giorgia meloni

IL RECORD DI CUI GIORGIA NON PARLA – CON QUELLA ANNUNCIATA SUL DISEGNO DI LEGGE SULLA CONCORRENZA, IL GOVERNO MELONI HA APPENA RAGGIUNTO LA FIDUCIA NUMERO 100 IN TRE ANNI (CON LA MEDIA DI 2,8 AL MESE), UN RISULTATO SENZA PRECEDENTI NELLA STORIA REPUBBLICANA – NUMERI CHE DIMOSTRANO COME, CON LA DUCETTA, IL PARLAMENTO È SEMPRE PIÙ A SOVRANITÀ LIMITATA – L’“ALLIEVA” HA SUPERATO ANCHE IL MAESTRO BERLUSCONI: NEI DUE ESECUTIVI PRESIEDUTI DAL BANANA TRA IL 2001 E IL 2006 ERANO STATE APPOSTE SOLO 41 QUESTIONI DI FIDUCIA...

Estratto dell’articolo di Stefano Iannaccone per “Domani”

 

giorgia meloni alla camera foto lapresse

Giorgia Meloni punta al record di longevità del suo governo. Ma nell’attesa di celebrare l’agognato risultato di durata, sta già battendo il record sui voti di fiducia: con quella annunciata dal ministro dei Rapporti con il parlamento, Luca Ciriani, sul disegno di legge sulla Concorrenza al Senato, l’esecutivo ha raggiunto la fiducia numero 100 in appena tre anni di legislatura. Sono distribuite tra 55 alla Camera e 45 al Senato con la media di 2,8 al mese [...]

 

Un risultato senza precedenti nella storia repubblicana. Solo che non viene rilanciata dalle card social di Fratelli d’Italia. Nella precedente legislatura, ci sono stati infatti 107 voti di fiducia, ma con la differenza che è durata quattro anni e mezzo (dal marzo 2018 all’ottobre 2022).

 

silvio berlusconi giorgia meloni

E peraltro, entro la fine del 2025 o al massimo all’inizio del 2026, quel muro sarà ampiamente abbattuto: dovranno essere convertiti vari decreti e deve essere approvata la manovra economica.

 

[...] Esiste una valutazione politica: nella diciottesima legislatura si sono alternati governi di colore molto diverso, i due di Giuseppe Conte (il gialloverde e il giallorosso che ha dovuto affrontare la pandemia di Covid) e quello “tecnico” di Mario Draghi, che si è caratterizzato per la sua eterogeneità. E hanno quindi richiesto la “blindatura” di molti provvedimenti per evitare eventuali guerriglie parlamentari.

 

giorgia meloni silvio berlusconi matteo salvini

Il raffronto con il passato è impietoso, ancora di più nel caso della legislatura numero 17, che ha visto avvicendarsi gli esecutivi di Enrico Letta, Matteo Renzi e Paolo Gentiloni: il numero di voti di fiducia è stato, in totale, di 100.

 

Ma in cinque anni, non in tre come accade con Meloni. Andando a ritroso nel tempo scatta inevitabilmente il confronto con la legislatura (dal 2001 al 2006), in cui ci sono stati due governi presieduti da Silvio Berlusconi, eletti a modelli di riferimento da Meloni. Con gli esecutivi del Cavaliere sono state apposte solo 41 questioni di fiducia.

 

GIORGIA MELONI ALLA CAMERA - FOTO LAPRESSE

[...] L’allieva ha superato, anzi più che raddoppiato il maestro, benché manchino due anni di legislatura. Comunque si racconti il rapporto tra governo e parlamento, alla prova dei numeri la coalizione di centrodestra dimostra di stare insieme solo grazie ai diktat dei leader.

 

La premier non si fida nemmeno dei parlamentari di maggioranza, costringendo ad approvare i disegni di legge o convertire i decreti, limitando il confronto. Poco male se gli eletti non riescono a rispettare le proprie prerogative.

 

Il caso di scuola è stato proprio il ddl Concorrenza, che per rispettare gli impegni del Pnrr deve essere approvato entro dicembre. Il testo è stato approvato dal consiglio dei ministri del 4 giugno.

 

ELLY SCHLEIN ALLA CAMERA TRA I CARTELLI DEL PD CONTRO GIORGIA MELONI

Dopo un mese, è stato trasmesso in parlamento, iniziando l’iter dalla commissione Industria del Senato, guidata dal meloniano, Luca De Carlo, a lungo salito alla ribalta delle cronache politiche come possibile candidato di Fratelli d’Italia alla presidenza della regione Veneto.

 

Sono stati depositati gli emendamenti, tra cui quello svelato da Domani sulla cancellazione del divieto di pubblicità sessiste, razziste e omofobe sui cartelloni stradali, firmato dal capogruppo di FdI, Lucio Malan. La maggioranza ha cincischiato, facendo slittare l’esame del disegno di legge, ritenendo la concorrenza un tema di secondo piano.

 

giorgia meloni alla camera foto lapresse.

La precedenza è stata data al ddl sulle pmi, di recente approvato dall’aula di palazzo Madama. Sono trascorse varie settimane e la destra ha deciso di accelerare. A modo proprio, senza badare a un rispetto tra maggioranza e opposizioni.

 

Così è stato spedito il testo in aula senza la discussione degli emendamenti né tantomeno assegnando il mandato al relatore, e annunciando in fretta e furia l’apposizione della centesima questione di fiducia. Una perfetta fotografia del modus operandi della destra al governo. [...]

 

GIANCARLO GIORGETTI - GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

Il parlamento è sempre più a sovranità limitata. Un’ulteriore prova arriva dalla legge di Bilancio. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha ribadito che il parlamento può intervenire. Ma solo a parole: a fronte di una manovra da 18,7 miliardi di euro, la dotazione per gli emendamenti è di appena 100 milioni di euro. Meno dell’1 per cento. Il premierato è insomma già cosa fatta nella pratica. A colpi di fiducie centenarie.

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...