CHI DI RETE FERISCE, DI RETE PERISCE: DIFFUSE LE EMAIL DI ALTRI DUE PARLAMENTARI M5S (CHI SI MUOVE DIETRO LA SIGLA “HACKER VICINI AL PD”?)

Si.Bu. per "la Repubblica"

Promessa mantenuta. Ad una settimana dalla prima "infornata" di dati, gli hacker che sette giorni fa avevano annunciato di avere violato le caselle di posta elettronica dei parlamentari grillini, hanno colpito ancora. Il gruppo di pirati informatici che si sono autodefiniti "vicini al Pd" ha infatti messo in rete come rivela ancora il sito online dell'Espresso, altro materiale rubato a deputati e senatori. Questa volta è stata resa pubblica la corrispondenza privata di altri tre parlamentari.

Le nuove vittime sarebbero Massimiliano Bernini, Tancredi Turco e Stefano Vignaroli. Per quest'ultimo non sarebbe neanche una novità, visto che è stata vittima del primo giro di "pubblicazioni" insieme alla parlamentare Giulia Sarti. Questa volta, inoltre, gli hacker hanno messo in rete anche la corrispondenza di "Filippo Baloo" che potrebbe essere un attivista del movimento. Infine, voci interne al movimento raccontano che sarebbe stato "colpito" anche Alessandro Di Battista, uno dei grillini più conosciuti, grazie alla visibilità mediatica acquisita in questi primi mesi di legislatura.

Nelle mail intercettate ci sarebbero anche messaggi ricevuti da altri esponenti politici o contatti dai parlamentari "intercettati". Compreso materiale interessante che riguarda gli scontri interni al Movimento Cinque Stelle che certo non mancano e che hanno portato in questi giorni all'espulsione del senatore grillino Marino Mastrangeli.

Gli hacker che hanno preso di mira Grillo, Casaleggio e il loro movimento, dunque, non si fermano. Il loro sito, dopo una settimana è ancora in funzione con il messaggio in cui chiedono ai due leader di fare chiarezza sulle loro attività. Loro, dicono gli hacker, «sono scesi nel nostro territorio, il cyberspazio, e hanno provato a usare le masse per i loro fini sfruttando le caratteristiche della rete. Ora dovranno venire allo scoperto. Chi di trasparenza ferisce, di trasparenza perisce».

E l'orologio che scandisce il tempo che manca alla prossima pubblicazione non si ferma.
Uno scorrere del tempo che provoca molta rabbia nel Movimento. «Non sappiamo più cosa fare - dicono i grillini - questa grana è scoppiata da oltre una settimana, la denuncia alla polizia postale è partita immediatamente: eppure il sito sotto accusa è ancora lì». E brucia anche che nei file mostrati fino ad oggi ci sarebbero immagini a sfondo sessuale e omosessuale.

I grillini continuano a interrogarsi su chi si nasconda dietro la misteriosa sigla degli hacker "vicini al Pd". E si insinua il dubbio che il movimento sia vittima di qualche faida interna. Ecco perchè il M5S punta il dito «contro l'inspiegabile lentezza» con cui si muove l'indagine.

I grillini lamentano anche che nella vicenda si applicano «due pesi e due misure. Foto di parlamentari di altre forze politiche sono sparite dalla Rete in un lampo per molto meno. Noi siamo sotto ricatto e in troppi se ne infischiano». Come nel caso della Sarti, vittima - dicono - di «una vicenda che ha umiliato una donna. Eppure nessuno ha mosso un dito». I Cinque stelle si sentono isolati. «Dov'era - chiedono - "Se non ora quando", movimento di tutela delle donne, nel momento in cui la sua vita privata di Giulia veniva sbandierata
in Rete?».

 

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