sabino cassese

“CHI SI LAMENTA DELLA FRAGILITÀ DELLA DEMOCRAZIA ITALIANA NON PUÒ ASTENERSI DAL VOTO, PERCHÉ COLLABORA A RENDERLA PIÙ FRAGILE” – SABINO CASSESE INVITA GLI ITALIANI A VOTARE PER IL REFERENDUM, E AVVERTE LA POLITICA: “GLI EFFETTI SI FARANNO SENTIRE ANCHE SE NON SCATTASSE IL QUORUM. IL PARLAMENTO NON POTREBBE NON TENER CONTO DELLA PARTECIPAZIONE, OLTRE AI MOLTISSIMI ALTRI INDIZI CHE MOSTRANO LA NECESSITÀ DI UNA PROFONDA REVISIONE DELL'ASSETTO DELLA GIUSTIZIA” – “I FILO-PUTINISMO? È UN MISTO DI IDEE PACIFISTE E DI EGOISMO NAZIONALISTICO. DIMENTICA QUANTI CITTADINI AMERICANI E INGLESI HANNO PERDUTO LA LORO VITA PER LIBERARE L'ITALIA”

Francesco Specchia per “Libero quotidiano”

 

sabino cassese foto di bacco

Convinto probabilmente che - come diceva Lord Mansfield, tra i padri della common law, il diritto anglosassone - la giustizia in ritardo sia quella più ingiusta; persuaso che il Csm debba darsi una regolata; fermo nella convinzione che i quesiti al popolo siano uno strumento facilitatore, Sabino Cassese, giudice emerito della Corte Costituzionale e faro della cosa pubblica, riguardo i prossimi referendum per la giustizia resta un ottimista con riserva.

 

Caro professore, Lei è sempre dell'idea che i referendum non siano lo strumento adatto per riformare la giustizia, ma restano comunque una scelta da condividere?

referendum giustizia2

«I referendum sono uno strumento semplificato di intervento nella normazione, sia perché sono soltanto di tipo abrogativo, e quindi possono solo creare vuoti nell'ordinamento, sia perché si prestano solo a due risposte, sì o no. Tuttavia, in questo caso, bisogna tener conto di due ulteriori aspetti.

 

Uno è quello della scelta dei tempi. Il Senato dovrà pronunciarsi sulla riforma Cartabia immediatamente dopo lo svolgimento del referendum. Quindi, questa consultazione potrà avere una funzione sollecitatoria o, in caso di inerzia parlamentare, sostitutiva. In secondo luogo, al di là dei singoli quesiti, i referendum hanno anche una valenza di carattere più generale e possono prestarsi anche ad una sorta di dichiarazione di fiducia o sfiducia, come dimostrato dai due referendum più importanti, quello del 2006 e quello del 2016».

 

sabino cassese

I quesiti proposti riguardano l'abrogazione della legge Severino, la limitazione della custodia cautelare, la separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri, la valutazione dei magistrati, quello sulle firme per candidarsi al Csm. Lei si ritrova d'accordo con tutti e cinque? Cosa poteva essere fatto meglio?

«Credo che sia poco utile discutere ora della formulazione dei quesiti referendari. Bisogna ricordare che, in questo caso, democrazia rappresentativa e democrazia diretta sono andati di pari passo, nel senso che si stanno svolgendo procedure di riforma della giustizia in sede parlamentare, contemporaneamente alla procedura referendaria. Non è la prima volta che questo accade in Italia e l'alternarsi di decisioni popolari e di decisioni parlamentari può essere anche considerato un fatto positivo, che arricchisce la qualità e la ricchezza della democrazia italiana».

referendum giustizia 1

 

I promotori del "no" l'hanno attaccata per la sua idea sulla riforma del Csm e soprattutto sui Consigli giudiziari. In effetti lei detto che oggi i magistrati hanno «un'idea di giustizia non correlata alla domanda sociale»...

«Che vi sia una scissione tra domanda e offerta di giustizia mi pare indubbio. Lo dimostrano i sei milioni di cause pendenti; i più di 7 anni necessari per concludere i tre gradi di giudizio in sede civile e i più di tre anni necessari per concludere una controversia in sede penale; la fiducia dei cittadini nella giustizia, in costante calo negli ultimi 20 anni; in generale, la lentezza della giustizia italiana e il ruolo assunto dalle procure come controllori della virtù e della morale invece che del diritto; le troppo frequenti manifestazioni di malcostume nell'ordine giudiziario».

 

paola severino foto di bacco

L'Agcom ha decretato che, sui referendum, la Rai e i mezzi di stampa e tv spiccano per un silenzio imbarazzante, contrario al servizio pubblico, e così sanzionabile. Che ne pensa? Non trova strano, poi, che comici come la Littizzetto -che non sono esattamente membri della Consulta- spingano in diretta tv i cittadini "a andare al mare" come Craxi?

«Due punti sono chiari. Il primo è che ciascuno è libero di esprimere il proprio giudizio, con un sì o con un no. Il secondo è che partecipare alla votazione è un dovere civico. Chi si lamenta della fragilità della democrazia italiana non può astenersi dal voto, perché collabora a renderla più fragile.

 

La democrazia è innanzitutto partecipazione dei cittadini alle decisioni collettive, specialmente se le decisioni collettive hanno tanta rilevanza come i prossimi referendum sulla giustizia e sulle modalità di esercizio del potere di ultima istanza, che è quello rimesso ai giudici: sono loro, infatti, che possono privare della proprietà e della libertà le persone».

referendum 12 giugno 2022 by macondo

 

D'altra parte non c'è forse - e continua ad esserci- un abuso dei referendum abrogativi? Negli ultimi 50 anni ne sono stati proposti ben 666, votati solo 73, come ribadito in un libro recente dal suo collega Andrea Morrone...

«Non ho ancora letto questo recentissimo, importante libro di Morrone, professore di diritto costituzionale all'università di Bologna, dedicato all'analisi completa del vicenda referendaria nell'Italia repubblicana, intitolato, più precisamente La Repubblica dei referendum.

 

Una storia costituzionale e politica (1946 - 2022) edito da Il Mulino. Tuttavia, la mia impressione è che il divario tra referendum proposti e referendum votati è anche un segno d'insoddisfazione della popolazione nei confronti dell'attività parlamentare: il Parlamento dovrebbe fare una riflessione e un bilancio dell'efficacia della sua funzione legislativa».

 

MATTEO salvini PRO referendum giustizia

Per dirla tutta, professore: erano proprio necessari questi referendum con la riforma della Giustizia Cartabia "alle porte"; o servono proprio per dare una scossa ad una riforma - dicono in molti - annacquata?

«Come le ho detto prima, la funzione sollecitatoria di questi referendum è particolarmente importante. Penso che gli stessi proponenti fossero convinti della necessità di procedere per via parlamentare, ma nello stesso tempo sfiduciati sulla possibilità di una decisione sollecita in quella sede».

 

Si raggiungerà il quorum?

SABINO CASSESE - IL GOVERNO DEI GIUDICI

«Non ho capacità divinatorie e quindi non so risponderle. Tuttavia, penso che gli effetti di questo referendum si faranno sentire anche se non scattasse il quorum richiesto perla validità della consultazione. Infatti, il Parlamento non potrebbe non tener conto della partecipazione e degli orientamenti espressi, oltre ai moltissimi altri indizi che mostrano la necessità di una profonda revisione dell'assetto della giustizia in Italia».

 

Lei aveva previsto il fallimento dello sciopero dei magistrati e l'ha considerato "un atto suicida". In effetti, da un rapporto del Consiglio d'Europa in Italia solo 1 cittadino su 3 ha fiducia nella magistratura. Dopo lo sciopero cosa può cambiare nel rapporto toghe-cittadini?

«Lo sciopero è stato un atto di orgoglio di una larga minoranza dei magistrati, purtroppo convinti che l'ordine giudiziario sia uno Stato nello Stato e che debba autoregolarsi.

Quindi, una sorta di rifiuto della capacità di rappresentanza del Parlamento».

Lei è anche considerato uno dei massimi esperti di pubblica amministrazione.

 

giulio tremonti

Com' è lo stato dell'arte dei concorsi, delle assunzioni? Giulio Tremonti parla di "tre formidabili cerchi di burocrazia, dall'europeo a quello dello Stato e delle amministrazioni locali" che stanno bloccando tutto nonostante gli sforzi del Pnrr...

«In Italia c'è un endemico rifiuto di procedure comparative e concorrenziali, dai concorsi per assumere persone nella funzione pubblica alle gare per l'esecuzione di lavori pubblici o l'acquisto di beni e servizi da parte della pubblica amministrazione.

 

letta meloni

Questo comporta la pretesa di mantenere per sempre le posizioni acquisite o di avere accessi privilegiati, il rifiuto del principio del merito, la sfiducia nell'imparzialità di chi è chiamato a selezionare. È l'immagine di un paese corporativo che rifiuta di accettare le comparazioni».

 

Siamo all'ennesimo tentativo di riproporre una nuova legge elettorale (anche Letta pare abbia lascito l'idea del maggioritario per il proporzionale, evitando l'abbraccio col m5s). È opportuno riparlarne adesso, specie in un periodo di guerra dove ci sono altre priorità?

«Mi sembra un esercizio teorico, perché non vedo né tempi né maggioranze che possano portare ad una revisione nella formula elettorale vigente».

 

Lei, sul Corriere della Sera, ha massacrato il piccolo orizzonte elettorale dei partiti privi di ideologie, guida e rispettabilità. La presenza di un governo tecnico Draghi così forte (anche, dicono, forse, dopo le elezioni) dovrebbe essere da stimolo alla rivoluzione dei partiti da lei auspicata, o può diventarne un alibi per l'inerzia degli stessi?

mario draghi alla parata del 2 giugno 2022

«È uno stimolo, per due motivi. In primo luogo, perché indica i problemi e le difficoltà da superare, mentre i partiti battibeccano. In secondo luogo, perché rappresenta una sfida alla capacità rappresentativa dei partiti».

 

Le sanzioni contro la Russia funzioneranno? Cosa ne pensa di questo forte filoputinismo che si sta formano in Italia, che ignora paradossalmente i principi stessi di libertà e stato di diritto?

 «Le sanzioni, che sarebbe meglio chiamare ritorsioni, o, secondo la terminologia dell'Organizzazione mondiale del commercio, "retaliatory measures", stanno funzionando e funzioneranno ancora di più nei prossimi mesi. L'atteggiamento al quale lei fa riferimento è un misto di idee pacifiste e di egoismo nazionalistico. Dimentica quanti cittadini americani e inglesi hanno perduto la loro vita per liberare l'Italia dal nazismo e dal fascismo poco più di 70 anni fa».

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…