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SI SALVINI CHI PUO: “I TEDESCHI INSULTANO E CI CHIAMANO MENDICANTI E SCROCCONI: NO A UN MINISTRO DELL’ECONOMIA CHE PIACE A LORO" - ECCO PERCHE’ SAVONA FA PAURA: QUANDO INVITO’ A RIDISCUTERE IL "QUANTITATIVE EASING" DI DRAGHI E CONSIGLIO’ A MATTARELLA DI…

salvini

Da la Stampa

Un altro fronte che scalda le giornate riguarda la Germania e le critiche alla situazione politica italiana che sono arrivate dal quotidiano Der Spiegel. Pronta la risposta di Salvini: «Giornali e politici tedeschi insultano: italiani mendicanti, fannulloni, evasori fiscali, scrocconi e ingrati. E noi dovremmo scegliere un ministro dell’Economia che vada bene a loro? No, grazie! #primagliitaliani» commenta su Facebook.  

 

 

 

SAVONA

Marco Valerio Lo Prete per Il Foglio pubblicato il 12 febbraio 2015

 

savonarola by carli

L’economista Paolo Savona, ex ministro, ex Banca d’Italia, non sarà tra quanti sabato a Roma sosterranno in piazza “l’altra Europa” del leader greco Alexis Tsipras. Ciò non impedisce all’ex braccio destro di Guido Carli (che 23 anni fa firmava il Trattato di Maastricht) di ragionare sulla tempesta ellenica per sollevare un problema di fondo: “La trattativa bilaterale tra Bruxelles e Atene è un errore.

 

Che perda la faccia l’una o l’altra parte non conta. Questo è il momento di concepire soluzioni erga omnes. Anche ridiscutendo l’annunciato Quantitative easing”, dice al Foglio Savona riferendosi all’acquisto di titoli di stato annunciato dalla Banca centrale europea per contrastare la deflazione nell’Eurozona.

conte di maio salvini

 

Davvero conviene mettere in discussione l’agognata “svolta americana” della politica monetaria europea? Savona parla di “entusiasmo sconfortante” con cui è stato accolto il Qe. Due gli ordini di motivi. Innanzitutto, “i nuovi acquisti di titoli verranno garantiti dai bilanci delle Banche centrali nazionali per l’80 per cento, e dalla Bce per il rimanente 20. Poiché, secondo le regole vigenti, la Bce già garantisce direttamente l’8 per cento di tutte le operazioni effettuate dall’Eurosistema, e le Banche centrali il rimanente 92, l’innovazione introdotta con il Qe è che la Bce integra la sua garanzia solo del 12 per cento, non del 20. E viene a cessare la mutualizzazione dei debiti di ciascuna Banca centrale nazionale nell’ambito dell’Eurosistema”.

paola savona villa borghese

 

In breve, secondo Savona, “la Bce non fa più sistema ma distingue le responsabilità pro quota. Tale scelta, a voler interpretare le parole di Draghi, è un ovvio corollario, o meglio un chiarimento, della ‘coronation theory’ che regge l’euro. Quest’ultimo è una corona senza re, una moneta senza stato.

 

Cos’altro può voler dire che ogni paese si prende pro quota la responsabilità nel caso di default sul debito o di rottura definitiva del sistema?”. Così si arriva al secondo corno del ragionamento, che riguarda l’Italia e un tema delicato: un club (monetario) senza possibilità d’uscita è insostenibile; ragionare su exit strategy possibili e quanto più ordinate è d’obbligo. Il Qe, però, compromette questa possibilità. Lo fa di soppiatto, ma in maniera incisiva: “La decisione di immettere base monetaria attraverso il canale dell’acquisto di titoli di stato, forse perché è l’unico pronto, per un totale di 130 miliardi da parte della Banca d’Italia, ha due conseguenze.

salvini giorgetti

 

Mina il bilancio di Palazzo Koch impegnando – in maniera obbligatoria, pare – le riserve ufficiali anche auree. E impedisce in futuro allo stato italiano ogni genere di rinegoziazione o di dichiarare default del proprio debito senza determinare gravi conseguenze anche per la ‘sua’ Banca centrale”. In sintesi: “Il Qe funziona come un’ulteriore bardatura che impedirà al paese scelte diverse da quelle di stare in Europa, obbedendo a Berlino-Bruxelles a rischio di trasformarci in colonia politica”.

paola savona villa borghese

 

Savona precisa di non essere tra quanti ritengono che l’uscita dalla moneta unica purificherebbe il paese dalle sue storture. E’ convinto però che nel lungo periodo “con queste condizioni non si può escludere l’ipotesi che diventi necessario rinegoziare partecipazione all’euro e debito sotto stress speculativo”. Ergo – ragiona Savona che da anni invita la classe politica a dotarsi di un “piano B”, come secondo lui perfino la Germania non ha mai negato di aver fatto – “Matteo Renzi e l’Italia farebbero bene a guardare oltre l’entusiasmo contingente. Laicamente, restare pronti a tutto”.

MATTARELLA SALVINI

 

Che fare, dunque? “Il Qe, come concepito, è una modifica costituzionale. Il nuovo presidente della Repubblica, Mattarella, dovrebbe impedirla, chiedere il rispetto delle procedure parlamentari per essa previste”. Savona aggiunge di essere “assolutamente favorevole” a che la Bce possa intervenire acquistando bond statali dei paesi membri quando questi si trovano sotto attacco speculativo.

 

draghi merkel

“Tuttavia sarebbe meglio che questi poteri venissero a essa attribuiti in modo chiaro, accogliendoli nello Statuto”. Da qui discende l’appello a convogliare la tensione politica generata dalla nuova crisi greca in un “grand bargain”, come lo ha chiamato l’ex primo ministro inglese Tony Blair. “Soluzioni erga omnes per correggere la ‘zoppia’ dell’architettura istituzionale dell’euro”, le chiama Savona citando Carlo Azeglio Ciampi.

 

saccomanni ciampi draghi

Il Quantitative easing di Draghi, quindi, ma rivedendo lo Statuto della Bce. L’espansione monetaria, certo, “ma collegando gli acquisti di titoli alla realizzazione del Piano Juncker d’investimenti europei”. Il pareggio di bilancio, ma con una “condivisione dei debiti pubblici in eccesso al 60 per cento”. Perché le opinioni pubbliche dei paesi nordici dovrebbero accettare di buon grado? “Perché un accordo a livello europeo non verrebbe vissuto come una concessione a questo o a quel paese ‘peccatore’. E perché dei dividendi della ripresa ci avvantaggeremmo tutti”, conclude Savona.

 

 

3. INCHIESTA VERSO L'ARCHIAVIAZIONE

Mauro Lissa per repubblica.it

 

L'economista cagliaritano Paolo Savona, che M5s e Lega vorrebbero ministro dell'economia, è indagato dalla Procura di Cagliari con l'accusa di concorso in usura. L'imputazione, per la quale il pm Emanuele Secchi ha chiesto al gip l'archiviazione, è riferita al periodo che va da novembre 2008 a ottobre 2010, quando Savona era presidente e legale rappresentante di Unicredit.

A denunciarlo erano stati i soci della Edil tl sin a causa di alcuni contratti di conto corrente garantiti da una fideiussione per i quali - secondo il pm - il tasso effettivo degli interessi di mora superava il tasso unico di soglia fin dall'origine del rapporto. Chiuse le indagini però la Procura ha ritenuto poco significativo il superamento delle soglie e che manchi agli atti del procedimento la prova del dolo nonostante una causa civile passata in giudicato avesse accertato la presenza di un tasso di interesse usurario.

Ora la posizione giudiziaria di Savona è nelle mani del gip Ermengarda Ferrarese, che deve decidere se accogliere l'istanza di archiviazione oppure ordinare al pm Secci nuove indagini. 

 

 

 

 

 

 

matteo salvini claudio borghiSALVINI DI MAIOpaolo savona paola savona villa borghesemario draghi carlo azeglio ciampi

 

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