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SALVINI SCHIERA LE TRUPPE LEGHISTE CONTRO IL RIARMO EUROPEO – LO SCAZZO TRA GIORGETTI E MELONI A MARGINE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI CONFERMA LA SPACCATURA NEL GOVERNO SUL “REARM EUROPE” DI URSULA. IL CARROCCIO PONE I PALETTI PER LA MOZIONE COMUNE DA VOTARE IN PARLAMENTO IN VISTA DEL CONSIGLIO EUROPEO DI GIOVEDÌ PROSSIMO: “NO A DELEGHE IN BIANCO SU IMPRECISATI ESERCITI EUROPEI, DISPONIBILITÀ A INVESTIRE IN SICUREZZA NAZIONALE PREMIANDO LE IMPRESE ITALIANE” – SALVINI VUOLE INVITARE ORBAN E LE PEN AL CONGRESSO CHE AD APRILE LO INCORONERÀ PER LA TERZA VOLTA SEGRETARIO DELLA LEGA…

1 - SALVINI SCHIERA IL PARTITO: «NO A DELEGHE SUL RIARMO UE»

Estratto dell’articolo di Marco Cremonesi per il “Corriere della Sera”

 

giancarlo giorgetti giorgia meloni matteo salvini

«Il piano che non c’è». I leghisti chiamano così ReArm Europe, il progetto di difesa appena approvato dal Parlamento europeo. E, per loro, il fatto che ancora ci sia molto da capire, è un’eccellente notizia. Perché non solo consente di dare filo alle tradizionali posizioni ultra euro scettiche, ma rende meno problematico anche mettere a punto il testo della mozione sulle comunicazioni della premier Giorgia Meloni, la prossima settimana.

 

[…]  Di ReArm Ue si è parlato ieri in una riunione tra Matteo Salvini, il ministro all’Economia Giancarlo Giorgetti, gli economisti della Lega Claudio Borghi e Alberto Bagnai, il presidente della commissione Difesa della Camera, Nino Minardo. Quello che della riunione si diffonde nella Lega è, spiega un deputato, che «il piano di riarmo di fatto non c’è, è un libro bianco tutto da scrivere e gli 800 miliardi cui si parla al momento sono sparati così, senza che nessuno abbia ancora capito di che cosa davvero si parli».

 

UNIONE EUROPEA – ARMI E DIFESA

E in ogni caso, come ha ricordato ieri la presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio, Lilia Cavallari, lo scorporo delle spese per la difesa dal patto di Stabilità, «pur compatibile con il rispetto delle regole europee potrebbe rallentare se non invertire la discesa del debito e pesare sul costo dell’indebitamento». […]

 

L’industria nazionale dovrà essere l’interlocutore prioritario per l’acquisto di armamenti. Dove l’Italia da sola non può provvedere è sui servizi satellitari. Salvini avrebbe chiesto aggiornamenti su Eutelsat, il provider di servizi satellitari francese. Ma, come è noto, il leader tifa apertamente per Starlink di Elon Musk.

 

ursula von der leyen giorgia meloni - foto lapresse

Sulle difficoltà della messa a terra di ReArm Ue, la Lega può così fissare i suoi paletti. E in una nota se ne leggono alcuni: «Sul fronte internazionale, l’intero Consiglio federale ha confermato la posizione della Lega: invito alla prudenza, no a deleghe in bianco su imprecisati eserciti europei, disponibilità a investire in sicurezza nazionale premiando le imprese italiane».

 

Ultimo ma non meno importante, «priorità alla pace sostenendo gli sforzi sollecitati dagli Stati Uniti». Insomma, «per il Consiglio federale della Lega, l’Europa non ha bisogno di ulteriori debiti, di riarmo nucleare o di ulteriori cessioni di sovranità, bensì di sostegno a famiglie, sanità e lavoro». E un punto che la Lega stresserà molto riguarda il fatto che la difesa comune non potrà riguardare solo i confini a Est, ma anche quelli mediterranei.

 

giancarlo giorgetti giorgia meloni matteo salvini

 Ma al federale leghista si è parlato soprattutto del congresso che si svolgerà il 5 e 6 aprile alla Fortezza da Basso di Firenze. Tra gli ospiti ci sarà il presidente del Rassemblement national, Jordan Bardella. Invitato anche il presidente di Confindustria Emanuele Orsini. La rielezione di Salvini, che non avrà antagonisti, avverrà sulla base di una mozione («Identità e futuro») messa a punto dal segretario del partito in Veneto, il deputato Alberto Stefani. […]

 

2 - LA LEGA INVITA ORBÁN E L’AFD AL CONGRESSO

Estratto dell’articolo di Lorenzo De Cicco per “la Repubblica”

 

https://www.repubblica.it/politica/2025/03/14/news/starlink_musk_difesa_giorgetti_news-424062037/

 

salvini le pen orban

Difende Elon Musk, con tanto di dossier contro i francesi rivali di Eutelsat, ed è pronto a invitare Viktor Orbán e Marine Le Pen (o in alternativa Jordan Bardella) al congresso che a inizio aprile lo incoronerà per la terza volta segretario della Lega. Matteo Salvini riunisce per due volte in 24 ore lo stato maggiore del Carroccio.

 

Nel primo vertice, al ministero dei Trasporti, con il titolare dell’Economia Giancarlo Giorgetti di fianco, il vicepremier mette a punto la strategia del partito sul Rearm Eu, in vista della votazione in Parlamento di martedì e mercoledì.

 

[…] Il capo lumbard discute a lungo di Starlink, la società dei satelliti di Musk con cui il governo sta trattando, nonostante le riserve di Forza Italia e anche di alcuni ministri di FdI, dopo le minacce a Kiev del magnate di Tesla.

 

UNIONE EUROPEA – ARMI E DIFESA

Salvini non solo ribadisce quanto detto in questi giorni, che fosse per lui bisognerebbe «firmare domani» l’intesa con il colosso Usa, ma chiede un approfondimento su Eutelsat, competitor di SpaceX: nei documenti che circolano tra i leghisti, l’azienda concorrente avrebbe tra i principali azionisti un gruppo di proprietà di un magnate indiano, oltre a società francesi, il governo britannico, nonché un fondo cinese.

 

«Quindi che facciamo? Diciamo no a Musk e sì a questi?», è la tesi di Salvini. Poco prima, in Senato, il ministro meloniano ai rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, rispondeva a un’interrogazione del Pd spiegando che il governo non ha ancora «siglato alcun accordo» con SpaceX, ma che sono in corso «interlocuzioni» per connettere le «aree più remote» del Paese e sono state avviate «sperimentazioni » in Lombardia e in varie sedi diplomatiche, da Beirut e Teheran, «dotate di antenne Starlink», di cui nessuna però al momento risulta «attiva». Insomma, contatti sì, ma con prudenza. […]

 

elon musk matteo salvini

[…]  Il vicepremier, nel secondo vertice di ieri, il federale della Lega, ha limato gli ultimi dettagli del congresso nazionale del 5 e 6 aprile, alla Fortezza da Basso di Firenze. È la prima conta interna dal 2017. Ma il leader è ormai convinto che non avrà rivali. Tanto che nel nuovo regolamento, messo a punto da Roberto Calderoli, si parla, in caso di candidatura unica, della possibilità di un voto palese tra i delegati. Senza schede (e senza franchi tiratori).

 

Le regole fissano anche la nuova ripartizione dei 700 delegati che dovranno indicare il segretario: metà saranno espressi dalle regioni in base al numero degli iscritti, metà in base ai risultati delle Europee, col Sud che dovrebbe quindi guadagnare spazio. Salvini ha in testa una kermesse in grande stile, per tentare il rilancio nei sondaggi. E al governo. Ci saranno «ospiti internazionali», fa sapere via Bellerio. Nei prossimi giorni partiranno gli inviti a Orbán, Le Pen, al leader portoghese di Chega, André Ventura e all’Afd.

VIKTOR ORBAN E SANTIAGO ABASCAL CON LA MAGLIETTA DI SALVINIorban salvini le pen

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