big renzi fresco gori

UN UOMO SOLO AL COMANDO? NO, ALLO SBANDO - I LEOPOLDINI DELLA PRIMA, SILURATI DA RENZI, SI TOLGONO IL SASSOLONE DALLE SCARPE - GIORGIO GORI: “NON SEMPRE LO SFORZO DEL GOVERNO È ANDATO A SEGNO” - E CHIAMPARINO AZZANNA

Carmelo Lo Papa per “la Repubblica

 

PAOLO FRESCO CON RENZIPAOLO FRESCO CON RENZI

Di tagliandi al suo governo il presidente del Consiglio non vuole sentir parlare. Lui corre, zero tempo per le soste. Ma dopo due anni a Palazzo Chigi, cosa ne è del governo Renzi? Sta andando incontro a un progressivo logoramento, come gli avversari sostengono?

 

Lo slalom è ad alta pericolosità tra riforme ancora aperte, contiguità politica con Verdini, una vicenda petroli appena sbocciata e un caso Banca Etruria che fa fatica a chiudersi.

In Parlamento i numeri dicono che certo non rischia, ma fuori dal Palazzo?

 

CRISTINA PARODI TWITTA IL MARITO GIORGIO GORI CHE ABBRACCIA RENZI CRISTINA PARODI TWITTA IL MARITO GIORGIO GORI CHE ABBRACCIA RENZI

I tre banchi di prova decisivi sono imminenti. Il primo già la settimana prossima: il referendum sulle trivelle. E poi nel giro di poche settimane le amministrative e la consultazione costituzionale (in autunno) in cui il leader si gioca tutto. I primi dubbi, i primi distinguo, qualche perplessità emergono già in quegli osservatori esterni alla politica considerati pure di area o al più "diversamente renziani", come qualcuno è stato definito.

 

Il governo - è l' impressione diffusa - finisce col logorare chi ce l' ha. Sembrano già lontani i toni e i trionfalismi delle prime edizioni della Leopolda. Le critiche erano emerse in maniera esplicita e con qualche illustre defezione già all' ultima edizione fiorentina di dicembre.

 

GORI E RENZI GORI E RENZI

Preoccupazione di fondo è che anche questo leader sia affetto dal vizio di chi lo ha preceduto (e non solo in Italia): che non stia dando vita cioè a una nuova classe dirigente, al netto di giovani ministri e ministre. E che dopo la rottamazione servano "nuovi contenuti".

 

CHIAMPARINO RENZICHIAMPARINO RENZI

Parla dalla trincea dei comuni un renziano della prima ora come Giorgio Gori, oggi sindaco di Bergamo. «Non sempre lo sforzo del governo è andato pienamente a segno, ma la produttività di governo e Parlamento negli ultimi due anni è nettamente cresciuta, è stato un cammino obiettivamente faticoso: in questi 24 mesi sono emerse nuove difficoltà », è il bilancio che tira il fondatore di Magnolia, ex direttore di Canale5 e Italia1.

 

Il governo non lo definirebbe logoro, «però è importante che a questo punto venga fatta emergere una vera nuova classe dirigente. Renzi a tratti appare troppo solo. Per portare l' Italia fuori dal guado ha bisogno di tutte le energie e delle persone capaci che ci sono in circolazione. Riuscire a coinvolgerle e a motivarle è la vera scommessa che lo attende». Ce la farà?

GIULIANO DA EMPOLI 2GIULIANO DA EMPOLI 2

 

Siamo e restiamo in crisi, ricorda dall' alto dei suoi 83 anni Paolo Fresco, presidente nella Fiat post Romiti fino al 2003, che pure di Renzi è stato big sponsor negli anni della "rottamazione".

 

Convinto «che Matteo abbia portato un nuovo spirito positivo di rinnovamento», ma ammette anche che «ha un compito titanico: siamo ancora un paese gestito da una burocrazia autoreferente e autoalimentante. Ci vorrà una generazione per cambiare questo stato di cose. Renzi è sulla strada buona, anche se non c' è dubbio che siamo in crisi, come tutto il mondo occidentale».

 

GIULIANO DA EMPOLIGIULIANO DA EMPOLI

Il think tank "Volta" è un progetto al quale il premier-segretario tiene parecchio, studiato e adesso lanciato (mercoledì scorso a Roma, un mese fa a Bruxelles) per "generare idee e progetti", perché su quelli è evidente che bisognerà lavorare parecchio. Renzi ha affidato la presidenza del board al quarantenne e fidatissimo Giuliano da Empoli, economista, saggista.

 

«Credo che l' effetto principale di due anni di governo Renzi sia stato quello di aprire spazi che prima non c' erano», racconta. «Sono crollati dei tabù che prima sembravano eterni, ora però bisogna proseguire, gli spazi creati dal disboscamento vanno riempiti di contenuti nuovi, altrimenti prima o poi tornano a galla quelli vecchi».

renzi oscar farinettirenzi oscar farinetti

 

La preoccupazione dell' eterno ritorno di chi non si rassegna resta uno spettro assai temuto dall' entourage renziano. «Adesso che un po' di spazio in più c' è - conclude il capo di "Volta" - bisogna capire se ci siano soggetti nuovi in grado di occuparlo, portando qualità». Riempire i vuoti e riempirli di contenuti, dunque. Poi c' è chi, come il governatore del Piemonte Sergio Chiamparino, dell' attuale premier è stato uno dei baluardi, oltre che coscienza critica, fino a prenderne progressivamente le distanze.

 

Un bilancio dei due anni di governo non vuole nemmeno farlo, il presidente. «Sono molto concentrato sulle questioni regionali - taglia corto - su quelle nazionali quel che che avevo da dire e da fare l' ho fatto dimettendomi da presidente delle Regioni, ora preferisco seguire, riflettere, lavorare». Dimissioni, si ricorderà, in aperta polemica con le strategie economiche dell' esecutivo.

 

oscar farinettioscar farinetti

Da allora, ponti saltati. Chi, nonostante tutto e pur definendosi "non tifoso", mantiene una valutazione positiva è il fondatore di Eataly Oscar Farinetti. Renzi lo stima e lo considera comunque «la persona migliore per guidare l' Italia», abbattere il governo «sarebbe una follia». Un consiglio però all' amico lo rivolge: «Ascoltare di più le opposizioni, interna e esterna al Pd, perchè possono arrivare giuste indicazioni».

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…