VIENI AVANTI, BASSOLINO! “SANTA ALLEANZA” DI DALEMIANI E LETTIANI PER RIPORTARE SUL TRONO DI NAPOLI NONNO ANTONIO

Carlo Tarallo per Dagospia

Più che un conclave, a Luigi De Magistris servirebbe una clava. Per difendersi da chi? Dai sinistratissimi piddini, ovviamente, che si stanno contendendo la pelle dell'orso prima di averlo abbattuto. L'orso ovviamente è lui: Giggino ‘a Manetta. Sono così convinti che la sua avventura come sindaco di Napoli sia al capolinea, quelli del Pd, che stanno già litigando su chi sarà il candidato alla successione.

Ricostruite venerdì scorso le strategie dei renziani, che almeno sarebbero disposti a concedere a De Magistris il sostegno alle europee "in cambio" delle sue dimissioni, oggi tocca all'altro versante: il cosiddetto "correntone". Ecco le manovre in corso alle spalle del narcisindaco.

A manovrare gli "antirenziani", ovvero tutto il resto del Pd campano, ci sono Massimo D'Alema e Enrico Letta, attraverso i loro deputati/pretoriani sul territorio: rispettivamente Massimo Paolucci (per baffino) e Guglielmo Vaccaro (fedelissimo del premierino e noto ai più per la grande amicizia che lo legava al ministro Pdl Beatrice Lorenzin). Dalemiani e lettiani hanno partorito il "piano Giggino B", alternativo a quello dei seguaci partenopei di Matteuccio e con lo stesso obiettivo: riagguantare la poltrona di sindaco.

Il candidato alla segreteria regionale del partito sarebbe in questo caso Umberto del Basso de Caro, deputato ex socialista, odiatissimo dal sindaco-viceministro a sua insaputa Vincenzo De Luca, al quale vorrebbe contendere la candidatura a presidente della Regione. De Caro fu infilzato al momento della composizione delle liste da Marco Travaglio per il suo ruolo di "avvocato difensore" di Bettino Craxi ai tempi di tangentopoli. Ma come liberarsi di De Magistris, che in teoria avrebbe davanti a sé altri due anni e mezzo di mandato?

La genialata consiste in un "referendum" tra i cittadini di Napoli sul gradimento verso Giggino: incredibile ma vero, dopo la sonora bocciatura delle ultime comunali, quando Pd e Sel non arrivarono neanche al ballottaggio, ora si sogna la spallata attraverso una consultazione popolare. Il referendum dovrebbe infatti dare il benservito a De Magistris (al quale dopo tante amarezze l'idea piddina ha fatto tornare il sorriso e la voglia di scherzare: miracoli sinistrati). Ma il candidato? Chi sarebbe?

Dato per scontato che Andrea Cozzolino, "uomo forte" del Pd a Napoli, è già impegnatissimo nella campagna elettorale per la rielezione al Parlamento Europeo (a proposito, in Calabria è stato visto in compagnia di ultras renziani, novità in arrivo?) la cordata dalemian-lettiana avrebbe in mente un'altra ideona: proporre la candidatura di Antonio Bassolino! In quest'ottica si potrebbero "leggere" alcuni posizionamenti e ri-posizionamenti di autorevoli commentatori e opinionisti napoletani, che fino all'altro ieri sbranavano l'ex sindaco e oggi lo trattano (di nuovo) coi guanti bianchi. Riusciranno a mettere a segno il colpaccio? Ah saperlo...

2-UMBERTO DEL BASSO DE CARO E LE NUOVE PROMESSE
Marco Travaglio per Il Fatto Quotidiano (3 gennaio 2013)

Questa è la storia del compagno Umberto Del Basso De Caro, nato a Benevento il 29 settembre 1953 (lo stesso giorno ma non lo stesso anno di Berlusconi e Bersani), uomo dalle molte vite. Una prova vivente della teoria della reincarnazione, anche per via dei numerosi cognomi. Avvocato prestato alla politica (ma, come si sa, l'una cosa non esclude l'altra), è stato consigliere comunale della sua città ininterrottamente dal 1975 al 2006.

E ha collezionato un bel gruzzolo di poltrone: dal 1983 al '94 segretario provinciale e membro dell'Assemblea nazionale, della Direzione nazionale e dell'Esecutivo nazionale del Psi di Craxi. Nel 1987 è promosso vicepresidente dell'Usl 5, perchè è molto esperto anche in materia sanitaria, come no. Nel 1992 è eletto deputato e vicepresiede la giunta per le autorizzazioni e procedere.

Lì, vigile e occhiuto come il palo della banda dell'Ortica, vota contro qualunque richiesta delle Procure di processare decine di deputati per tangenti e mafie assortite. Per l'on. avv. Del Basso nonché De Caro, sono tutti perseguitati politici. Il nostro eroe denuncia il pool di Milano per una fuga di notizie sui rapporti fra Mario Chiesa e Bobo Craxi (peraltro noti a Milano anche presso le portinaie). Indagare su Craxi? Nemmeno per sogno, è vittima di un "teorema politico", essendo l'indagine Mani Pulite pilotata dalla Spectre dei "poteri forti" e condotta con un "uso violento della carcerazione preventiva" al fine di "estorcere confessioni" contro noti galantuomini.

Arrestare Craxi e Martelli per la mazzettona da 8 miliardi di lire sul Conto Protezione by Larini-Gelli-Calvi? Non sia mai, "sarebbe una vergogna". Indagare su De Lorenzo? Guai, è vittima di chiaro "intento persecutorio". Investigare su De Michelis? Non scherziamo, è "fumus persecutionis". Enzo Carra, rara avis di politico non parlamentare, finisce in manette.

Apriti cielo: "È una violazione del diritto - tuona il Del Basso De Caro - che suscita indignazione" e impone l'immediata "riforma della custodia cautelare". Porta anche buono, l'Umberto: appena difende un politico, quello viene regolarmente condannato in Cassazione. Craxi, Martelli, De Michelis, Carra, De Lorenzo: non sbaglia un colpo. Alcuni, timidamente, lo pregano di non difenderli più. Può la Politica, nel senso più alto e nobile, restare orba di cotanto statista? Non può. Infatti nel '94, appena il Psi viene a mancare all''affetto dei suoi cari, il Del Basso De Caro esce dalla Camera ed entra nell'Associazione dei Liberal Riformisti fondata da Amato. E resta a pie' fermo consigliere comunale a Benevento.

Nel 2001 si candida col centrosinistra a sindaco, ma invano. Partecipa anche a una memorabile cerimonia in quel di Guardia Supramonti, dove si conferisce la cittadinanza onoraria al Caf (Craxi Andreotti Forlani): i tre sono assenti, ma li rappresentano degnamente Stefania Craxi e Umberto Del Basso De Caro. Che conciona: "Craxi è stato uno dei più grandi statisti d'Italia". E subito ritira il premio: presidente provinciale della Margherita. Dunque presidente dell'Iacp (è molto ferrato anche in fatto di case popolari, ci mancherebbe).

Poi l'ultimo balzo: nel 2008 segretario provinciale del Pd e nel 2010 consigliere regionale con 18.255 preferenze. Si installa in ben tre commissioni: Affari Istituzionali e Risorse Umane, Controllo atti regionali, Lavori pubblici Urbanistica Trasporti (tutte materie in cui, con proverbiale versatilità, è divenuto nel frattempo libero docente). Trova anche il tempo di difendere, come avvocato, Nicola Mancino nel processo sulla trattativa Stato-mafia. Qualcuno dirà: ma perchè ci racconti questa storia? Perché Umberto Del Basso De Caro ha vinto le primarie del Pd a Benevento con 12.085 voti, dunque sta per tornare in Parlamento. Per un' "Italia giusta". Sezione "Nuove promesse".

 

ANTONIO BASSOLINO - Copyright Pizziumberto del basso de caroAndrea Cozzolino LUIGI DE MAGISTRISMarco Travaglio

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