rino formica giorgia meloni

“IL DIRITTO NON C’ENTRA. C’È IL RISCHIO DI RENDERE IRRECUPERABILE IL DECLINO DEMOCRATICO” – IL 98ENNE RINO FORMICA VEDE IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA COME L’UNICO ARGINE ALL’AUTORITARISMO DEL GOVERNO DUCIONI: “VOTARE CONTRO QUALSIASI RIFORMA PROPOSTA DALLE FORZE CHE HANNO UN'INTENZIONE DEMOLITRICE DELLA CARTA È UN DOVERE” – “SI VOTA CONTRO IL GOVERNO DELLA DISTRUZIONE DEMOCRATICA; O NON SI È. UNA VALANGA DI NO ALLE RIFORME FANTASMA DEL GOVERNO INDICHERÀ L'INIZIO DEL RISVEGLIO NAZIONALE”

Estratto dell’articolo di Rino Formica per “Domani”

 

RINO FORMICA

Nelle prossime settimane ci troveremo di fronte ad una questione che lacererà le forze politiche, le comunità, forse anche le coscienze individuali. Votare sì o no al referendum confermativo della riforma proposta dal governo per la divisione delle carriere nella magistratura.

 

Ma è davvero su questo che si chiama la manifestazione solenne e democratica della partecipazione popolare referendaria? La nostra Costituzione rappresentò una grande novità dal punto di vista della definizione degli equilibri delle forze politiche nella società.

 

giorgia meloni al tg1 4

La Carta è il programma politico di uno stato democratico antifascista, nato dalla tragedia che concluse la Seconda guerra mondiale. Un programma di uno stato in cui i poteri venivano fusi in un equilibrio politico-costituzionale.

 

Al punto che nella Carta non vi è spazio per i cosiddetti governi tecnici. Infatti nei primi cinquant'anni di vita repubblicana non ne avemmo, fatta eccezione per pochissimi che potremmo dire di “pausa” tra le forze politiche, limitata nel tempo, e come governi-ponte per sistemare alcuni squilibri che si erano determinati.

 

giorgia meloni giancarlo giorgetti 2

Il governo tecnico appare all'orizzonte del sistema italiano con la crisi dell'ultimo governo di Mani Pulite, quello di Giuliano Amato, nell’aprile del 1993. Il primo è varato dal presidente Scalfaro, che consegna l’esecutivo a un esponente di una struttura tecnica, il governatore della Banca d’Italia.

 

Da qui si apre la strada a una modifica di fatto della Costituzione. Di fatto, ma radicale: perché pone la questione delle radici legittime della Repubblica. Sono ancora quelle previste dai costituenti, o sono cambiate? Da qui la Costituzione entra in una fase di turbolenza e di modifica.

 

[…] In questi trent’anni la progressiva modifica di fatto non è stato affrontata. Eppure pone il tema di come sono utilizzabili gli strumenti previsti dalla Costituzione, quando è in corso questo mutamento.

 

comitato per il no al referendum sulla giustizia - enrico grosso e antonio diella

Si fa finta che tutto si svolga regolarmente, e che il referendum sia uno strumento legittimo e costituzionale di un processo attuativo democratico. Invece è diventato uno strumento il cui esito è ignoto. O forse noto. Oggi la destra dichiara, sia pure a mezza voce, l’intento di modificare pezzi di Carta per poi radicalmente mutare l’ordinamento. Se sarà democratico o meno lo si vedrà da chi ne avrà la direzione e la guida.

 

Diciamoci con chiarezza e onestà: da anni la destra utilizza tutti gli strumenti della dialettica politica per portare il paese ad un affidamento al buio della modifica dell’ordinamento democratico.

 

giorgia meloni meme

E allora la questione di oggi non è l’uso del referendum per introdurre una legge di cui però non sappiamo la futura collocazione nel nuovo assetto costituzionale. La questione è sapere se oggi c'è o non c'è un utilizzo del referendum per accelerare il processo demolitorio della democrazia. Quindi il problema non è se votare sì o no, è se partecipare o no a quest’accelerazione.

 

Un esempio ci aiuta: se dopo il delitto Matteotti il regime fascista avesse sottoposto al residuo parlamento elettivo leggi modificative dell'ordinamento giudiziario, i partiti di opposizione avrebbero commesso un chiaro errore politico se avessero aperto una trattativa sulla normativa.

 

Le forze di opposizione non lo fecero, scelsero la via della radicalità politica. Quando si è superata la linea dell'equilibrio democratico ogni forma di compiacenza compromissoria è complicità.

 

RINO FORMICA

Oggi non siamo al delitto, ma alla lesione profonda del diritto costituzionale democratico. Oggi il governo cerca la legittimazione della sua demolizione della Carta. Ed è inutile ricordare ogni piè sospinto le radici della Costituzione se da questo ricordo non scaturisce la difesa di quell'assetto politico e istituzionale. Qui non è in gioco la carriera dei magistrati, né se saranno o no autonomi in uno stato libero e democratico. Nella decadenza democratica, unite o divise, le carriere dei magistrati saranno alle dipendenze di un potere autoritario.

 

Dunque oggi votare contro qualsiasi riforma proposta dalle forze che hanno un'intenzione demolitrice della Carta è un dovere. Non è una bestemmia per il proprio passato di lotta politica dei singoli o delle forze della tradizione laica italiana. È aprire gli occhi: oggi è in atto una tendenza a chiuderli dinanzi a problemi che riguardano noi e i nostri figli. Il momento del risveglio arriva sempre. Bisogna sperare di essersi svegliati in tempo.

 

RINO FORMICA CRAXI

Il voto di New York ci ha dato una lezione: aver capito per tempo che in gioco non era l'amministrazione ma il futuro democratico degli Stati Uniti. Il no al nostro referendum va spiegato bene […]. Non perdetevi dietro meticolosità tecnicistiche su una formula più o meno rispondente al diritto ordinario. Il diritto non c'entra. C'entra una questione semplice, ed enorme: c’è il rischio di rendere irrecuperabile il declino democratico. Ci vuole il coraggio di dire no a questo governo.

 

[…]  Si vota contro il governo della distruzione democratica; o non si è. Una valanga di no alle riforme fantasma del governo indicherà l'inizio del risveglio nazionale.

GIORGIA MELONI PISTOLERA - FOTOMONTAGGIOGIORGIA MELONI DE COCCIO - VIGNETTA BY ROLLI - IL GIORNALONE - LA STAMPA giorgia meloni a porta a porta 9GIANCARLO GIORGETTI E GIORGIA MELONI

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni ignazio la russa antonio tajani fabio rampelli roberto occhiuto marina berlusconi cirielli

DAGOREPORT – IN QUELLA POLVERIERA CHE E' DIVENTATA L'ARMATA BRANCA-MELONI, LA MICCIA E' COLLEGATA A DUE EVENTI: L’ELEZIONE SUPPLETTIVA IN CALABRIA E IL VOTO A SCRUTINIO SEGRETO ALLA CAMERA SULLA LEGGE ELETTORALE (SPUNTERANNO FRANCO-TIRATORI TRA COLORO CHE SANNO DI NON ESSERE RICANDIDATI NEL 2027? CHE DECIDERANNO LE DONNE DI FORZA ITALIA INVEPERITE PER LA MANCATA ALTERNANZA DI GENERE?) – IL CASO CALABRESE, CON IL CANDIDATO DI VANNACCI CHE RUBA VOTI A FORZA ITALIA E RISCHIA DI FAR VINCERE IL PD, PUO’ ESSERE L’OCCASIONE CHE TAJANI ASPETTAVA DA TEMPO: REGOLARE I CONTI CON IL GOVERNATORE OCCHIUTO, SUO NEMICO INTERNO, SU CUI RICADREBBE LA COLPA DELLA SCONFITTA DI FABIO ROSCIOLI, TESORIERE DI LADY BERLUSCONI – SE LA FAIDA TRA GLI AZZURRI È PALESE, IN FDI DEVONO GESTIRE I MALUMORI DEI “RAS” LOCALI. A MILANO LA RUSSA NON DIGERISCE LA PROPOSTA DI CANDIDARE A SINDACO L’AZZURRO PEREGO, NOME NON SGRADITO A VIA DELLA SCROFA - IN CAMPANIA C’È LA ROGNA DEL VISPO CIRIELLI, L'EX COLONNELLO DI GIORGIA CHE INVOCA DI IMBARCARE VANNACCI NELLA COALIZIONE - NEL LAZIO IL MENTORE DELLE SORELLE MELONI, FABIO RAMPELLI, NON SOLO SI E' AUTOCANDIDATO A SINDACO DI ROMA IN BARBA AL PARTITO, MA SCALPITA PER PIAZZARE I SUOI "GABBIANI" NELLE PROSSIME LISTE ELETTORALI - STENDIAMO UN "PELO PIETOSO" SUL'ALTRO ALLEATO, LA LEGA SPROFONDATA AL 4,5% CON SALVINI APPESO A CIO' CHE POTRA' SUCCEDERE DOMENICA PROSSIMA SUL PRATONE DI PONTIDA...

roberto vannacci elly schlein giorgia meloni legge elettorale ballottaggio

DAGOREPORT! LA NUOVA LEGGE ELETTORALE È INCOSTITUZIONALE? MONTA IL DIBATTITO CON 160 COSTITUZIONALISTI CHE ANDRANNO AVANTI CON I RICORSI ALLA CORTE COSTITUZIONALE - LA SCOMMESSA DELLA MELONI: UNA VOLTA APPROVATA LA LEGGE, ANDARE AL VOTO A MAGGIO PER EVITARE IL GIUDIZIO DI INCOSTITUZIONALITA' DELLA CONSULTA – LA PROTESTA DEL CIVICO ONORATO SULLE FIRME RICHIESTE PER PRESENTARE LE LISTE (6MILA PER OGNI COLLEGIO): UNA NORMA CHE IN REALTA’ FA COMODO A FORZA ITALIA E NOI MODERATI IN FUNZIONE ANTI-ONORATO MA ANCHE ALLA SINISTRA, CHE SI METTEREBBE AL RIPARO DALLE NUOVE CREATURE POLITICHE (TIPO GRILLO) – VANNACCI AL 99% NON DOVREBBE AVER BISOGNO DI RACCOGLIERE LE 6MILA FIRME - L’ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA PER CHI ARRIVA AL 42%: NON NE PARLA NESSUNO NEL PD PERCHE’ FA COMODO ANCHE A SCHLEIN…

elly schlein giuseppe conte dario franceschini

DAGOREPORT - CONTRORDINE, COMPAGNI, LE PRIMARIE SI FARANNO INDIPENDENTEMENTE DALLA LEGGE ELETTORALE! CONTE HA DATO UN AUT AUT AGLI ALLEATI DEL CAMPO LARGO METTENDO I GAZEBO COME “CONDICIO SINE QUA NON” PER ESSERE NELL'ALLEANZA CON IL PD – MA LE PRIMARIE, OLTRE A ESSERE DIVISIVE, SONO UN GRAN CASINO SUL FRONTE REGOLAMENTARE: SARANNO APERTE O CHIUSE? CI SARA’ IL VOTO ONLINE? E PREVEDERANNO UN BALLOTTAGGIO? - PER ELLY, CHE TREMA PERCHÉ CONTE CON LA POSIZIONE SULL’UCRAINA DRENA VOTI AL PD SCESO AL 20%, I GAZEBO SONO DIVENTATI UN PROBLEMA ANCHE ALL’INTERNO DEL PARTITO (AL PUNTO CHE NON HA POTUTO CONCEDERE L’ENDORSEMENT A MARIO CALABRESI, CANDIDATOSI A SINDACO DI MILANO, PERCHÉ HA PAURA DI PERDERE I VOTI DI PIERFRANCESCO MAJORINO). COSI’ PER BLINDARSI E’ COSTRETTA A STRINGERE ACCORDI CON RENZI, FRANCESCHINI E ALTRI CAPATAZ DEM. MA NON ERA LEI CHE DICEVA “NON VOGLIAMO PIÙ CAPIBASTONE E CACICCHI?”

giorgia meloni tommaso longobardi giovanbattista fazzolari gian marco chiocci filini

DAGOREPORT - COME MAI GIORGIA MELONI HA FATTO “ROTOLARE LA TESTA” DEL SUO STRATEGA SOCIAL, TOMMASO LONGOBARDI? A POCHI MESI DALLE ELEZIONI, CON I SONDAGGI CHE DANNO IL CAMPO LARGO IN VANTAGGIO E VANNACCI CHE SCIPPA CONSENSI A DESTRA, LA DUCETTA SI È ACCORTA CHE LA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI NON FUNZIONA PIÙ – LONGOBARDI ERA GIÀ FINITO NEL MIRINO DEL “CERCHIO TRAGICO” DELLA SORA GIORGIA DOPO LA DISFATTA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DOVE ERANO STATI DECISIVI I VOTI DEGLI ELETTORI PIÙ GIOVANI PER IL “NO” – ORA LA DUCETTA VUOLE UNA SVOLTA NELLA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO E RICICCIA L’IDEA DI ASSOLDARE COME PORTAVOCE IL DIRETTORE DEL TG1, GIAN MARCO CHIOCCI. PICCOLO PARTICOLARE: CHIOCCI, FIN TROPPO AUTONOMO ED ESPERTO, SAREBBE UN “ACQUISTO” INDIGESTO PER FAZZOLARI E FILINI, IL DUO CHE GESTISCE LA MACCHINA COMUNICATIVA DI FDI – SI VOCIFERA CHE PALAZZO CHIGI PENSI A GINO ZAVALANI, VOLTO DI ESPERIA, PER RILANCIARE I SOCIAL – LA PRECISAZIONE DI ZAVALANI

giorgia meloni antonio tajani maurizio lupi alessandro onorato giuseppe conte matteo renzi roberto vannacci ignazio la russa

DAGOREPORT! - GIORGIA MELONI HA PAURA DI TORNARE ALLE URNE E VUOLE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE CHE AZZOPPI GLI AVVERSARI, A PARTIRE DALL’EMENDAMENTO “AMMAZZA-CESPUGLI” SULLA RACCOLTA DELLE FIRME - IL BLITZ E' UTILE A TAJANI, CESA E LUPI PER FERMARE ONORATO CHE POTREBBE ROSICCHIARE VOTI A FORZA ITALIA, UDC E NOI MODERATI - L'APPOGGIO DI CONTE ALL'ASSESSORE DI ROMA SEMBRA UN "BACIO DELLA MORTE": "PROGETTO CIVICO" STA DIVENTANDO "PROGETTO PEPPINIELLO"? - GLI OCCHI DEGLI ADDETTI AI LAVORI SULLE ELEZIONI SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA PER IL SEGGIO ALLA CAMERA: VUOI VEDERE CHE IL CANDIDATO DI VANNACCI TOGLIERA' VOTI AL CENTRODESTRA E FARA' VINCERE IL PD?

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO…