UN POGGIOLINI E' PER SEMPRE: RITORNANO AGLI EREDI DI MISTER MALASANITÀ I 75 QUADRI DI VALORE CUSTODITI DA 20 ANNI NELLA REGGIA DI CASERTA – CUSTODI PIROMANI

VINCENZO PISCICELLI - JOHN WOODCOCK - FRANCESCO CURCIOVINCENZO PISCICELLI - JOHN WOODCOCK - FRANCESCO CURCIO

Dagoreport

 

1. CITTÀ DELLA (INCO)SCIENZA

(ANSA) Un custode potrebbe avere appiccato il fuoco alla Città della Scienza: P. C., che la sera del 4 marzo 2013 svolgeva il turno di vigilanza, è stato iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di incendio doloso aggravato dalle finalità mafiose. L'inchiesta sul rogo che ha distrutto la struttura di Bagnoli sembra dunque a una svolta.    Sul custode l'attenzione degli inquirenti si era concentrata fin dai primi giorni dopo l'attentato.

poggiolinipoggiolini

 

L'uomo era anche stato messo a confronto con il collega che quella sera era di turno assieme a lui: le sue risposte sono state ritenute poco convincenti, forse addirittura false; di qui la decisione di indagarlo. P. C. sarebbe dunque la persona che, dopo avere versato benzina lungo il perimetro dell'edificio, appiccò il fuoco.

 

poggiolinipoggiolini

Non è ancora chiaro tuttavia per quale motivo Città della Scienza fu distrutta e chi concepì il piano. Il procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli e i sostituti Michele Del Prete e Ida Teresi ritengono tuttavia che, qualunque fosse il movente, chi volle il rogo chiese e ottenne prima l'approvazione dei clan, poiché altrimenti un'azione del genere sarebbe stata impensabile.

 

Tra i moventi presi in esame fin dai primi giorni c'è quello economico: per questo motivo le indagini vertono anche sulla contabilità della struttura e sui finanziamenti da parte degli enti pubblici alla fondazione Idis che gestisce la Città della Scienza. Nei giorni scorsi gli agenti della Digos hanno acquisito alla Regione i documenti relativi alle sovvenzioni elargite negli ultimi anni a Città della Scienza da Palazzo Santa Lucia.

 

poggiolinipoggiolini

Obiettivo degli inquirenti è verificare se l'ente abbia vigilato sulla gestione dei fondi, come prevede la legge; dalla Regione, tuttavia, spiegano che il compito è passato negli anni scorsi alla Prefettura. Lentamente comincia dunque a delinearsi lo scenario in cui è stato organizzato l'incendio. I nodi da sciogliere sono tuttavia ancora molti e non aiuta il lavoro degli inquirenti il silenzio assoluto degli abitanti del quartiere.

 

 Non una testimonianza ha consentito di ricostruire le fasi del rogo o di identificare le persone presenti in zona in quei minuti. Le poche certezze vengono dalle perizie disposte nei giorni successivi all'attentato e depositate nei mesi scorsi dagli esperti nominati dalla Procura: il fuoco fu appiccato in più punti e divampò probabilmente in maniera più veloce e devastante di quanto gli attentatori avessero calcolato.

 

reggia di caserta reggia di caserta

2. POGGIOLINI, IL TESORO TORNA AGLI EREDI: RESTITUITI I 75 QUADRI

Lor. Iul. per “Il Mattino”

 

Una parte del tesoro del «Re Mida della sanità» era alla Reggia di Caserta. Tele, stampe e dipinti sequestrati a Duilio Poggiolini dai magistrati nel 1993, all'epoca di Tangentopoli, erano custoditi nella stanze reali da oltre un ventennio. Un totale di 75 pezzi, che rientravano nel museo di casa Poggiolini, nella pinacoteca privata della famiglia nella villa all'Eur.

 

Quei beni sono appena ritornati alla famiglia. Dopo il provvedimento di dissequestro, la settimana scorsa alla Reggia è arrivata la sorella della moglie (Pierr Di Maria, deceduta) dell'ex «boss della malasanità», come veniva anche definito l'ex direttore generale del servizio farmaceutico nazionale della Sanità. «Sono regali degli industriali farmaceutici», cercò di giustificarsi il professore nel novembre del 1993, quando scattò il blitz dopo il suo arresto del settembre precedente.

reggia di caserta reggia di caserta

 

Ma poi ammise che quelle opere erano parte delle tangenti riscosse. Ed è rimasto celebre nell'immaginario collettivo di Tangentopoli anche il sequestro nella casa di Napoli, dove furono ritrovati lingotti d'oro, gioielli, monete antiche e milioni nascosti anche nei divani. Proprio l'anno scorso il tesoro di Poggiolini ebbe nuova notorietà. Obbligazioni e contanti per un totale di 26 milioni di euro di oggi furono ritrovati nei caveau di Bankitalia, dimenticati dal 1994.

 

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La corte d'appello di Napoli li ha confiscati in via definitiva. Non è andata così invece per i quadri di famiglia, tornati in possesso degli eredi. L'anziana sorella di Pierr Di Maria è giunta a Palazzo accompagnata da tre avvocati. Le opere sono state imballate e caricate. Non si tratta di un fondo, ma un misto di dipinti, dal classicismo alla contemporaneità e qualcuno non è considerato autentico, in base alla perizia effettuata dall'esperto Claudio Marinelli, che comunque stabilì il valore in diverse centinaia di milioni di lire all'epoca.

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Non è la prima volta che la Reggia svolge la funzione di custode giudiziario. Con i quadri della collezione Loren-Ponti, sequestrati all'attrice e al marito, fu anche allestita una mostra di successo. Ma quei dipinti costarono anche il carcere a Caserta proprio a Sofia.

 

vesuviosegreto@gmail.com

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