“REPUBBLICA” VEDE LA MACCHINA DEL FANGO CONTRO ALFANO E NON DEDICA UNA RIGA ALL’INCHIESTA SULLA “MACCHINA DEL CANCRO” DELLA OLIVETTI, PER CUI È INDAGATO CARLO DE BENEDETTI

Maurizio Belpietro per "Libero"

Nuova produzione della macchina dell'ipocrisia in azione nella redazione della Repubblica. Ieri il quotidiano diretto da Ezio Mauro ha dedicato quasi una pagina al metodo Boffo, prendendo spunto da alcune domande su Angelino Alfano poste da un collaboratore di Panorama incaricato di eseguire un ritratto del ministro dell'Interno.

Centosessanta righe a firma di Filippo Ceccarelli, ma neppure una dedicata alla vicenda che riguarda il proprietario di Repubblica, ossia Carlo De Benedetti. Il quale da qualche giorno è indagato dalla Procura di Ivrea per la morte di una ventina di operai della Olivetti.

L'inchiesta, che arriva dopo un'analoga indagine aperta a Savona per la centrale a carbone di Vado Ligure in cui la holding dell'ingegnere aveva una rilevante partecipazione, non ha trovato spazio sulle pagine del quotidiano debenedettiano.

Grandi articoli dedicati all'offensiva del Pdl sugli immobili, centinaia di righe sul condono fiscale targato Pdl, fior di pezzi sullo showdown del Cavaliere e sul cupio dissolvi di Berlusconi secondo Letta, oltre che ovviamente sulla nemesi che stravolge la politica e colpisce Alfano. E poi via con le primarie, Prodi, il porcellum, i morti per il tifone nelle Filippine, la Libia e il plenum del partito cinese.

Di tutto, di più. Manca una sola cosa nel corposo notiziario offerto dal giornale romano: le accuse al suo azionista di riferimento. Il quotidiano "indipendente" pare non ravvisare come notizia di interesse pubblico il fatto che uno degli imprenditori più conosciuti del Paese, nonché tessera numero uno del Partito democratico, sia coinvolto in una brutta storia di amianto e di morti sospette.

Eppure l'indagine, di cui riferisce Giacomo Amadori nelle pagine interne, non pare di poco conto, al punto che la Procura di Ivrea dopo averla avviata ha chiesto rinforzi per poter passare al setaccio le tante segnalazioni, arruolando gli esperti che il pm Guariniello ingaggiò per far condannare l'Eternit.

Inoltre - secondo quanto risulta a Libero - le verifiche degli investigatori si starebbero allargando ad altri stabilimenti e non solo a quello di Ivrea, perché il talco avvelenato che sarebbe stato impiegato per montare i tasti delle macchine da scrivere non sarebbe stato in uso nella sola fabbrica piemontese, ma anche in altre e dunque esisterebbe il rischio che i lavoratori contaminati e ammalatisi a causa dell'esposizione all'amianto siano molti di più di quelli finora dichiarati.

Ma c'è dell'altro. Come ha rivelato ieri Giacomo Amadori (il quale ha subito ricevuto un avviso di garanzia per aver scritto di atti giudiziari coperti dal segreto, a dimostrazione che ormai il nostro è un mestiere ad altissimo rischio) in base ai primi accertamenti la pericolosità del talco all'amianto era nota ai vertici di Ivrea fin dal 1974, ciò nonostante da quel che risulta alla Procura l'utilizzo del prodotto non sarebbe stato affatto sospeso, ma sarebbe proseguito per altri anni, esponendo così altri lavoratori al rischio di ammalarsi di tumore.

Ora, a noi tutto ciò pare una notizia di rilievo. Non ci sono solo l'Ilva e l'Eternit a minacciare la salute degli operai: c'era anche la Olivetti dell'Ingegner De Benedetti, l'imprenditore rosso, il più compagno dei padroni, l'uomo che con le sue attività avrebbe voluto specializzarsi nella produzione del sol dell'avvenir o almeno così ci ha fatto credere.

E invece no. Quell'arma di distrazione di massa che è il quotidiano Repubblica non degna l'inchiesta a carico del suo ex presidente nonché nume tutelare nemmeno di una breve. Abbiamo sfogliato tutto il giornale, rivoltandolo dall'inizio alla fine, scrutando anche fra le necrologie: niente, neppure una riga: un piccolo pezzo il primo giorno, proprio lo stretto necessario, e poi basta.

Un'inchiesta sulla morte di decine di operai non è forse degna di essere seguita e di ricevere attenzione? Meglio scrivere di Berlusconi, Alfano e di macchina del fango, tacendo su quella del cancro in azione ad Ivrea? La sensazione è che il nostro sia un Paese all'incontrario, che dà la caccia alle mignotte del Cavaliere e non si cura delle presunte mignottate dell'Ingegnere.

Ma è più grave andare a donne che mandare qualcuno al camposanto? Speriamo che i giudici ci illuminino presto, restituendoci l'immagine candida del Barone rosso di Repubblica, come sempre è avvenuto in passato con le inchieste che lo hanno sfiorato, da quella sul crac del Banco Ambrosiano a quella sulle telescriventi. Così Ezio Mauro e compagni potranno continuare indisturbati. Auguri.

 

Ezio Mauro MARCHIONNE EZIO MAURO big sergio marchionne ezio mauro FABIO FAZIO EZIO MAURO CARLO DE BENEDETTI E CORRADO PASSERACARLO DE BENEDETTI DA FABIO FAZIOadriano olivetti il visionario di ivrea e la L m sHVM jpegangelino alfano travaglio e belpietro x

Ultimi Dagoreport

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...