peter thiel padre paolo benanti

LA RELIGIONE È SOLO UNA SCUSA PER LA CONQUISTA DEL MONDO – PADRE BENANTI SCONFESSA “L’ERETICO” PETER THIEL: “L’INSIEME DELLA SUA AZIONE PUÒ ESSERE LETTO COME UN ATTO PROLUNGATO DI ERESIA CONTRO IL CONSENSO LIBERALE: UNA CONTESTAZIONE DEI FONDAMENTI STESSI DELLA COESISTENZA CIVILE, CHE EGLI RITIENE ORMAI SUPERATI” – “DELINEA UN FUTURO NEOMEDIEVALE IN CUI LA POLITICA DEMOCRATICA NON È PIÙ CHE UN RESIDUO E IN CUI L’INSIEME DEI SERVIZI ESSENZIALI ALLA VITA SOCIALE, COMPRESA LA SICUREZZA, VIENE PRIVATIZZATO E GESTITO DA ENTITÀ CORPORATIVE. IN QUESTO UNIVERSO EMERGE UNA NUOVA ARISTOCRAZIA DI ‘INDIVIDUI SOVRANI’: UN’ÉLITE COGNITIVA SLEGATA DALLA GEOGRAFIA, OPERANTE IN UN CYBERSPAZIO SOTTRATTO ALLE GIURISDIZIONI, CHE LASCIA DIETRO DI SÉ UNA MASSA DI INDIVIDUI DIVENUTI SUPERFLUI. THIEL ADOTTA QUESTA PROSPETTIVA NON SOLO COME DIAGNOSI, MA COME PROGRAMMA, FINANZIANDO TECNOLOGIE CHE ACCELERANO QUESTA DISSOLUZIONE MENTRE COSTRUISCE, PARADOSSALMENTE, GLI STRUMENTI DESTINATI A CONTROLLARNE GLI EFFETTI…”

Traduzione dell’articolo di Paolo Benanti per “le Grand Continent”

 

padre paolo benanti (2) ricevimento quirinale 2 giugno 2024

Per comprendere la traiettoria intellettuale e operativa di Peter Thiel, non basta osservarlo attraverso il prisma convenzionale del venture capital o dell’innovazione tecnologica. Thiel è soprattutto un teologo politico che agisce nel cuore stesso dell’ecosistema della Silicon Valley.

 

Per molti, Palantir Technologies — la sua creazione più significativa — incarna o uno Stato nello Stato incaricato di sorvegliare le masse, oppure, al contrario, lo scudo dell’ordine occidentale.

 

Per Thiel, rappresenta soprattutto la manifestazione concreta di una visione del mondo che mette radicalmente in discussione i dogmi della modernità democratica.

 

Al tempo stesso enigmatica e influente, la sua figura non si delinea come quella di un semplice imprenditore, ma come quella di un pensatore che ha tessuto una trama ideologica complessa a partire da fonti molto diverse: dalla filosofia mimetica di René Girard fino alla profezia anarco-capitalista, per arrivare recentemente a un quadro teologico-apocalittico tanto inquietante quanto strutturato.

 

peter thiel

L’insieme dell’azione di Thiel può così essere letto come un atto prolungato di eresia contro il consenso liberale: una contestazione dei fondamenti stessi della coesistenza civile, che egli ritiene ormai superati.

 

Prima di entrare nell’architettura ideologica di Peter Thiel, è tuttavia necessario restituire al termine «eresia» il suo senso originario, sottraendolo alla sua accezione corrente di blasfemia o di semplice errore dottrinale, per restituirgli la dignità della sua etimologia greca.

 

ARTICOLO DI PADRE PAOLO BENANTI CONTRO PETER THIEL SU LE GRAND CONTINENT

Hairesis designa originariamente una «scelta», un’opzione — l’atto di cogliere una parte distinguendola dal resto. Nel suo significato filosofico più profondo, l’eresia non è dunque la negazione della verità, ma l’isolamento di una verità parziale, staccata dal tessuto relazionale dell’insieme ed elevata al rango di principio assoluto.

 

È l’assolutizzazione di un frammento separato dall’armonia del tutto: un’intuizione particolare sulla natura umana o sulla dinamica sociale che, privata dei necessari contrappesi imposti dalla complessità del reale, diventa totalizzante — e, a lungo termine, tirannica.

 

PETER THIEL E LA PAYPAL MAFIA - FOTO DI FORTUNE

È sotto questo angolo che va letta la visione di Thiel: non come un semplice rifiuto dei valori occidentali, ma come la radicalizzazione patologica di alcune loro componenti — la competizione, la tecnologia, l’individuo — che, erette a unica bussola, conducono a risultati radicalmente divergenti dal progetto democratico comune.

 

La profezia del monopolio: Thiel, René Girard e l’ombra della PayPal Mafia

Per comprendere la traiettoria che ha condotto la Silicon Valley a passare da un gruppo di adolescenti utopisti nei garage a un centro nevralgico del potere geopolitico mondiale, bisogna risalire ai fondamenti filosofici e relazionali che hanno sostenuto la sua ascesa più spettacolare.

 

PETER THIEL DA RAGAZZO

Al cuore di questa trasformazione non vi è soltanto l’ingegneria del software, ma una forma di ingegneria delle anime e delle società, orchestrata da una figura che riunisce in sé il ruolo dell’investitore e quello del teologo politico: Peter Thiel.

 

Lungi dal ridursi a una semplice strategia d’impresa, la sua visione costituisce la traduzione operativa di una precisa antropologia filosofica — quella di René Girard — incarnata e diffusa attraverso uno dei network di potere più influenti della storia recente: ciò che viene chiamato la «PayPal Mafia».

 

L’intuizione girardiana: monetizzare il desiderio mimetico su scala planetaria

Questa storia inizia negli anni Ottanta, all’università di Stanford. Studente di filosofia, il giovane Peter Thiel vi scopre il pensiero di René Girard. Per la prima volta, l’antropologo francese, noto per la sua teoria del desiderio mimetico, gli offre una chiave di lettura della realtà che si rivela al tempo stesso destabilizzante e decisiva.

 

donald trump peter thiel

Al cuore della teoria girardiana vi è l’idea che il desiderio umano non sia né autonomo né spontaneo, ma fondamentalmente mimetico: desideriamo ciò che gli altri desiderano, non per il valore intrinseco dell’oggetto, ma perché il desiderio altrui lo designa come desiderabile.

 

Apparentemente innocua, questa dinamica porta con sé un potenziale distruttivo considerevole: quando due o più individui desiderano la stessa cosa, la convergenza dei desideri li trasforma inevitabilmente in rivali, innescando una competizione suscettibile di degenerare in violenza mimetica — una spirale conflittuale che può disgregare il tessuto sociale.

 

peter thiel, elon musk fondatori di paypal

Thiel non si limita a studiare questa teoria: la interiorizza. La trasforma in una dottrina operativa per il mondo degli affari. Là dove la ragione economica classica e la retorica capitalista celebrano la concorrenza come motore del progresso, Thiel, attraverso il prisma girardiano, vi vede al contrario una trappola mortale: una forma di follia collettiva che eroderebbe i profitti e distruggerebbe il valore.

 

Se la concorrenza costituisce l’equivalente commerciale della violenza mimetica, allora la strategia vincente non è essere un concorrente migliore, ma rifiutare la concorrenza stessa.

 

Nel suo celebre libro “Da zero a uno” — che può essere letto come un trattato girardiano applicato alle startup — Thiel sostiene che l’obiettivo di un’impresa non debba essere vincere in un mercato saturo, ma creare qualcosa di assolutamente unico per raggiungere una posizione monopolistica.

 

In questa prospettiva, il monopolio diventa l’unica via di fuga dalla violenza mimetica del mercato, l’unico spazio in cui è possibile produrre e catturare valore duraturo.

 

Nel mondo degli affari, Thiel si è basato su questa intuizione filosofica per realizzare i suoi investimenti più fruttuosi.

 

Si sa, ad esempio, che ha mobilitato la teoria del desiderio mimetico per anticipare il successo di Facebook, investendo molto presto nel social network, quando era ancora agli inizi.

 

PETER THIEL DA BAMBINO

Là dove molti vedevano soltanto un altro blog un po’ geek destinato agli studenti, Thiel vi ha scorto una «macchina mimetica» perfetta: una piattaforma progettata per sfruttare un bisogno umano fondamentale — osservare gli altri, imitarli, desiderare ciò che desiderano.

 

Avrebbe così egli stesso esposto a Mark Zuckerberg le teorie di René Girard, convincendolo a scalare il progetto con una formula fulminante: «chi possiede una macchina per produrre desiderio possiede il mondo».

 

Per lui, l’introduzione del pulsante «Mi piace», e la sua evoluzione successiva, non ha rappresentato soltanto un’innovazione tecnica: ha costituito la perfetta messa in opera algoritmica del desiderio mimetico, un dispositivo destinato ad amplificare e monetizzare il desiderio mimetico su scala planetaria.

 

padre paolo benanti ricevimento quirinale 2 giugno 2024

La genesi del potere: l’alleanza della “PayPal Mafia”

Ma le idee, anche le più potenti, non bastano a costruire imperi. Hanno bisogno di uomini, capitali e di una struttura operativa.

 

È qui che interviene la «PayPal Mafia», questo gruppo di ex dipendenti e cofondatori di PayPal che rappresenta probabilmente una delle più alte concentrazioni di talento imprenditoriale e potenza economica della nostra epoca.

 

Questa alleanza non ha nulla di teorico; al di là del mito, si è forgiata nell’intensità di un ambiente estremamente competitivo e nella lotta comune per la sopravvivenza di PayPal nei suoi inizi.

 

Tra i suoi membri figurano personalità che hanno letteralmente ridisegnato il paesaggio tecnologico — e dunque sociale — del XXI secolo.

 

Per citarne alcuni, accanto a Peter Thiel, vero padrino intellettuale del gruppo, troviamo Elon Musk, che fonderà poi Tesla e SpaceX; Reid Hoffman, creatore di LinkedIn; Max Levchin; Chad Hurley, Steve Chen e Jawed Karim, fondatori di YouTube; Jeremy Stoppelman di Yelp; David Sacks, attuale «zar IA e crypto» di Trump; e il molto influente Marc Andreessen.

 

REID HOFFMANN

Ciò che lega questi individui non è soltanto il fatto di aver condiviso degli uffici. Essi hanno elaborato una cultura comune e si sono sviluppati in un ambiente intellettuale e operativo fondato sulla fiducia reciproca, su una visione tecnocratica del futuro e su un’audacia imprenditoriale poco preoccupata delle convenzioni e delle norme.

 

La PayPal Mafia ha funzionato come una rete densa e fortemente interconnessa, un intreccio di interessi fondato, come un’alleanza, sul sostegno reciproco. Quando PayPal fu venduta a eBay nel 2002 — liberando al contempo capitali e talenti — i suoi membri non si sono dispersi.

 

STEVE CHEN, JAWED KARIM e CHAD HURLEY - FONDATORI DI YOUTUBE

Al contrario, sono rimasti legati, finanziando le rispettive nuove imprese, consigliandosi reciprocamente e reclutandosi per nuovi progetti. La loro rete ha funzionato come un moltiplicatore di potenza: il successo di uno alimentava il capitale — finanziario quanto relazionale — del successo degli altri.

 

Thiel, come detto, ha svolto un ruolo decisivo nel finanziamento di Facebook, ma ha anche incoraggiato Hoffman a lanciare LinkedIn e sostenuto le ambizioni spaziali di Musk.

 

La PayPal Mafia costituisce, in questo senso, un’illustrazione concreta della teoria delle reti: un gruppo ristretto di uomini che, grazie a legami forti e a una visione comune, riesce a esercitare un’influenza sproporzionata sull’intero sistema.

 

david sacks

Ma grazie a Thiel, un elemento girardiano ancora più profondo continua a tenere insieme questo gruppo.

 

Thiel ha infatti sempre cercato di evitare la concorrenza basata sul desiderio mimetico anche all’interno delle sue stesse squadre. In PayPal, constatando che l’imprecisione nella distribuzione dei ruoli generava rivalità distruttive, attribuì a ciascuno responsabilità così nettamente distinte che ogni dipendente disponeva di un quasi monopolio sul proprio compito, neutralizzando così ogni conflitto e favorendo una cooperazione concentrata.

 

padre paolo benanti

Questa filosofia manageriale — che valorizza un individualismo spinto all’estremo all’interno di una struttura fortemente coordinata — è diventata una delle firme delle aziende nate da questa diaspora. È probabilmente l’eredità concreta più profonda di Peter Thiel.

 

Una rivoluzione invisibile: Peter Thiel e il colpo di Stato della Silicon Valley

Il passaggio dall’impresa digitale al potere politico non è stato un incidente di percorso, ma il compimento logico di queste premesse ideologiche e strutturali.

 

Le aziende fondate o finanziate dalla PayPal Mafia non si sono limitate a vendere prodotti: hanno ridefinito le stesse infrastrutture della socialità, del lavoro, dell’informazione e della sicurezza.

 

marc andreessen

Facebook ha colonizzato le relazioni umane.

 

LinkedIn ha mappato e strutturato il mondo professionale.

 

YouTube ha democratizzato — frammentandola al tempo stesso in modo estremo — la produzione video.

 

Palantir Technologies — fondata da Peter Thiel con il sostegno della CIA tramite il suo fondo di venture capital In-Q-Tel — ha introdotto la logica dell’analisi dei dati nel cuore stesso degli apparati di intelligence e militari.

 

Geert Lovink

Quella che all’inizio era un’ambizione economica — creare monopoli per sfuggire alla concorrenza — è diventata una questione politica nel momento in cui queste piattaforme hanno raggiunto dimensioni globali.

 

Applicata ai social network, la teoria del desiderio mimetico ha allora rivelato la loro vera dimensione politica: se gli esseri umani sono macchine a imitare, allora chi controlla gli algoritmi che suggeriscono chi o cosa imitare, controlla la società.

 

JD VANCE PETER THIEL

Le piattaforme non sono neutre. Sono, come ha mostrato Geert Lovink, l’incarnazione di un’ideologia specifica: strumenti che modellano i comportamenti e ridefiniscono le norme sociali.

 

Nel corso della seconda decade del nostro secolo, questa influenza è diventata esplicita. La pressione verso una monetizzazione sempre più spinta, necessaria per soddisfare i mercati finanziari dopo le quotazioni in borsa — si pensi in particolare all’IPO di Facebook nel 2012 — ha portato alla creazione di strumenti di profilazione e micro-targeting che hanno reso l’opinione pubblica manipolabile a un livello senza precedenti.

 

Trump Thiel Musk

Lo scandalo Cambridge Analytica non è stato che la punta dell’iceberg di un processo più ampio: i dati comportamentali estratti grazie alle stesse logiche di queste piattaforme sono stati utilizzati come armi politiche.

 

Peter Thiel stesso incarna questa svolta.

 

È passato dal ruolo di investitore libertario a quello di attore politico centrale — sostenendo apertamente Donald Trump e finanziando candidati che condividono la sua agenda anti-establishment.

 

La sua visione, nutrita tanto dal pessimismo antropologico di René Girard sulla violenza delle folle quanto dalla profezia della fine dello Stato-nazione formulata in “The Sovereign Individual”, di cui ha scritto la prefazione, lo ha portato a considerare la tecnologia non solo come uno strumento di profitto, ma come uno strumento per gestire il declino delle istituzioni democratiche liberali.

 

RENE GIRARD

Se la democrazia è esposta alle derive irrazionali della violenza mimetica, allora la tecnologia offre, in questa prospettiva, un’alternativa: un ordine fondato sul controllo dei dati, sulla previsione algoritmica e su una gestione tecnocratica delle masse.

 

L’ideologia che permea questo gruppo — e più in generale la Silicon Valley — si è progressivamente evoluta verso forme di postumanesimo, in particolare attraverso correnti riconducibili al movimento TESCREAL (transumanesimo, estropianesimo, singolaritarismo, cosmismo, razionalismo, altruismo efficace e longtermismo).

 

PETER THIEL - IL MOMENTO STRAUSSIANO

Queste filosofie, sostenute in particolare da figure come Elon Musk, vedono nella tecnologia lo strumento per superare i limiti biologici e sociali dell’essere umano.

 

L’Effective Altruism e il Longtermism, in particolare, promossi da figure come Dustin Moskovitz, trasformano l’accumulazione di capitale in un imperativo morale volto a «salvare il futuro» — anche a costo di giustificare un relativo disinteresse per le disuguaglianze presenti in nome di un ipotetico bene futuro dell’umanità.

 

In fondo, ciò che era iniziato come l’avventura imprenditoriale di un gruppo di giovani nerd e outsider a Palo Alto si è rivelato la costruzione di una nuova architettura del potere.

 

Armata delle intuizioni filosofiche di Girard mediate da Thiel, la PayPal Mafia ha compreso prima di molti altri che, nell’era digitale, il vero potere non risiede più nel controllo dei mezzi di produzione, ma nel controllo dei mezzi di imitazione e di connessione. Hanno costruito una «Torre» digitale per collegare il mondo — ma soprattutto per governarlo.

 

peter thiel arriva stoccolma per la riunione del gruppo bilderberg 7

Quando le crepe di questa costruzione hanno iniziato a emergere — polarizzazione, disinformazione, controllo algoritmico — è diventato chiaro che le piattaforme non erano semplici piazze pubbliche virtuali, ma potenti macchine ideologiche capaci di sfidare la sovranità degli Stati e di riscrivere le stesse regole della coesistenza democratica.

 

Ciò che era nato come impresa economica si è trasformato in potere politico perché ha toccato la radice stessa del legame sociale: il desiderio, l’imitazione e la violenza che ne deriva.

 

Per riprendere l’espressione di Marietje Schaake, si è prodotta una rivoluzione invisibile: la Silicon Valley si è lanciata in un colpo di Stato permanente.

 

DONALD TRUMP E ELON MUSK SI SPARTISCONO IL MONDO

Una rivincita computazionale: l’insurrezione della Generazione X contro l’ordine dei boomer

Per cogliere pienamente la natura sovversiva del progetto di Peter Thiel e del suo entourage, non basta tracciarne le coordinate filosofiche: bisogna anche comprenderne la dimensione generazionale.

 

Si può infatti riconoscere nella loro azione la linea di frattura storica propria della Generazione X che attraversa tutta la Silicon Valley.

 

Mentre il racconto dominante tende a identificare l’innovazione tecnologica con i millennials o la Generazione Z, la realtà è che l’architettura profonda del potere digitale è stata disegnata dalla Generazione X — spesso definita la «generazione dimenticata».

 

È in questo spazio intermedio, compresso tra l’eredità demografica schiacciante dei baby boomer e l’irruzione digitale delle generazioni successive, che si è prodotto uno spostamento silenzioso ma radicale del potere.

 

Figure come Elon Musk, Larry Page, Sergey Brin e Peter Thiel non sono semplici imprenditori: incarnano l’avanguardia di una generazione che, cresciuta sulla linea di cresta tra analogico e digitale, ha saputo trasformare la propria marginalità politica in supremazia tecnologica.

 

Questa generazione detiene oggi le chiavi del potere. Occupa più della metà delle posizioni di leadership mondiale nel settore tecnologico.

 

Ma anche questo dato quantitativo non basta a spiegare la natura della loro «eresia».

 

Nella sua configurazione attuale, la Silicon Valley può essere letta come una grande rivincita della Generazione X contro le strutture di potere ereditate dai baby boomer. Là dove i padri avevano occupato e irrigidito le istituzioni tradizionali — banche, grandi imprese gerarchiche, industria automobilistica, custodi dell’informazione mediatica — gli eredi della Generazione X non hanno cercato né lo scontro frontale né la riforma interna.

 

PAYPAL MAFIA

Hanno scelto una strategia di aggiramento molto più efficace: rendere obsolete le vecchie istituzioni.

 

Hanno capito che il vero potere non risiede più nel controllo delle strutture fisiche o finanziarie classiche, ma nell’esercizio di una nuova sovranità: il potere computazionale.

 

Da questo punto di vista, l’epopea delle startup della Silicon Valley rappresenta per questa generazione l’equivalente esistenziale del Sessantotto: una rivoluzione non condotta nelle strade o nelle università, ma attraverso server e linee di codice, al servizio di un obiettivo preciso: smantellare le gerarchie rigide e la fedeltà corporativa che costituivano l’ossatura del «mondo boomer».

 

palantir alex karp peter thiel donald trump jd vance

A differenza delle grandi rivoluzioni del XX secolo, essa non è ideologica ma pragmatica: questo atto di ribellione eretica non respinge le vecchie convenzioni per principio, ma in nome dell’efficienza.

 

La creazione di universi economici paralleli ne costituisce l’espressione più tangibile: PayPal nasce per rendere obsoleto il sistema bancario tradizionale; Amazon disintegra il commercio fisico; Google sottrae ai media il monopolio dell’accesso al sapere; Tesla sfida l’industria automobilistica basata sui combustibili fossili.

 

JD VANCE SENZA BARBA QUANDO LAVORAVA CON PETER THIEL

Queste aziende non sono soltanto un modello economico: costituiscono un atto di guerra asimmetrica contro l’ordine costituito.

 

Peter Thiel incarna perfettamente questo spirito di «architetto silenzioso».

 

La sua visione politica e imprenditoriale è quella di qualcuno che, trovando le vie del potere tradizionale bloccate da una gerarchia gerontocratica, decide di costruire una via laterale di uscita: un monopolio che non compete con il vecchio mondo, ma lo rende obsoleto.

 

In Europa si tende spesso a deridere la formula «fake it till you make it», riducendola a una forma di cinismo. In realtà, essa esprime molto bene il rifiuto radicale delle credenze e del tempo lungo propri del mondo plasmato dalla generazione baby boomer: traduce un’accelerazione imposta da chi ha deciso che le regole del gioco precedenti non sono più valide.

 

lauren sanchez jeff bezos 3

La Generazione X ha imposto nuovi modelli organizzativi — strutture piatte, meritocrazia basata sui risultati, flessibilità — non come concessioni, ma come armi per muoversi più velocemente delle istituzioni che intendeva superare.

 

Oggi, attraversando le infrastrutture che essa ha creato — dai social network al cloud — abitiamo in realtà il territorio conquistato da questa rivincita generazionale.

 

Ma per Thiel e i suoi simili, questa conquista non costituiva ancora un approdo pacificato. Era piuttosto lo strumento di una governance tecnocratica destinata a superare definitivamente le lentezze della democrazia parlamentare — percepita forse come l’ultimo residuo politico della generazione precedente — per affrontare le sfide apocalittiche del futuro.

 

La questione che resta sospesa è la seguente: come può questo potere alternativo, dirompente, essere ancora integrato — se ciò è ancora possibile — in strutture democratiche che rischiano ormai di essere liquidate come residui obsoleti, anziché difese come una conquista di civiltà?

 

Il venture capitalist Peter Thiel e? stato a lungo un mentore di Altman

Perché l’eresia di Thiel non si ferma all’economia: si estende alla struttura stessa del potere politico, attingendo alla profezia formulata in The Sovereign Individual. Questo testo, venerato nella Silicon Valley come una sorta di scrittura fondativa, annuncia il declino inevitabile dello Stato-nazione, destinato a dissolversi sotto l’effetto della rivoluzione digitale e delle criptovalute.

 

Secondo questa visione, la violenza non renderebbe più come un tempo, mentre il capitale, divenuto fluido e privo di ancoraggio territoriale, sfuggirebbe alla presa fiscale dei governi.

 

i servizi di palantir - Dataroom - Corriere della Sera

Si delinea così un futuro neomedievale in cui la politica democratica non è più che un residuo e in cui l’insieme dei servizi essenziali alla vita sociale — compresa la sicurezza — viene privatizzato e gestito da entità corporative.

 

In questo universo emerge una nuova aristocrazia di «individui sovrani»: un’élite cognitiva slegata dalla geografia, operante in un cyberspazio sottratto alle giurisdizioni, che lascia dietro di sé una massa di individui divenuti superflui.

 

Thiel adotta questa prospettiva non solo come diagnosi, ma come programma, finanziando tecnologie che accelerano questa dissoluzione mentre costruisce, paradossalmente, gli strumenti destinati a controllarne gli effetti.

 

palantir 3

Palantir e la scrittura thieliana del reale: strutture di un’eresia politica

Il culmine di questo edificio ideologico emerge nell’ultimo saggio teologico di Peter Thiel, scritto insieme a Sam Wolfe, in cui la contestazione della democrazia assume una forma esplicitamente apocalittica.

 

In queste pagine, Thiel rilegge la modernità scientifica, inaugurata dalla Nuova Atlantide di Francis Bacon, non come un processo di emancipazione, ma come un progetto sacrilego volto ad «abolire Dio» e perfino il caso stesso. La «Casa di Salomone» immaginata da Bacon — istituzione segreta dedicata a una conoscenza onnisciente capace di «realizzare tutte le cose possibili» — diventa, nella sua lettura, l’archetipo di Palantir.

 

donald trump peter thiel tim cook

Pur riconoscendo la parte oscura di questa ambizione tecnologica, accostando la figura del sovrano baconiano all’Anticristo biblico che promette falsamente «pace e sicurezza», Thiel sembra considerare questo destino come inevitabile.

 

La sua visione si cristallizza nel dilemma formulato da Alan Moore in Watchmen: l’umanità si troverebbe di fronte a un’alternativa binaria e terribile — «Ozymandias o la guerra nucleare».

 

In altri termini: o un regime tecnocratico globale che impone la salvezza attraverso la menzogna, oppure l’annientamento totale. In questa esegesi apocalittica, Thiel attinge anche, in modo inatteso, all’immaginario del manga One Piece.

 

peter thiel

Il «Governo mondiale» che vi appare, promettendo un ordine assoluto al prezzo della libertà, diventa per lui la rappresentazione perfetta di un katechon secolarizzato: un potere che trattiene il caos.

 

Ma questa speranza dialettica — l’idea che il crollo di questo ordine leviatanico possa aprire una nuova era di libertà — si rivela, a un esame più attento, una falsa speranza.

 

elon musk eric schmidt

Perché ciò che Thiel immagina non è la parusia cristiana, cioè l’evento finale che redime la storia interrompendola, ma una semplice rinascita all’interno del ciclo girardiano del tempo.

 

La distruzione dell’ordine esistente non conduce al Regno dei Cieli: riattiva soltanto il meccanismo della violenza mimetica.

 

Dal caos emergerà inevitabilmente un nuovo capro espiatorio, attorno al quale si ricostituirà un ordine provvisorio, destinato anch’esso a crollare.

 

La sua concezione del tempo non è dunque né lineare né escatologica in senso cristiano: è tragicamente ciclica — e dunque pagana.

 

peter thiel alex karp

L’apocalisse che egli invoca non è la fine del tempo. È soltanto la fine di un tempo: una distruzione necessaria per purificare il sistema e rilanciare l’eterno ritorno della violenza fondatrice.

 

Di conseguenza, la sfida posta da Thiel non oppone più democrazia e autoritarismo: assume la forma di una scelta escatologica riassunta in modo binario — «Anticristo o Armageddon».

 

Di fronte al rischio di un caos ingovernabile — climatico, nucleare o derivante da un’intelligenza artificiale fuori controllo — egli postula che la salvezza possa venire soltanto da un potere centralizzato, totalizzante, vicino a un governo mondiale dispotico ma salvifico sul modello di Ozymandias.

 

Palantir diventa così la sintesi di queste visioni apparentemente contraddittorie: una macchina girardiana capace di identificare e neutralizzare le minacce prima che esploda la violenza mimetica, ossia un sistema planetario di gestione del capro espiatorio.

 

ANTICRISTO

Allo stesso tempo, Palantir diventa la «Casa di Salomone» che conferisce a un’élite un quasi-potere divino di sorveglianza e previsione.

 

Peter Thiel agisce su due registri simultanei, rivelatori della profondità della sua eresia politica: da un lato finanzia le forze centrifughe che erodono lo Stato-nazione; dall’altro arma lo Stato per instaurare un controllo panottico.

 

Quando le democrazie liberali adottano i suoi strumenti, non acquisiscono soltanto un software: importano un’ideologia che considera la trasparenza un ostacolo e il dibattito pubblico un lusso divenuto insostenibile.

 

alex karp e peter thiel di palantir in israele

Accettando la tecnologia di Thiel attraverso la «scrittura del reale» di Palantir, le istituzioni adottano implicitamente la sua diagnosi: la società sarebbe una massa mimetica incapace di autogovernarsi, e l’unica alternativa all’apocalisse sarebbe un ordine tecnocratico imposto da un’élite di sovrani.

 

In questa visione, la democrazia intesa come autogoverno di cittadini uguali è già morta — e non resta che, nell’oscurità di un data center, la gestione clinica del suo cadavere.

PETER THIEL - ARTICOLO SULL ANTICRISTO - FIRST THINGS merchandising in vendita sul sito di palantir 4merchandising in vendita sul sito di palantir 2merchandising in vendita sul sito di palantir 1PETER THIEL ALLA CONVENTION DI CLEVELAND

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DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…