ALTRO CHE RENZI-BERLUSCONI: LA “PROFONDA SINTONIA” È TRA MUCCHETTI E CAPEZZONE (CONTRO BANKITALIA) - LA LETTERA CONTRO VISCO E SACCOMANNI

Lettera pubblicata da www.formiche.net


Al Presidente del Consiglio on. Enrico Letta

Al Ministro dell'Economia dott. Fabrizio Saccomanni

Al Governatore della Banca d'Italia dott. Ignazio Visco

Egregi Signori,

scriviamo per segnalare la nostra preoccupazione, come membri delle Camere, relativamente al recepimento della Direttiva europea 2013/36/UE, meglio nota come CRD IV, sull'accesso all'attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento, approvata in data 26 giugno 2013 dal Parlamento e dal Consiglio europeo.

Ai fini del recepimento, fra le altre, della citata direttiva, come Loro ben sanno, il 22 novembre 2013 il Governo ha presentato in Parlamento il disegno di legge di delegazione europea 2013, attualmente in fase di prima lettura, assegnato in sede referente alla XIV Commissione della Camera dei deputati, con le previste relazioni delle competenti Commissioni.

L'articolo 3 del disegno di legge detta infatti i principi e i criteri direttivi per il recepimento della direttiva 2013/36/UE: la delega va a definire, fra l'altro, se e quando è opportuno il ricorso alle fonti secondarie, determinandone l'ampiezza nonché il necessario coordinamento con le norme di diritto societario vigenti.

Ebbene, nonostante sia in corso la discussione del provvedimento in Parlamento, con ampio dibattito e partecipazione data l'estrema rilevanza e la delicatezza della materia, la Banca d'Italia ha posto in consultazione, lo scorso 16 dicembre 2013, un documento contenente "Disposizioni di vigilanza in materia di organizzazione e governo societario delle banche", che recepisce la direttiva 2013/36/UE, prim'ancora che il Parlamento, cui esclusivamente compete, abbia legiferato sulla materia.

Non possiamo non rilevare la non conformità all'ordinamento vigente di tale modo di procedere o, quanto meno, la sua inopportunità e non riusciamo francamente a comprendere la motivazione, con un dibattito già incardinato in Parlamento, alla base di una simile ed impropria corsa in avanti dell'Istituto di vigilanza.

Non solo. Il documento della Banca d'Italia introduce anche prescrizioni del tutto nuove, non previste dalla Direttiva CRD IV, né ad essa in qualche modo riconducibili, quali quelle sulla composizione numerica degli organi sociali.È il caso, in particolare, anche delle disposizioni che impongono alle Banche Popolari di prevedere necessariamente nello statuto che: il numero di deleghe attribuibili a ciascun socio non possa in ogni caso essere inferiore a cinque; il voto debba poter essere espresso per corrispondenza ovvero mediante altri mezzi di voto a distanza; la presentazione delle liste per la nomina degli amministratori nonché la richiesta di integrazione dell'ordine del giorno dell'assemblea debbano essere necessariamente consentiti anche ai soci che rappresentano determinate percentuali di capitale sociale.

Merita considerare, in proposito, che proprio tali materie sono state normate a livello legislativo dal D. Lgs. 91/2012, prima, e dalla L. 221/2012, poi.Come senz'altro Loro ricorderanno, la disciplina introdotta da quest'ultima legge, approvata dal Parlamento appena un anno fa, rappresenta la ponderata e riuscita sintesi di numerose proposte di legge, frutto di un proficuo confronto tra le varie forze politiche, e di una intensa attività parlamentare dipanatasi nell'arco di diverse legislature su un tema assai delicato come quello della riforma delle Banche Popolari, categoria di intermediari assai rilevante per l'economia del Paese. Anche l'allora Ministro per lo Sviluppo, a nome del Governo, aveva valutato positivamente la nuova normativa sulle Banche Popolari.

In quella sede, il Legislatore ha sancito espressamente di rimettere all'autonomia statuaria delle singole Banche Popolari sia le decisioni relative alla fissazione del numero delle deleghe per l'intervento in assemblea conferibili a ciascun socio (articolo 150-bis Testo Unico Bancario) sia quelle relative alla determinazione dei criteri - percentuali rapportate al numero dei soci ovvero ad una quota capitale - in base ai quali consentire l'esercizio di alcuni diritti sociali quali la richiesta di integrazione dell'ordine del giorno e la presentazione di liste per la nomina dei componenti gli organi sociali (combinato disposto degli articoli 135, 147-ter e 126-bis, Testo Unico Finanza).

Risulta evidente che, ove la procedura di consultazione non portasse a una modifica del documento, l'autonomia statutaria delle Banche Popolari, pur espressamente riconosciuta dalle citate modifiche legislative al Testo Unico Bancario e al Testo Unico Finanza, non sarebbe che un vuoto simulacro e si verificherebbe la conseguenza, di fatto, della modifica di norme primarie da parte di norme di rango subordinato.

Riteniamo dunque che in questa circostanza siano state indebitamente violate le prerogative del Parlamento, e sovvertiti i principi basilari di gerarchia delle fonti del nostro ordinamento.

Alla luce di quanto pur brevemente esposto, siamo convinti che Loro condivideranno l'importanza e la necessità che il recepimento della Direttiva CRD IV ed il confronto sulla governance delle banche vengano ricondotti nella sede propria, il Parlamento, e che ad esso venga restituita quell'ampia sfera di discrezionalità che la Direttiva europea gli riconosce e che il documento della Banca d'Italia, inopinatamente, gli sottrae.

Cordiali saluti,

Daniele Capezzone, Presidente Comm. Finanze Camera

Mauro Maria Marino, Presidente Comm. Finanze Senato

Massimo Mucchetti, Presidente Comm. Industria Senato

Maurizio Gasparri, Vicepresidente Senato

Mario Ferrara, Presidente Gruppo Gal Senato

Cinzia Bonfrisco, Commissione Bilancio Senato

 

DANIELE CAPEZZONE - copyright PizziDANIELE CAPEZZONE LORENZO CESA E ENRICO LETTA - copyright PizziDANIELE CAPEZZONE - Copyright PizziMassimo Mucchetti Massimo Mucchetti visco ignazio SACCOMANNI E LETTA Maurizio Gasparri

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”