1- IL GRACCHIARE DEI ‘CORVI’ VATICANI DIVENTA OGNI GIORNO PIÙ INTENSO E VELENOSO: LA SCALATA DI BERTONE DOVEVA INIZIARE DALLA CASSAFORTE, L’ISTITUTO TONIOLO 2- NE È LA PROVA LO SCAMBIO DI LETTERE CON CUI IL SEGRETARIO DI STATO LICENZIA IL CARDINALE TETTAMANZI IL QUALE - A SUA VOLTA - SCRIVE A RATZINGER E SALVA IL POSTO 3- NELLA LOTTA PER IL TONIOLO S’INSERISCE ANCHE LA VELINA CONTRO L’EX DIRETTORE DELL’’AVVENIRE’ DINO BOFFO, BOSS DEL TONIOLO VICINO AL PRESIDENTE DELLA CEI BAGNASCO 4- LA DIPLOMAZIA VATICANA TIRA FUORI UN ‘PAPABILE DI COMPROMESSO’ PER ARRIVARE ALLA TREGUA TRA BERTONE E L’ALA BAGNASCO-SCOLA: IL CARDINALE FRANCESE JEAN TAURAN 5- 69 ANNI, MOLTO AMICO DI RAVASI E RE, TAURAN È UN UOMO DELLE DIPLOMAZIE, ABITUATO A MUOVERSI TRA LE SEGRETE STANZE DELLE AMBASCIATE STRANIERE OLTRETEVERE. 6- SE SUL NOME DI TAURAN CI SARÀ CONVERGENZA DELLE FAZIONI CARDINALIZIE, IL PAPA (SAREBBE MALATO DI LEUCEMIA) POTREBBE PASSARE LA MANO ENTRO L’ESTATE DEL 2013

Dagoreport

Il gracchiare dei ‘corvi' vaticani diventa ogni giorno più intenso e velenoso. E chi - tra le mura leonine - confidava in un ‘cessate il fuoco' per l'inizio della Quaresima s'è dovuto ricredere. Ne è la prova lo scambio di lettere - pubblicato dal "Fatto" - con cui Tarcisio Bertone prova a mandare via dall'Istituto Toniolo il cardinale Tettamanzi il quale - a sua volta - scrive a Ratzinger e salva il posto.

Oltretevere, però, c'è chi ha compreso che la prosecuzione di questa guerriglia porporata rischia non solo di logorare le fazioni coinvolte ma di ledere - in modo irrecuperabile - l'immagine della Chiesa di Roma già sgarrupata dagli scandali pedofilia e i sospetti di riciclaggio sullo Ior.

E dunque se le ‘gole profonde' sono in trincea a mitragliare soffiate, carteggi, spifferi e delazioni, le diplomazie sono a lavoro per chiudere la corsa folle alla successione a Ratzinger - sarebbe malato di leucemia e sempre più insofferente per il carrierismo combattente tra i cardinali - nell'unico modo possibile: trovando un candidato ‘di compromesso'.

Pare, infatti, che dalla mitra di Benedetto XVI sia sbucato il nome di un ‘papabile' in grado di chiudere la guerra in Vaticano. Si tratta del cardinale francese Jean-Louis Pierre Tauran, 69 anni, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso e protodiacono di Santa Romana Chiesa. Molto amico di Monsignor Ravasi e del cardinale Giovan Battista Re, Tauran è un uomo delle diplomazie, abituato a muoversi tra le segrete stanze delle ambasciate straniere Oltretevere.
E' considerato un conservatore - sostenitore della missione ‘di formazione' della Chiesa - vicino alle posizione di Ratzinger sul ruolo della famiglia, sul no all'unioni omosessuali e all'uso del preservativo. Lontano dalla visione di evangelizzazione di Giovanni Paolo II, il cardinale francese si dedicherebbe a coltivare il "core business" della Chiesa, Sud America e Africa, per lasciare l'Asia al capital-comunismo di Pechino e il mondo arabo all'Islam, in una sorta di "patto di non aggressione". Ama mantenere un basso profilo sui media ma non disprezza - come spesso ama ripetere - di "essere al posto giusto nel momento giusto".

L'elezione di Tauran al soglio di Pietro potrebbe essere favorita dal suo ottimo rapporto con il segretario di Stato Bertone che potrebbe deporre le armi - e digerire un pontefice ‘di mediazione' - in cambio di un papato di continuità che garantisse un sostanziale mantenimento dello status quo e il suo potere in Curia.

Se sul nome di Tauran ci sarà rapida convergenza delle fazioni cardinalizie, il Papa potrebbe passare la mano l'anno prossimo, entro l'estate del 2013. Giusto il tempo di lasciar decantare i veleni e per permettere ai poteri in gioco di disegnare nuovi equilibri e spartizioni.

1 - BERTONE SI VANTÃ’ CON TETTAMANZI: IL PAPA VUOLE CACCIARTI
Marco Lillo per il "Fatto quotidiano"

Le lettere che il Fatto pubblica oggi in esclusiva, descrivono una situazione inedita al vertice della Chiesa. Il braccio destro del Papa, il segretario di Stato Tarcisio Bertone, si arroga il diritto di parlare a nome di Benedetto XVI e, forte di questo mandato, nel marzo del 2011 arriva a licenziare su due piedi il presidente dell'Istituto Giuseppe Toniolo, un cardinale autorevole come Dionigi Tettamanzi, allora arcivescovo di Milano e accreditato dalla stampa nel 2005 come un possibile successore di Giovanni Paolo II.

Per tutta risposta Tettamanzi scrive a Benedetto XVI per chiedergli di sconfessare Bertone annullando la sua decisione. E, colpo di scena, la sconfessione di fatto si realizza. Nonostante il rinnovo dei vertici del Toniolo fosse stato già comunicato ufficialmente al successore in pectore, Giovanni Maria Flick, un anno fa. La vicenda era stata già narrata a grandi linee nella primavera scorsa, ma nessuno aveva mai letto le lettere dei due cardinali.

L'oggetto della lettera di "licenziamento" per Tettamanzi non era il posto di arcivescovo di Milano, che nel giugno 2011 sarà poi assegnato ad Angelo Scola, ma la presidenza dell'Istituto Toniolo, uno dei maggiori centri di potere in Vaticano, che controlla il Policlinico Agostino Gemelli di Roma e l'Università Cattolica con gli atenei di Brescia, Cremona, Piacenza, Roma e Campobasso, oltre alla casa editrice Vita e pensiero e numerosi beni immobili in tutta Italia più altre proprietà intestate a società commerciali.

Il Toniolo è sempre stato uno snodo dei rapporti tra politica e Chiesa, dai tempi in cui il suo consiglio includeva Oscar Luigi Scalfaro ed era presieduto dall'ex presidente del Consiglio Emilio Colombo. Nel 2003 Dionigi Tettamanzi, da poco nominato arcivescovo di Milano, fu spedito da Giovanni Paolo II a presiedere l'istituto proprio per togliere dall'imbarazzo il Vaticano dopo il coinvolgimento di Colombo, come consumatore, in un'inchiesta sullo spaccio di cocaina a Roma.

Quando nel marzo 2011 Bertone intima brutalmente a Tettamanzi di levare le tende entro due settimane, nemmeno fosse la sua colf, il cardinale ha già i nervi tesi perché si sente nel mirino di una campagna diffamatoria partita con una serie di lettere velenose sui giornali che gli imputano la presunta mala-gestio familistica del direttore amministrativo della Cattolica, Antonio Cicchetti.

E proprio nella lotta per il controllo del Toniolo molti iscrivono anche la pubblicazione, sempre nel 2010, della velina falsa e calunniosa contro l'ex direttore dell'Avvenire Dino Boffo, consigliere del Toniolo vicino al presidente della Cei Angelo Bagnasco e al suo predecessore Camillo Ruini.

Quando Tettamanzi, il 26 marzo del 2011, legge il fax con la lettera di licenziamento nella quale Bertone gli intima di lasciare il posto al professor Flick e di non fare nomine prima dell'arrivo del successore, l'arcivescovo reagisce come una belva ferita. Tettamanzi scrive al Papa una lettera nella quale sostanzialmente insinua che Bertone non avesse l'investitura papale, da lui millantata, per cacciarlo e chiede a "Sua Santità" di essere confermato.

Detto fatto. Il Papa, dopo avere ricevuto Bertone il 31 marzo e Tettamanzi il 30 aprile, lascia quest'ultimo al suo posto (e lì si trova tuttora a distanza di quasi un anno). L'aperta sconfessione di Bertone non viene accolta bene dal segretario di Stato che da allora medita la rivincita.

Il primo scricchiolio dell'equilibrio precario raggiunto dopo il braccio di ferro si è avvertito qualche settimana fa quando nel consiglio del Toniolo è entrato il cardinale Angelo Scola. Probabilmente Bertone ha pensato di dare scacco matto a Tettamanzi mettendo in campo un uomo stimato dal Papa ma che non è considerato un suo fedelissimo. Il cardinale ciellino Angelo Scola però non è certo paragonabile al laico ed ex ministro prodiano Flick.

La sostituzione del progressista Tettamanzi con un arcivescovo vicino alle posizioni del Pdl (anche se recentemente ha preso le distanze dai seguaci lombardi di don Giussani) sarebbe una piccola rivoluzione negli equilibri del potere Vaticano e sarebbe vista come una presa da parte dei conservatori di un feudo dei moderati non berlusconiani. Per questo, nonostante risalgano a quasi un anno fa, le lettere (che pubblichiamo in parte sotto e integralmente sul sito www.ilfatto  quotidiano.it ) conservano una grande attualità.

Il fax del segretario di Stato del 26 marzo 2011 e la missiva di Tettamanzi al Papa del 28 marzo sono la prova migliore della situazione anomala in cui versa oggi il vertice della Chiesa. Il segretario di Stato si arroga sempre più spesso i poteri del Santo Padre e agisce con lo stile di un capo azienda.

Dall'altro lato i cardinali più autorevoli, come Tettamanzi, e i monsignori più orgogliosi, come Carlo Maria Viganò, si ribellano ai diktat di Bertone. E il risultato è un governo schizofrenico che oscilla tra autarchia e anarchia. Mentre Benedetto XVI si isola negli studi e nella scrittura dei libri, alle sue spalle si svolge una lotta di potere senza esclusione di colpi che danneggia l'autorità morale della Chiesa dentro e fuori le mura leonine.

2 - IL CARTEGGIO RISERVATO DI BERTONE A TETTAMANZI
Dal "Fatto quotidiano" - Signor Cardinale, circa otto anni or sono Ella, accogliendo con encomiabile zelo e generosa disponibilità la richiesta che Le veniva fatta, accettò per un biennio la nomina a Presidente dell'Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori.(...). Di fatto, l'impegno di Vostra Eminenza a servizio dell'Istituto Toniolo si è protratto ben oltre il tempo originariamente previsto, e questo ovviamente a prezzo di ben immaginabili sacrifici (...)

Ora, essendo scaduti alcuni Membri dei Comitato Permanente, il Santo Padre intende procedere a un rinnovamento, in connessione col quale Vostra Eminenza è sollevata da questo oneroso incarico. Adempiendo pertanto a tale Superiore intenzione, sono a chiederLe di fissare l'adunanza del Comitato Permanente entro il giorno 10 del prossimo mese di aprile. In tale circostanza. (...) Contestualmente indicherà il Prof. Giovanni Maria Flick, previa cooptazione nel Comitato Permanente, quale Suo successore alla Presidenza.

Il Santo Padre dispone inoltre, che fino all'insediamento del nuovo Presidente, non si proceda all'adozione dì alcun provvedimento o decisione riguardanti nomine o incarichi o attività gestionali dell'Istituto Toniolo. Sarà poi compito del Prof. Flick proporre la cooptazione dei membri mancanti nell'Istituto Toniolo, indicando in particolare il prossimo Arcivescovo pro tempore di Milano e un Prelato suggerito dalla Santa Sede.

In previsione dell'avvicendamento indicato, questa Segreteria di Stato ha già informato il Prof. Flick, ottenendone il consenso. Non c'è bisogno che mi soffermi ad illustrare le caratteristiche etiche e professionali che raccomandano questa illustre Personalità, ex allievo dell'Università Cattolica del Sacro. Cuore, oggi nelle migliori condizioni per assumere la nuova responsabilità in quanto libero da altri incarichi. (...)

3 - IL CARTEGGIO RISERVATO DI TETTAMANZI AL PAPA
Dal "Fatto quotidiano" - Beatissimo Padre, sabato 26 marzo mattina per fax è arrivata alla mia attenzione, in qualità di Presidente dell'Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, una lettera "riservata - personale" del Segretario di Stato, che mi induce (...) a sottoporre direttamente alla Sua persona alcune spiacevoli considerazioni. La lettera in oggetto prende le mosse dalla mia nomina a Presidente dell'Istituto nel 2003, pochi mesi dopo il mio ingresso a Milano, sostituendo il Sen. Emilio Colombo, dimissionario non tanto a causa di modifiche statutarie, come affermato nello scritto, ma per più consistenti ragioni legate alla sua condotta personale e pubblica (...)

L'accenno a un originario ''biennio" di carica, anch'esso senza alcun riscontro, e a un tempo di governo prolungato è l'unico motivo che viene addotto per procedere immediatamente nella coazione al mio dimissionamento (...) Annoto a margine che il candidato (Giovanni Maria Flick Ndr), sul cui profilo gravano non poche perplessità, sorprendentemente è già stato avvisato della cosa da parte della Segreteria di Stato. Tutte queste sanzioni (...) sono direttamente ricondotte all'esplicito volere di Vostra Santità, cui lo scritto fa continuamente riferimento.

Ben conoscendo la mitezza di carattere e delicatezza di tratto di Vostra Santità e avendo serena coscienza di avere sempre agito per il bene dell'Istituto e della Santa Chiesa, con trasparenza e responsabilità e senza avere nulla da rimproverarmi, sorgono in me motivi di profonda perplessità rispetto all'ultima missiva ricevuta e a quanto viene attribuito direttamente alla Sua persona (...) Nell'ultimo anno l'Istituto Toniolo è stato oggetto di attacchi calunniosi, anche mediatici, a causa di presunte e non dimostrate inefficienze amministrative e gestionali, apostrofate con l'espressione di mala gestio. Nulla di tutto questo! (...) (...) Ma lascio a Lei di confermarmi con una Sua parola autentica.

 

LETTERA DI BERTONE A TETTAMANZILETTERA DI TETTAMANZI AL PAPATARCISIO BERTONETauranPAPA RATZINGER DIONIGI TETTAMANZI E TARCISIO BERTONE jpegCardinale TettamanziGIOVANNI MARIA FLICK DINO BOFFO VATICANO Gianfranco Ravasi GIOVAN BATTISTA RE EMILIO COLOMBO CAMILLO RUINI SUPERSTAR IL CARDINALE ANGELO BAGNASCO CARLO MARIA VIGANO jpeg

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