1. UNO SCHIAFFONE DOPO L’ALTRO, MATTEUCCIO SI RISVEGLIA DAL TORPORE E TORNA ROTTAMATORE: DA LETTA A SACCOMANNI, DAI FRANCHI TIRATORI A CIVATI, BASTONATE A TUTTI 2. SUI CONTI DEL DEBITO PUBBLICO TAROCCATI NON ARRETRA E SPUTTANA SACCO-DANNI: “C’È POCO DA DIRE: È STATO LUI AD AVVISARCI CHE LE COSE STAVANO IN UN CERTO MODO” 3. NEL MIRINO I LETTIANI (BOCCIA) PASSATI ALL’OPPOSIZIONE DURA: “VA BENE AVERE CONTRO I NEMICI, MA ORA MI ATTACCANO ANCHE QUELLI CHE PRIMA MI SOSTENEVANO” 4. MISSILE SU PIPPO CIVATI: “SURREALE CHE MI ATTACCHI PURE LUI SUI SOTTOSEGRETARI: HA FATTO LE PRIMARIE DA INDAGATO, ESATTAMENTE COME È ORA DE FILIPPO (LETTIANO)” 5. IL’ACCORDO COL CAV. SULLA LEGGE ELETTORALE TIENE E I FRANCHI TIRATORI DELLA CAMERA NON BASTANO PER IMPALLINARLA: AL SENATO INVECE SI VOTERÀ CON VOTO PALESE 6. IN RETE DEFLAGRA LA “PRESA PER IL CULTO”: DOPO “IL MIO PAPA”, “IL MIO MATTEO”

1. PAPA MATTEO
Da ‘Libero Quotidiano'

Ieri i giornali davano notizia dell'uscita in edicola di un nuovo periodico, ‘'il mio Papa'', interamente dedicato al Pontefice con il resoconto dettagliato delle sue giornate e dei suoi discorsi. E subito in internet ha iniziato a circolare la prima pagina di una fantomatica pubblicazione, Il mio Matteo, che prometteva di svelare segreti e virtù del neo-premier.

Perciò, ci affrettiamo ad avvertire Renzi che si tratta di un falso: conoscendo la sua cura per l'autocelebrazione, non vorremmo che perdesse tempo a cercarlo in edicola. O a contattarlo per fornire notizie esclusive.


2. RIDICOLO CHI MI ATTACCA
Federico Geremicca per ‘La Stampa'

Cosa dice, scusi, Presidente? «Che Angela Merkel m'aveva avvisato... E oggi che l'ho rivista, gliel'ho detto: cara Cancelliera, aveva ragione lei».

La voce di Matteo Renzi gracchia al telefono mentre il presidente del Consiglio è in viaggio tra Bruxelles e Roma. Prima del vertice con i capi di Stato e di governo europei - il primo della sua carriera - s'era intrattenuto per qualche minuto con Angela Merkel: e ora rivela, appunto, di averle dato ragione. «Sì, me l'aveva detto la prima volta che ci incontrammo: "Guardi che Mario Gomez è un fuoriclasse ma fragilino, si infortuna spesso". Aveva ragione: del resto, la Cancelliera di calcio se ne intende...».

E rieccolo, allora, Matteo Renzi: irriverente e ironico come fosse ancora quello di prima, cioè nel fuoco di una qualche elezione primaria e non nel bel mezzo di un mucchio di impegni e di guai. La legge elettorale patteggiata con Silvio Berlusconi, infatti, annaspa alla Camera; i provvedimenti-choc per il rilancio dell'economia fluttuano da un Consiglio dei ministri all'altro; e un certo scetticismo cresce, anche se lui fa mostra di non dare alcun peso a tutto ciò.

«Tra la gente va bene - annota Renzi -. La fiducia in me e nel governo cresce, e io credo che conti questo, per adesso. Dopodiché, se vuol saperlo, certe cose non finiranno di sorprendermi mai...». In verità, non è l'unico ad esser sorpreso da alcune cose accadute dopo il suo avvento a Palazzo Chigi. Sorpresissimi, per esempio, sono stati gli apparati delegati alla sua sicurezza, visto che hanno dovuto ingaggiare un vero e proprio braccio di ferro col neo-premier intorno al tema «io la mattina, fossero anche alle 6, ma devo correre per tenermi in allenamento». Non se ne può nemmeno parlare, naturalmente: ma non è stato semplice convincerlo. La mediazione raggiunta ipotizza la ricerca di una palestra nei dintorni di Palazzo Chigi: ma dire che questa alternativa abbia fatto fare salti di gioia al premier, sarebbe dire una bugia.

Comunque sia, dicevamo, Matteo Renzi si dichiara sorpreso. E quando gli si chiede da cosa o da chi, ecco che toglie il freno a mano e torna a parlare a modo suo: «Avevo dei nemici che mi attaccavano, ma lo sapevo e lo tenevo nel conto - si lamenta -. Ma ora mi attaccano anche quelli che prima mi sostenevano: e onestamente non capisco sulla base di che, visto che non abbiamo ancora nemmeno cominciato. La squadra di governo tiene e mi pare buona. La Boschi regge in una postazione delicata e anche la Mogherini, attaccata da più parti, sta guadagnando la stima dei suoi colleghi europei. Quindi, di che parliamo? Per cosa mi criticano? Se è per la storia dei sottosegretari o per i cori dei ragazzi di Siracusa o addirittura per il fatto che abbiamo denunciato che la situazione economica trovata non è quella che diceva Letta, allora davvero non capisco e mi arrabbio».

E come promesso si arrabbia: e di conseguenza si sfoga. «Sui conti c'è poco da dire: è stato addirittura Saccomanni ad avvisarci che le cose stavano in un certo modo... Dunque non capisco né gli attacchi né le ironie. Sui sottosegretari, poi, sono disposto a discutere con chiunque. Dovrei buttare fuori dal governo De Filippo per delle spese in francobolli? Qui si pone davvero un problema di civiltà... Mi pare surreale. E più surreale ancora, mi permetta di dirlo, è che al coro si sia aggiunto Pippo Civati, che ha fatto le primarie contro di me precisamente nella condizione di indagato in cui sono De Filippo e alcuni altri».

Se c'è da combattere, Matteo Renzi - come al solito - non si tira indietro: e come al solito, non fa sconti a nessuno. Si pigli la vicenda di Siracusa, e le ironie e le polemiche per la canzoncina dedicatagli dagli alunni della scuola «Raiti». Il premier è furioso sul serio: «C'è qualcuno che pensa che abbia chiesto io ai dirigenti della scuola di far cantare quelle strofe? Oppure che avessi dovuto fermarli e rimproverarli? È una polemica letteralmente ridicola, idiota. E dovrebbe far riflettere, piuttosto, la reazione stizzita di Beppe Grillo. Io che vado nelle scuole - e non a Roma o a Milano, ma a Treviso e Siracusa - smonto il paradigma accusatorio che ha fatto le fortune del leader 5 Stelle: e cioè, la casta che se ne sta rinchiusa nel Palazzo mentre lui sta in mezzo alla gente. Ma invece di riflettere su questo, si montano polveroni e polemiche inutili contro di me».

Non gli si può dire «caro presidente, chi la fa l'aspetti» perché la linea telefonica è tanto disturbata da render quasi impossibile dialogare. Ma è proprio così: arrivato al governo avendo attaccato tutto e tutti, e dopo aver spianato qualunque ostacolo incontrato sulla strada tra Palazzo Vecchio e Palazzo Chigi, Matteo Renzi non può certo attendersi che vi sia qualcuno disposto a porgere l'altra guancia. Fa mostra, però, di sorpresa e non di preoccupazione: «Le cose vanno bene - dice -. Nessun imprevisto in queste due prime settimane; sta andando né meglio né peggio di come m'aspettavo. Va come prevedevo, insomma, e col Consiglio dei ministri di mercoledì comincerete a vedere i risultati».

Sarà, naturalmente, come dice lui: per ora, intanto, quel che si vede non è che sia proprio un gran film. Si pensi al percorso di guerra in cui è entrata la riforma della legge elettorale. Ma Renzi - cocciuto - dice che le cose non stanno così: «Alla Camera abbiamo avuto molti voti su questioni difficili, come le soglie: e sono andati bene perché la maggioranza ha tenuto. Poi, certo, ci sono stati un po' di franchi tiratori, ma non devo esser io a spiegare che il Parlamento funziona così...

Vedo che c'è molta discussione, e lo capisco, sul fatto che la legge elettorale varrà solo per la Camera e non per il Senato: ma stamane (ieri per chi legge, ndr) ho riunito la segreteria del Pd e mi hanno ricordato che già in una riunione con i gruppi parlamentari, a dicembre, avvertii che si sarebbe potuta creare una situazione così... Insomma, non sono preoccupato: avevo promesso una nuova legge elettorale in tempi veloci e così sarà».

Tutto bene, insomma, dalle parti di Matteo Renzi: se si esclude un certo, crescente fastidio per le critiche che gli piovono addosso. Ma piuttosto che preoccuparsi di quelle, il più giovane premier della storia repubblicana - che andrebbe forse accompagnato da maggior speranza e un po' più d'ottimismo - farebbe bene a temere l'epitaffio che molti già vorrebbero scrivere per lui e per il suo governo: un fallimento di grande successo. Che, in fondo, potrebbe essere una sintesi niente male...

 

 

RIVISTA PARODIA - IL MIO MATTEORENZI NELLA SCUOLA ELEMENTARE A SIRACUSA RENZI NELLA SCUOLA ELEMENTARE A SIRACUSA LA MANO DI RENZI SULLA SCHIENA DI MARIA ELENA BOSCHIMATTEO RENZIRENZI E LETTAVIGNETTA BENNY DA LIBERO RENZI SFILA IL PORTAFOGLIO SACCOMANNI E LETTA MATTEO RENZI E DENIS VERDINI LETTA, ALFANO, SACCOMANNI

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…