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IL REFERENDUM DELLE GAFFE – DA NORDIO A GRATTERI, DA GIUSI BARTOLOZZI AL CAPO DELL’ANM PARODI: TUTTI I PEGGIORI SCIVOLONI DELLA CAMPAGNA ELETTORALE SULLA GIUSTIZIA – IL PIÙ PROLIFICO È IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, AFFIANCATO DALL’INSEPARABILE CAPO DI GABINETTO, GIUSI BARTOLOZZI: LORO IL “MERCATO DELLE VACCHE”, IL “CI TOGLIAMO DI MEZZO I MAGISTRATI CHE SONO UN PLOTONE DI ESECUZIONE”, E IL “SISTEMA PARAMAFIOSO” AFFIBBIATO AL CSM, PRESIEDUTO DAL CAPO DELLO STATO MATTARELLA (FRATELLO DI UNA VITTIMA DI MAFIA) – MA CI SI SONO MESSI DI IMPEGNO PURE I SOSTENITORI DEL “NO”: ANCHE I MAGISTRATI HANNO INANELLATO UNA SERIE DI FIGURE BARBINE...

 

Estratto dell’articolo di Alessandro De Angelis per “la Stampa”

 

il ministro carlo nordio

In principio fu Carlo Nordio, voce dal sen fuggita un anno fa: «Questa riforma non influisce sull'efficienza della giustizia e sui tempi dei processi», sfavillante esempio di spot al contrario. E davvero, sfogliando il taccuino delle gaffes di questa campagna elettorale, qui si rischia che il guardasigilli occupi d'imperio la metà di questo articolo.

 

Prima di proseguire, però, il cronista è assalito da un dubbio, proprio sul concetto di gaffe, […] È gaffe la frase di Giorgia Meloni sui giudici che «bloccano i rimpatri degli stupratori» o è trumpismo applicato che si nutre di deformazione della realtà?

 

 

carlo nordio e giusi bartolozzi

Il post lo ha tolto, quindi forse l'ha giudicata gaffe, ma non ha mutato la narrazione sulle toghe responsabili di tutto, da Carola Rakete ai bambini nel bosco. E Salvini scatenato dopo i fatti di Torino? «Col sì i violenti sarebbero in carcere». Peccato che non erano stati scarcerati, ma messi ai domiciliari perché non erano quelli delle martellate.

 

Vabbè, torniamo a Nordio.

 

Il problema è che quella tesi ha continuato a sostenerla, anche una volta che FdI ha pubblicato le card per la campagna elettorale che dicono l'opposto («Per una giustizia più efficace, veloce e giusta»). Di lì la cacofonia. Con lui, a rafforzare il concetto, l'autorevole avvocato Giulia Bongiorno: «Solo un ignorante può sostenere il contrario».

 

GIORGIA MELONI - VIDEO PER IL SI AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA

Ops, quel "contrario" - e cioè una giustizia più veloce ed efficiente - lo sostiene Giorgia Meloni. Quindi Nordio dice la verità, però, nell'economia della propaganda, diventa una gaffe perché sta bene dire ai cittadini che te ne freghi di loro. E che, magari, ai cittadini lasci i tempi lunghi dei processi, mentre ai potenti dai l'impunità.

 

Proprio così. Rieccolo, sempre il nostro: «Questa riforma converrebbe anche al Pd, se andasse al governo». Parole buone per recitare l'intero canovaccio del "salva-Casta" - Giuseppe Conte, sentitamente, ringrazia - condito anche con dotte citazioni dei classici. E che classici! Sentite qui, ancora lui: «L'opinione del signor Licio Gelli era un'opinione giusta».

 

SERGIO MATTARELLA - CARLO NORDIO

 

L'erede del Venerabile, cioè Gelli jr, commosso, incassa la riabilitazione: «Questo referendum è il segno della lungimiranza di mio padre». Chi l'avrebbe mai detto che con la P2 si diventava padri costituenti.

 

Poi, la perla, sui metodi "paramafiosi" al Csm, tanto per pareggiare quella di Nicola Gratteri - vuoi mai che recuperasse il sì - il quale, dopo aver citato a sproposito Giovanni Falcone all'inizio della campagna, in corso d'opera aveva arruolato, tra i sostenitori della riforma, indagati, imputati - ovvero innocenti fino al terzo grado di giudizio - massoneria deviata e centri di potere.

 

campagna per il no - referendum sulla giustizia

Giudizio che ha fatto scuola. Pure Nino Di Matteo è sicuro che i mafiosi voteranno sì. Dunque, le persone perbene che votano sì, secondo il teorema, alla meglio sono degli inconsapevoli che favoriscono un disegno criminale.

 

Ed è proprio una vecchia frase di Di Matteo sui «metodi mafiosi» al Csm che Nordio ha fatto sua, da guardasigilli in carica. Non male, riferita a un organo presieduto dal capo dello Stato che, per inciso, ha avuto un fratello ucciso da Cosa nostra. E, infatti Sergio Mattarella è intervenuto, invitando tutti a miti consigli.

 

nicola gratteri a piazzapulita

Patatrac, amplificato dalla performance di Simonetta Matone, deputata della Lega: «Tutti pensiamo quelle cose, ma non si possono dire» perché si perdono voti. Non le poteva dire neanche lei, perché c'erano i giornalisti. Premio "gaffe su gaffe" aggiudicato.

 

Povero Mattarella, vox clamans in deserto, a meno che non si consideri un segno di resipiscenza la successiva intemerata sul «mercato delle vacche» (ancora Nordio) o quella del suo capo di gabinetto, Giusi Bartolozzi: «Ho un procedimento in corso, se vince il no scappo dall'Italia».

 

SIMONETTA MATONE INTERVIENE AL DIRETTIVO REGIONALE DELLA LEGA A REGGIO CALABRIA

Siccome è ancora qui nell'attesa del verdetto si è sentita in dovere di comunicare che, in caso di vittoria del sì, «ci leviamo di mezzo quel plotone di esecuzione dei magistrati». E come in un déjà vu, ci siamo sentiti tutti più giovani. Li apostrofava così anche il Cavaliere, quando non li paragonava ai matti o alle Br.

 

Se non ci fossero loro, bisognerebbe inventarli, perché pure i magistrati hanno inanellato una serie di figure davvero barbine. Il mite presidente dell'Anm Cesare Parodi […] se ne è uscito con un «quanto ci farebbero comodo due magistrati morti in questo periodo».

 

Voleva forse essere una provocazione rivolta alle toghe, sulla credibilità perduta, ma, comunque la rigiri, è da cartellino rosso.

 

alfredo mantovano sergio mattarella

Se lo merita anche il segretario dell'Anm, Gustavo Maruotti che ha associato la riforma ai fatti di Minneapolis.

 

E che dire del fuorionda che ha visto coinvolto l'avvocato Enrico Grosso, capo dei comitati del no? Parla fitto fitto col presidente del tribunale chiamato a pronunciarsi sulla decadenza di un presidente di Regione. Altro spot a rovescio a favore della separazione delle carriere.

 

[…] Ecco, appena finito l'elenco arriva l'ultima del sempre cauto Mantovano: «Dalla riforma dipende la tenuta democratica del paese». Boom! Per una volta c'è da salvare i leader delle opposizioni. Propaganda a go go, qualche inciampo sui social, ma rispetto a governo e magistrati, sembrano quasi dei leader pensosi.

confronto tra giuseppe conte e carlo nordio a palermo NICOLA GRATTERI nino di matteo gratteri

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