sabino cassese giorgia meloni

"SE SI ANDRÀ AL REFERENDUM LA MELONI FARÀ LA FINE DI BERLUSCONI E RENZI" – SABINO CASSESE CONSIGLIA ALLA “SORA GIORGIA” DI TROVARE UNA MAGGIORANZA IN PARLAMENTO PER FAR APPROVARE LA RIFORMA COSTITUZIONALE E NON PASSARE ATTRAVERSO LE FORCHE CAUDINE REFERENDARIE – L’EX PRESIDENTE DELLA CONSULTA BOCCIA LA RIFORMA: "RISCHIA DI SBANDARE" - "NON PENSO SIA IL CASO DI LIMITARE COSÌ FORTEMENTE IL POTERE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. E SUI SENATORI A VITA..."

Estratto dell’articolo di Niccolò Carratelli per “La Stampa”

 

THE CIVIL SERVANT - VIGNETTA BY MACONDO

La riforma «va nella direzione giusta, ma rischia di sbandare». Il professor Sabino Cassese non demonizza il progetto di premierato messo in campo dal governo di Giorgia Meloni, ma avverte come «perseguire un eccesso di obiettivi» possa risultare controproducente. […]

 

Quindi, questa riforma non garantirà maggiore stabilità dei governi?

«La precarietà dei governi nella storia repubblicana è, senza dubbio, un problema da affrontare. Ma si vuole rimediare per legge a una crisi che riguarda la politica e i partiti: la politica, perché è più volatile dello stesso elettorato, e i partiti perché, base della democrazia, non sono essi stessi democratici. E poi non serve dare più potere al presidente del Consiglio, ne ha già abbastanza»

CASSESE E VIOLANTE I PATRIOTI DI GIORGIA - IL FATTO QUOTIDIANO

 

Meloni non sarebbe d'accordo…

«Basta considerare il numero dei decreti legge approvati: più di uno a settimana, in media. E l'aumento della squadra di Palazzo Chigi: più del 20% di nuove strutture e di dirigenti solo in un anno. Ma penso che sarebbe coerente con la riforma proposta inserire un potere di nomina e revoca dei ministri e di proposta di scioglimento delle Camere al presidente della Repubblica, in modo che il presidente del Consiglio diventi titolare di un organo sovraordinato ai ministri».

 

Concorda sul fatto che il premier eletto, con questo disegno, avrà meno potere di un eventuale premier sostituto non eletto?

«Sì, il secondo presidente del Consiglio appare più solido del primo, che può essere colpito dalla sua stessa maggioranza, senza ricorso a un voto anticipato. Di fatto, cercando di evitare il cosiddetto ribaltone, si spinge il leader del secondo partito a far cadere il premier eletto. In altre parole, si crea all'interno della compagine che si vuole consolidare una concorrenza, che pone in dubbio la stabilità dello stesso governo».

 

sabino cassese a l'aria che tira

Cosa suggerisce, allora?

«Bisogna evitare di caricare la riforma di finalità, che rischiano di farla sbandare: dalla nuova legge elettorale al premio di maggioranza senza soglia minima fino, appunto, alla norma cosiddetta anti-ribaltone. Sarebbe meglio semplificare i mezzi per rimediare agli attuali malanni del sistema politico: ad esempio, prevedere che, se si vuole cambiare indirizzo politico, si va a nuove elezioni».

 

Tra le criticità segnalate c'è anche l'assenza di un ballottaggio tra i due candidati più votati, come avviene negli altri Paesi europei che prevedono l'elezione diretta. Che ne pensa?

«Il ballottaggio sarebbe ragionevole, perché consente al popolo di esprimersi due volte. Ma non piace a chi è in maggioranza, perché, in un Paese dove le minoranze sono solitamente divise, può spingere alla loro unione e quindi dare maggiore forza alle minoranze, facendole diventare maggioranza».

sabino cassese a l'aria che tira.

 

[…] Poi c'è il capitolo che riguarda il Quirinale: si crea una frattura tra premier eletto dai cittadini e presidente della Repubblica eletto dal Parlamento?

«È chiaro che il primo avrebbe un'investitura diretta e il secondo solo indiretta. E non penso sia il caso di limitare così fortemente il potere del presidente della Repubblica di gestire le crisi di governo».

 

Il premier, in realtà, avrebbe una doppia investitura, dal popolo e dal Parlamento…

«E questo potrebbe creare un conflitto, mentre, a mio avviso, si potrebbe superare con la semplice indicazione del candidato presidente del Consiglio dei ministri nella scheda elettorale, come si è già fatto anche con l'indicazione nel simbolo del partito del nome del candidato. […]».

                                    

SABINO CASSESE

Della cancellazione della figura dei senatori a vita di nomina presidenziale cosa pensa?

«Non credo sia necessario, è un altro esempio di quell'eccesso di finalità di cui parlavo, che finisce per indebolire la riforma costituzionale. Anche perché può diventare legge solo se riesce a raccogliere la maggioranza parlamentare dei due terzi: se si va al referendum, a mio avviso, finirà come quelli Berlusconi (2006) e Renzi (2016)».

sabino cassesesabino cassese (2)

 

Ultimi Dagoreport

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?