roberto cingolani giovanbattista fazzolari giorgia meloni

LA MONA LESA DI LEONARDO - L’ONDA ANOMALA DEL REFERENDUM È ARRIVATA FIN DENTRO LA PARTITA DELLE NOMINE DELLE SOCIETÀ PUBBLICHE. A FINIRE SULLA GRATICOLA È STATO L’AD DI LEONARDO, ROBERTO CINGOLANI, AZIENDA CHIAVE NEL SETTORE DELLA DIFESA - A SPINGERE PER IL DEFENESTRAMENTO DI CINGOLANI È IL SOTTOSEGRETARIO FAZZOLARI, CHE AVREBBE INDICATO COME POSSIBILE SOSTITUTO ALESSANDRO ERCOLANI, COUNTRY MANAGER DI RHEINMETALL ITALIA - ALLA LUCE DELLA INFERNALE SITUAZIONE GEOPOLITICA, CINGOLANI QUASI DI SICURO RESTERA' AL SUO POSTO...

Estratto dell’articolo di Stefano Iannaccone per “Domani”

 

guido crosetto e giorgia meloni alla camera foto lapresse

L’onda anomala del referendum è arrivata fin dentro la partita delle nomine delle società pubbliche. E sta aumentando le tensioni all’interno del governo con uno scontro di visioni tra Palazzo Chigi e i ministeri, in testa quello della Difesa.

 

Per mesi sembrava tutto chiuso: conferma in blocco per gli amministratori delegati delle principali società. La bocciatura della riforma della giustizia ha fatto saltare il tappo.

 

Ora Giorgia Meloni punta a fare tutto a modo proprio. A finire sulla graticola è stato l’ad di Leonardo, Roberto Cingolani, azienda chiave nel settore della difesa. Fino a poche settimane fa la sua posizione era salda, forte dei risultati ottenuti e del rapporto solido con la presidente del Consiglio, che lo preferì tre anni fa al candidato di Guido Crosetto, Lorenzo Mariani.

 

ROBERTO CINGOLANI - PIANO LEONARDO AL 2030

[…]  Cingolani è stato messo in discussione, cogliendo di sorpresa i mercati. E anche mezzo governo è rimasto altrettanto spiazzato. Su tutti il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che osserva con inevitabile interesse la questione-Leonardo, che lo riguarda molto da vicino trattandosi di un colosso del comparto.

 

Il cofondatore di Fratelli d’Italia non è intervenuto, ma sarebbe alquanto indispettito dalla vicenda. La gestione che ha portato al possibile cambio è stata finora burrascosa. Il motivo della possibile rottura non è chiaro. Troppo debole l’idea di prendersela con l’annuncio del Michelangelo Dome, lo scudo made in Italy, che sarebbe un fiore all’occhiello per i sovranisti.

 

giovanbattista fazzolari giorgia meloni

Tre anni fa Meloni aveva invece insistito per portare al timone di Leonardo l’ex ministro della Transizione ecologica del governo Draghi. Nel tempo Crosetto ha stabilito un buon rapporto con Cingolani […]

 

 

Da qui le perplessità emerse, che perché il ministro non sarebbe stato finora consultato dalla premier.  Gli indizi su chi stia alimentando lo spin anti Cingolani conducono certamente a Palazzo Chigi.

 

Uno dei nomi indicati come possibile sostituto è infatti Alessandro Ercolani, country manager di Rheinmetall Italia, branca italiana del colosso tedesco. Un profilo gradito al sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, consigliere principe di Meloni.

 

ALESSANDRO ERCOLANI

La candidatura non convincerebbe Crosetto, attento a valutare il curriculum. Il ministro suggerisce cautela alla luce della situazione geopolitica.

 

La soluzione più concreta per Leonardo potrebbe essere dunque quella di Pierroberto Folgiero, amministratore delegato di Fincantieri. In questo caso i titoli certamente non mancano.

 

Ma il trasferimento potrebbe aprire un altro dossier di non facile soluzione: individuare un’altra guida per una società, come Fincantieri, che sta avviando un preciso percorso industriale di rilancio.

 

[…]

guido crosetto giorgia meloni

 

Intanto, anche sul ruolo di presidente di Leonardo è scattato un alert: Stefano Cuzzilla, in uscita dalla presidenza di Trenitalia, era in dirittura d’arrivo, spinto dal leader di Forza Italia, Antonio Tajani. Le tensioni negli azzurri potrebbero rimescolare le carte: torna in auge anche Elisabetta Belloni.

 

Intorno a Enel, intanto, si diradano le nebbie. L’ad Flavio Cattaneo (che secondo rumors improbabili è stato accostato addirittura a Leonardo al posto di Cingolani; al suo posto qualcuno ipotizzava l’arrivo Stefano Donnarumma, ad di Fs, con Gianpiero Strisciuglio candidato a sua volta a ereditarne l’incarico) avrebbe avuto rassicurazioni dalla Lega sul rinnovo. […]

ROBERTO CINGOLANI - PIANO LEONARDO AL 2030FLAVIO CATTANEO - ATREJU - FOTO LAPRESSE PIERROBERTO FOLGIERO - ROBERTO CINGOLANI

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)