MARINO SI LAGNA PER I SUOI 4.500 € AL MESE MA CHI GLI CURA L’UFFICIO STAMPA NE PRENDE PIÙ DI 10 MILA!

Filippo Sarti per il "Fatto quotidiano"

Ignazio Marino si lamenta degli stipendi, bassi, dei sindaci. Sono regolati da un tetto di legge, ma entrando nei municipi si scopre il fiume di denaro pubblico speso per portavoce e uffici stampa. Certo, Marino, non ha scelto il momento migliore per rendere pubblici i suoi guai economici. Anche se - va detto - qualche motivo per lamentarsi forse ce l'avrebbe.

Comunque sia, il primo cittadino della capitale, Ignazio Marino - eletto due mesi e mezzo fa - quando ha ritirato la sua prima busta-paga ha "scoperto" che la retribuzione non assomiglia neanche lontanamente a quella dei senatori : 4500 euro. Una cifra alta se paragonata alla media delle retribuzioni nazionali. Ma sicuramente lontana dall'immaginario collettivo, che vorrebbe gli amministratori parte integrante della "casta".

INVECE, dicono i numeri, le cose non stanno così. Perché c'è una legge, datata ormai tredici anni fa, che ha fissato una volta per tutte gli stipendi degli amministratori. Ha fissato un "tetto" massimo. Tetti, oltretutto, che nella terzultima e penultima finanziaria sono stati abbassati. E ancora. "Tetti" che autonomamente le amministrazioni hanno deciso di far scendere. Misure magari annunciate con un po' di enfasi di troppo, ma realizzate.

E così il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, appena eletto, ha deciso di tagliarsi duemila euro, passando dai 5600 euro della vecchia indennità alle attuali 3600. E così per fare un altro esempio, anche il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, che deve fare i conti con un bilancio di quasi cinque miliardi di euro, per il suo lavoro "guadagna" 4 mila e cento euro al mese. Ma non è tutto.

Perché queste cifre tutto sommato non elevatissime - siamo all'incirca alla metà dei compensi di un onorevole e vale la pena ricordare che Marino per guidare il governo della capitale s'è dimesso da senatore, come del resto prevede la legge - stridono ancora di più se paragonate ad altre figure che ruotano attorno alle amministrazioni comunali. No, non si parla in generale delle spese per "consulenze", tema sul quale la Corte dei Conti continua a richiamare gli enti locali al rispetto di regole e norme.

Si parla di un particolare tipo di "consulente": quello che coordina gli uffici stampa. È vero che in epoca di politica-spettacolo chi cura i rapporti del sindaco con i media ha un compito assai delicato: molto spesso un annuncio "ben veicolato" vale molto più di un provvedimento varato. I dati, però, raccontano che i veri privilegi non sono forse fra gli amministratori ma fra chi "gli sta vicino".

Servono cifre? A Milano, con un sindaco e un vicesindaco che hanno deciso, come visto, di ridursi l'indennità (che oggi è uguale a quella degli assessori) c'è un giornalista, Giovanni Nani, che coordina l'ufficio stampa: alle casse di Palazzo Marino costa 129 mila euro all'anno. Qualcuno - in questo caso la destra, che comunque non ha le carte in regola sull'argomento, visto che con la giunta Moratti le spese per il Consiglio comunale erano lievitate di quasi il 100 per cento - si è preso la briga di fare un po' di conti.

E scoprire così che il capoufficio stampa di Pisapia prende 350 euro al giorno. Il doppio del sindaco. Poco, pochissismo di meno guadagna invece il capo ufficio stampa di Marino: centoventicinquemila all'anno. E comunque anche lui, Marco Girella, in qualche modo si è autoridotto il salario: qualche anno fa, quando lavorava al Comune di Bologna, di euro ne guadagnava 147 mila all'anno. Pure lui, quindi, dovrebbe prendere più del sindaco della capitale.

Dove almeno, invece, si rispetta la "gerarchia" è Firenze. Qui Matteo Renzi guadagna 4 mila e trecento euro. Il suo portavoce si chiama Marco Agnoletti. Al telefono non ha difficoltà a fornire numeri e cifre (confermate dal sito del Comune): "Guadagno 78 mila euro lordi, tremila e seicento euro al mese, per tredici mensilità".

Un buono stipendio, certo. Ma non "esagerato " - si fa per dire - soprattutto se si considera che le vicende fiorentine, ormai, occupano poco tempo del sindaco e del suo staff: lanciato com'è alla conquista del piddì (e da lì, il probabile salto verso Palazzo Chigi).

E allora? La mezza-denuncia di Marino (che ha subito aggiunto: "In ogni caso non penso affatto a chiedere un aumento....") ha suscitato i commenti più disparati. C'è chi gli ha dato ragione, chi l'ha censurato. L'unica nota stonata, forse, è quella dell'ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Che all'indomani della sconfitta, disse che lui non ce la poteva fare a vivere con lo stipendio del consigliere. E molti hanno suggerito al suo partito di organizzare una colletta.

 

Ignazio Marino Ignazio Marino IGNAZIO MARINO IN BICICLETTA GIULIANO PISAPIA Marco Girella Giovanni Nani

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