SALVINI E BOSSI, DUE CHE NON SI SONO MAI SOPPORTATI – NEL 2013, BOSSI PROVO' A RIPRENDERSI LA LEGA, DOPO MARONI. LO SFIDO' SALVINI DI CUI “SENATÙR” NON AVEVA STIMA: “LA QUALITÀ CHE DEVE AVERE IL SEGRETARIO È TENERE INSIEME LA LEGA. CHIUNQUE FA CASINO NON VA BENE” – QUANDO SALVINI LANCIÒ LA CAMPAGNA “BASTA EURO” PER ALLEARSI IN EUROPA CON LE DESTRE ALLA LE PEN, BOSSI LO FULMINÒ: “NON CAPISCE NIENTE, SE VOGLIAMO USCIRE DALL'EURO CI SPARANO” - A FINE 2016, ALTRA PICCONATA: “SALVINI NON HA UN PROGRAMMA NÉ L'ESPERIENZA PER FARE IL PREMIER. SERVE UN CONGRESSO” – LA CONTRARIETÀ DI BOSSI ALLA LEGA NAZIONALE APERTA AL SUD, L’APPOGGIO AL "COMITATO DEL NORD" IN CHIAVE ANTI-SALVINI, FINO ALLE EUROPEE 2024 QUANDO VOTO’ PER FORZA ITALIA…
IL SALUTO DI SALVINI: “CIAO CAPO” MA TRA SEGRETARIO E FONDATORE TREDICI LUNGHI ANNI DI DIVISIONI
Estratto dell’articolo di Lorenzo De Cicco per “la Repubblica”
LUCA ZAIA - UMBERTO BOSSI - MATTEO SALVINI
Si erano tanto mal sopportati, Umberto Bossi e Matteo Salvini. […] il rapporto tra il leader della Lega nazional-sovranista e quello del Carroccio originario, doc, pro secessione, finirebbe alla voce: "relazione complicata". Salvini, cresciuto nel culto del Senatùr come si cresce nelle sacrestie di provincia, ha poi dovuto commettere il peccato originale: per farla sopravvivere, l'ha dovuta snaturare, «tradendo il Nord», uno dei tanti biasimi del vecchio capo.
C'entra la politica, certo. Ma anche un'altra relazione complicata, quella tra l'uomo e il comando. Bossi non ha mai davvero voluto mollare lo scettro, nemmeno a Roberto Maroni, figurarsi al giovane che parlava di euro come si parla del meteo, con una certa approssimazione. Forse, dopo anni tormentati di frecciate e veleni, sul finire c'è stata davvero una riconciliazione.
POST DI MATTEO SALVINI DOPO LA MORTE DI UMBERTO BOSSI
Quando a settembre ‘24 – e poi a settembre ‘25 – Salvini è andato a Canossa, cioè a Gemonio, buen retiro del fondatore. «Pace di Gemonio? Mai stata una guerra», disse il vicepremier. […] Sarà. […] Gli stracci, però, per un decennio abbondante sono volati. Anno 2013, Bossi prova a riprendersi la Lega, dopo Maroni. Lo sfida il segretario lombardo Salvini, all'epoca rampantissimo quarantenne. Il maestro non ha grande stima del discepolo.
«La qualità che deve avere il segretario è tenere insieme la Lega. Chiunque fa casino non va bene», dice Bossi dell'europarlamentare che ha appena coniato lo slogan «basta euro» e immagina di allearsi in Europa con le destre alla Le Pen. «Non capisce niente, se vogliamo uscire dall'euro ci sparano», urla a Radio Padania il fondatore, che ai nazionalisti francesi preferisce gli indipendentisti scozzesi. Il Senatùr raccoglie a fatica le mille firme necessarie per la contesa, che incorona Salvini con l'80% e passa dei militanti.
umberto bossi e matteo salvini
A fine 2016, altra picconata: «Salvini non ha un programma né l'esperienza per fare il premier. Serve un congresso». Se non litigano direttamente Bossi e Salvini, lo fanno gli avvocati. A maggio 2017, altra critica: «Salvini non può credere di poter ottenere tutto e il contrario di tutto. Lega finita? È in difficoltà».
Il 17 settembre altre frecciate sul pratone di Pontida, mentre il nuovo segretario avvia la svolta nazionale. «Non condivido le sue aperture al Meridione». Bossi resta giù dal palco. Confessa di essere arrabbiato, che forse è il momento di andarsene. È, in realtà, il momento in cui il partito se n'è già andato da lui. Nuovo nome, nuovo simbolo, "Salvini premier". Il segretario in carica fa spallucce: «I padri nobili della Lega sono i 9 milioni di italiani che ci votano».
matteo salvini a casa di umberto bossi a gemonio
Dopo le Politiche del ‘22, nasce il "Comitato del Nord". Bossi avalla. Disputa sul simbolo, Salvini diffida. Dall'entourage del Senatùr poi fanno circolare questa voce: il partito gli ha tagliato l'assistenza, così non può più mettere piede in Parlamento. I salviniani negano a mezza voce. I contrasti continuano.
Aprile 2024, 40 anni della Lega, Bossi evoca il cambio del leader: «Salvini non ha attenzione alla questione settentrionale, servirebbe un altro». […] L'ultimo strappo, il più fragoroso, alle Europee del ‘24. «Bossi voterà Forza Italia», rivela Paolo Grimoldi, ex leghista inviperito col nuovo corso. Dal fondatore nessuna smentita, che in politica equivale a una conferma. Salvini mastica amaro, ma con orgoglio: «Riusciamo a crescere nonostante a urne aperte il fondatore annunci di votare per altri, più unico che raro». Poi, forse, il riavvicinamento. Così finisce una storia che non è mai stata davvero una guerra, piuttosto una lunga sopportazione.
bossi salvini
BOSSI SALVINI
UMBERTO BOSSI CON MATTEO SALVINI A PONTIDA NEL 1990