pinotti20

DOPO RE GIORGIO, UNA REGINETTA? – ECCO CHI È ROBERTA PINOTTI, IL FORREST GUMP IN GONNELLA CHE RENZI VUOL MANDARE SUL COLLE – UNA CHE ALLE PRIMARIE PER GENOVA ARRIVÒ TERZA

Ferruccio Sansa per il “Fatto quotidiano”

 

Giorgio  Napolitano Giorgio Napolitano

Come il Fatto Quotidiano ha rivelato venerdì, il Patto del Nazareno sottoscritto da Matteo Renzi e Silvio Berlusconi prevede che il prossimo presidente della Repubblica sia una donna: sarà il premier a fare il nome e il Caimano dovrà approvarlo. Tra le quirinabili un posto di diritto, anche per l’ottimo rapporto con Napolitano, spetta a Roberta Pinotti, ma non è la sola: l’ex Guardasigilli Paola Severino ha molti estimatori, come pure l’ex ministro Emma Bonino e la senatrice a vita Elena Cattaneo...

 

Da terza classificata alle primarie per il sindaco di Genova a presidente della Repubblica, in due anni. Sarebbe un record mondiale di salto in alto”. Se chiedi di Roberta Pinotti nella sua Genova, è questa la prima risposta che ti arriva. E non è un suo nemico che parla. Anzi. Già, per quanto tu ti ci metta d’impegno non cavi un ragno dal buco: Roberta la boy scout, Roberta che corre la maratona. Roba così.

 

matteo renzimatteo renzi

Pinotti non è tipo da essersi guadagnata lodi sperticate o aspre critiche, come gli altri personaggi del Pd che hanno dominato la scena cittadina. Tipi che, piacciano o no, hanno una personalità più spiccata, tipo Claudio Burlando o Marta Vincenzi. No, se a Genova chiedi un’opinione su Pinotti presidente della Repubblica, ottieni soprattutto un’altra reazione: incredulità. Il resto sono quasi sempre dichiarazioni anonime: farsela nemica adesso non conviene a nessuno. E perché, “sia detto senza cattiveria, pochi si ricordano davvero qualcosa, una traccia concreta, una presa di posizione”, confida un pezzo grosso del Pd.

 

Pochi lampi, ma buona stampa

Una clausola del Patto del Nazareno rivelata dal Fatto Quotidiano prevede che il prossimo capo dello Stato sia una donna. Ma com’è nata la candidatura Pi-notti? Nessuno lo sa. A Genova come a Roma. Tra i primi a parlarne si segnala Marco Damilano, giornalista dell’Espresso e suo inesausto ammiratore (politico). Tre settimane fa ha scritto un articolo che ha lanciato la volata.

ROBERTA PINOTTI FA JOGGINGROBERTA PINOTTI FA JOGGING

 

Neanche una parola sulla sconfitta alle primarie genovesi del 2012. Lo stesso Damilano all’epoca aveva scritto: Pinot-ti “modello Renzi e modello Pisapia insieme… è in testa nei sondaggi senza aver chiesto il permesso a nessuno”. Finì con una discreta tranvata. I maligni insinuano che quella di Pinotti sia, sotto sotto, un’autocandidatura , ma probabilmente non è così. Pinotti, sostiene chi la conosce bene, avrebbe sponsor di peso. No, non tanto Renzi, ma Giorgio Napolitano.

 

Ma chi è davvero Roberta Pinotti? Scrive il sito del Governo: “È nata il 20 maggio 1961 a Genova, è sposata e ha due figlie. Laureata in lettere, insegnante negli istituti superiori, è attualmentesenatrice del Pd. Ha iniziato il suo percorso politico dal basso, negli anni Novanta, accumulando esperienze sia all’interno del suo partito (Pci-Pds-Ds-Pd) sia in campo amministrativo, fino ad arrivare a ricoprire ruoli di particolare delicatezza e responsabilità nel settore della Difesa, ritenuti monopolio maschile”.

MARCO DORIA MARCO DORIA

 

Sfrondando la biografia di qualche aggettivo, si può dire che Pinotti è stata una professoressa e che da oltre vent’anni è una politica di professione. Otto anni da assessore e dirigente di partito, 13 da onorevole: ha evitato la rottamazione per il rotto della cuffia.

 

Le cronache genovesi ricordano altro: è stata lanciata da Marta Vincenzi che la scelse come assessore in Provincia. Poi eccola assessore comunale con Beppe Pericu – altro suo sponsor – quindi segretario provinciale Pd. Difficile dire con chi stesse, se con la vecchia guardia di Burlando o con la sua rivale Vincenzi. Non si ricordano criticheparticolarmente feroci a una parte o all’altra. Ma neanche scandali, in una regione dove il Pd ne ha combinate di tutti i colori. Solo una polemica sui titoli del marito promosso dalla Regione di Burlando ai vertici della Asl più importante della Liguria.

CLAUDIO BURLANDO CLAUDIO BURLANDO

 

L’arrivo a Roma: la pacifista con la passione per la Difesa

Ma intanto Pinotti vola a Roma, in Parlamento. Promossa o allontanata? Le campane suonano sempre rintocchi diversi. Chi la sostiene ricorda le prestigiose cariche accumulate: presidente della commissione Difesa della Camera, poi responsabile sicurezza del Pd, infine ministro ombra e vicepresidente della commissione Difesa del Senato.

 

Scrive ancora il sito del Governo: “In tale ambito è stata promotrice di molteplici atti parlamentari tra cui la riforma del codice penale militare e la messa al bando delle bombe a grappolo. Sempre in tale veste ha presentato diversi disegni di legge tra i quali una legge quadro sulle missioni internazionali e una relativa ai benefici a favore del personale militare esposto ad amianto”.

 

I detrattori ricordano altro: appena giunta a Roma finì sulle prime pagine perché allattò la figlia in Parlamento. Naif o abile comunicatrice? C’è poi chi punta il dito sull’apparente contraddizione: esperta di Difesa che si presenta come pacifista. C’è chi sussurra di un sostegno da parte di Finmeccanica, primo produttore italiano di armi. Ma sono soltanto voci. Altri ricordano l’onorevole entusiasta passeggera di aerei da guerra. Sostengono che votò a favore della missione militare italiana in Afghanistan (al contrario di diversi membri del Correntone cui apparteneva). L’opinione pubblica la conosce come assidua frequentatrice dei salotti tv: Bruno Vespa in primis. Garbata, ma sempre più sicura. Ricordata più per i toni assertivi che per il contenuto delle asserzioni.

 

L’araba fenice: dalla sconfitta al ministero

Un occhio a Roma e uno a Genova. Il suo grande sogno: diventare sindaco. La discesa in campo avviene con la festa per i cinquant’anni. C’è tutta la città che conta: i politici, gli imprenditori, gli immancabili giornalisti. Solo la prima cittadina Vincenzi non è invitata. Una dichiarazione di guerra. Proprio alla persona che l’aveva scoperta (anche se poi non riconfermata).

 

CACCIABOMBARDIERI  F-35CACCIABOMBARDIERI F-35

Ma, si sa, la gratitudine non è dote da politico. Pinotti raccoglie intorno a sé il sostegno manifesto o silenzioso di buona parte dell’establishment. La famosa battaglia delle donne richiama l’attenzione di tutti i giornali nazionali. Mesi e mesi di ritornello finché i genovesi ne hanno le tasche talmente piene che votano l’unico uomo: Marco Doria. Pinotti arrivò, appunto, terza. Chi la sentì in quei giorni ricorda una voce ridotta a un sussurro, quasi spezzata: “È un momento terribile”.

 

Ma dura poco. Rieccola sulla scena. Prima franceschiniana, poi renziana. “La vera abilità di Roberta è quella di non schierarsi mai per prima. Di aspettare l’aria che tira”, racconta un ex amico. Comunque sia, la tattica rende: è sottosegretario con Letta. E ora ministro della Difesa. Promette drastici tagli e rende più trasparenti le spese militari. Annuncia, per dicembre, un libro bianco della Difesa che, assicurano i suoi, “sarà una rivoluzione”.

ventimila soldati usa feriti in afghanistanventimila soldati usa feriti in afghanistan

 

Si vedrà. Intanto sul nodo chiave degli F35 la sua posizione risulta piuttosto enigmatica: “Di fatto i cacciabombardieri servono perché, a parte che se tu hai delle truppe, dove c’è necessità di avere difesa aerea, però potrebbe succedere che qualcuno decide di sparare... un missile magari... e potrebbe decidere, ormai ci sono missili che possono arrivare a distanze estreme, potrebbero decidere di volere, con quello, distruggere o... ehm... ovviamente creare oggi purtroppo le armi sono micidiali”. Così restano le domande di fondo: chi è Roberta Pinotti? Ha il curriculum giusto per diventare Capo dello Stato?

 

Ultimi Dagoreport

donald trump specchio meme

DAGOREPORT - CHE ARIA TIRA NEGLI USA IN VISTA DELLE MIDTERM? DONALD TRUMP HA TRASFORMATO IL VOTO IN UN REFERENDUM SU DI SÉ (“FATE FINTA CHE SULLA SCHEDA CI SIA IO”), E LO SARÀ: I DEMOCRATICI HANNO UNA CHANCE IRRIPETIBILE DI APPROFITTARE DELL’IMPOPOLARITÀ DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO E TRASFORMARLO IN UN’ANATRA ZOPPA, METTERLO SOTTO INCHIESTA E PORRE FINE ALLA FOLLIA DAZISTA E AUTORITARIA DI QUESTI DUE ANNI – I DEM SONO AVANTI SECONDO TUTTI I SONDAGGI: ALLA CAMERA AVRANNO PROBABLIMENTE UNA MAGGIORANZA, MA AL SENATO LE COSE CAMBIANO – LA SFIDA CRUCIALE: IL TEXAS. SE IL CANDIDATO DEM DOVESSE ESPUGNARE LA STORICA ROCCAFORTE DEL GOP, PER TRUMP SI METTE DAVVERO MALE – IL VOTO DEI LATINOS E GLI STATI DA TENERE D’OCCHIO...

valter lavitola placca palazzo chigi presidenza del consiglio

FLASH! – QUANTI MISTERI, VALTERINO! COS’HANNO TROVATO I CARABINIERI DURANTE LA PERQUISIZIONE A CASA DI LAVITOLA, IL 4 LUGLIO 2026? OLTRE A TRE CELLULARI (GIA' BEN RIPULITI DALLA MESSAGGISTICA CON RANUCCI), DUE CHIAVETTE USB, SVARIATI MANOSCRITTI E UN COMPUTER, SONO SBUCATI ANCHE DUE DISTINTIVI INTESTATI ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, BENCHE' PRIVI DEL TESSERINO CHE RIPORTA MATRICOLA E FOTO (E' BENE RICORDARE CHE ANCHE GLI AGENTI DEI SERVIZI DIPENDONO DA PALAZZO CHIGI) - COME, QUANDO E PERCHE' LAVITOLA E' RIUSCITO  A ENTRARE IN POSSESSO DI TALI "PLACCHE" (CHE NON ERANO IN USO ALL'EPOCA DEI SUOI RAPPORTI CON BERLUSCONI PREMIER)?

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...