bindi schlein de luca renzi salis

“SCHLEIN HA TRADITO LA PROMESSA DI CAMBIAMENTO? SE VINCI LE PRIMARIE PROMETTENDO DI LIBERARE IL PD DAI CACICCHI COME DE LUCA MAGARI NON CONSEGNI IL PARTITO AI LORO FIGLI!” – "ROSPY" BINDI STRONCA ELLY PER IL COMPROMESSO IN CAMPANIA E LA ATTACCA ALZO ZERO: “UN PARTITO DI GOVERNO DEVE TENERE I RAPPORTI CON CEI E VATICANO E IL PD NON LO FA. MAGARI LE VA CHIESTO ANCHE DI PRATICARE PIÙ COLLEGIALITÀ NELLE DECISIONI” - ALL’ALLEANZA MANCA SICURAMENTE LA GAMBA CENTRISTA. RENZI? SU DI LUI CONSIGLIEREI PRUDENZA. SILVIA SALIS? MA LASCIAMOLA GOVERNARE GENOVA!”

Francesca Schianchi per la Stampa - Estratti

 

rosy bindi foto di bacco (2)

 «Nel suo intervento al Meeting di Rimini, Giorgia Meloni è stata più abile che bugiarda», giudica Rosy Bindi. «È un complimento vero: siccome ho trovato il suo discorso molto bugiardo, significa che è stata abilissima», aggiunge l'ex ministra di governi di centrosinistra, «cattolica adulta» come da definizione di Prodi, che con le gerarchie ebbe non poche frizioni. E anche con certe galassie del mondo cattolico: all'appuntamento annuale di Comunione e liberazione non è mai stata invitata, «e la considero una medaglia da appuntare al petto».

 

Perché definisce il discorso della premier «bugiardo»?

«Intanto perché liscia il pelo al pubblico a cui sta parlando».

 

(...)

PRODI BINDI D ALEMA

«Deve farla finita con la condanna di Israele seguita da nulla. Interrompa i rapporti, compia gesti concreti. È tanto amica di Trump? Faccia pressione su di lui perché intervenga».

La platea però le ha tributato una calorosa standing ovation.

«Per forza, Meloni è andata a dire quello che la platea voleva sentire. E poi, quello è un mondo cattolico da sempre votato alla destra».

 

Resta il fatto che, nel Pd, c'è chi rimprovera alla segretaria Schlein di non riuscire invece a parlare col mondo cattolico. Hanno ragione?

«Lo dico da cattolica: io penso che nella politica italiana serva un partito di sinistra con cultura di governo. Per cui se il Pd si colloca in quella posizione, secondo me fa la cosa giusta. Deve essere il perno di un'alternativa di centrosinistra».

ELLY SCHLEIN E VINCENZO DE LUCA

 

Appunto. La componente riformista dice invece: non siamo un perno, ma guardiamo solo verso la sinistra e mai verso il centro.

«Diciamo la verità: non mi pare che quelli che nel partito esprimono l'area cosiddetta riformista siano tanto mortificati. Guardi le candidature alle Regionali o la composizione del gruppo al Parlamento europeo».

 

Ma uscendo dai ruoli dentro al partito, il Pd di Schlein col mondo cattolico riesce a parlarci o no?

«Io la vedo così: da cattolica, non c'è una cosa che Schlein dica su cui non sono d'accordo, compresi i temi eticamente sensibili. Perché condivido l'idea che il Paese non vada giudicato, come fa questa destra che incarna una specie di Stato etico, ma vada accompagnato. Vedo tutte le pietruzze, ma non vedo il mosaico finale, l'affresco completo, che è quello che interpreta anche la sensibilità dei cattolici. E soprattutto, quello che dovrebbe intercettare i troppi astenuti che non credono più nella politica».

 

Forse per il mosaico finale servono alleati al centro?

LANDINI SCHLEIN CONTE BINDI BOSCHI CAMPO LARGHISSIMO REFERENDUM ANTI-AUTONOMIA

«Manca sicuramente la gamba centrista, perché al momento quell'area è monopolizzata da Calenda e Renzi. Solo che il primo è un centro mobile, e il secondo, anche se sta facendo di tutto per farsi accettare, non basta con il suo 2 per cento. Inoltre, su di lui consiglierei prudenza».

 

Che fine ha fatto l'operazione che doveva vedere protagonista Ernesto Maria Ruffini?

«Spero non sia sfumata. Spero che la stia portando avanti senza guardare ai nostalgici della Dc ma cercando di interpretare il mondo nuovo».

 

Franceschini aveva avanzato anche il nome della sindaca di Genova, Silvia Salis.

«Ma lasciamola governare Genova! Le visioni messianiche sulle persone lasciamole alla destra, da questa parte non funzionano».

rosy bindi e romano prodi ai funerali della moglie flavia franzoni

 

Morale, ancora questa gamba centrista che parli al mondo cattolico e moderato manca.

«Io penso comunque che un partito che si candida a governare il Paese dovrebbe tenere i rapporti col mondo cattolico italiano, con la Cei e con il Vaticano. Nei grandi partiti del passato c'era un dirigente incaricato di quelle relazioni».

 

Pensa che il Pd non tenga oggi questi rapporti?

«Non penso. Mentre mi pare che lo faccia il centrodestra.

Il punto è che si tratta di una realtà – quella cattolica – plurale e diversificata, ma imprescindibile. Ed è sbagliato identificarla con i moderati: in tanti vorrebbero posizioni più nette sui poveri, sulla guerra e la pace, sul lavoro, sugli immigrati».

 

berlusconi bindi

Torniamo alla domanda di fondo: pensa che Schlein non riesca a raggiungerli?

«Diciamo che le va chiesto cosa sta facendo per tenere i rapporti con quel pezzo importante del Paese. E magari le va chiesto anche di praticare più collegialità nelle decisioni».

 

Si riferisce agli accordi fatti sulle Regionali?

«Qualche dubbio sul compromesso campano ce l'ho. Mi sarei aspettata più schiena dritta dal Pd, che ha fatto l'accordo con De Luca, ma anche dai Cinque stelle, che accettano di candidare Fico a queste condizioni».

 

Il Pd avrebbe dovuto rifiutare l'accordo con De Luca?

SILVIA SALIS CON MATTEO RENZI

«So che nella politica esiste una componente di realismo che non si può eliminare, ma delle due l'una: o dici no alle condizioni poste da De Luca, oppure, se accetti il compromesso, non vesti i panni del movimentista innovatore, accontentati dell'abito da tutti i giorni».

 

Schlein ha tradito la promessa di cambiamento?

«Se vinci le primarie promettendo di liberare il partito dai cacicchi, magari non lo consegni ai loro figli! ».

 

Ma secondo lei come andranno le Regionali?

«Sono abbastanza ottimista. Ma se si vincerà, bisognerà appunto ricordarsi a che prezzo».

bersani bonaccini bindiberlusconi bindielly schlein e vincenzo de luca - vignetta by oshoPARDI GINSBORG BINDI

 

VINCENZO DE LUCA VS ELLY SCHLEIN - ILLUSTRAZIONE IL FATTO QUOTIDIANO

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)