseppe conte roberto gualtieri mes

Ma certo questo non è ciò che Conte aveva chiesto: il premier aveva proposto di consentire l' accesso a tutte le risorse del Mes per tutti gli Stati e senza condizioni. Scenario decisamente lontano dalla realtà. Domani toccherà a lui vedersela con i partner Ue.

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO