SCAZZO RENZI-BINDI: “LEGGI LO STATUTO DEL PD, NON PUOI RICANDIDARTI” - SCILIPOTI MINISTRO DELL'ECONOMIA: "SCRIVERÒ A TREMONTI, SERVE UN CONDONO FISCALE E UNO EDILIZIO" - BONANNI E ICHINO GETTANO ACQUA SUL FUOCO SULL’ART.8 - PER FORMIGONI LA MANOVRA È “SOCIALISMO REALE” - MARONI STOPPA ALFANO SU BERLUSCONI PREMIER NEL 2013 - BRUNETTA E IL DEBITO: “CHIEDETE A POMICINO” - MOUSSA, DALLA PRIMAVERA ARABA A CERNOBBIO…


1. SCILIPOTI, SCRIVERO' A TREMONTI SERVE SUBITO CONDONO...
(ANSA)
- Il deputato Domenico Scilipoti, segretario del Movimento di Responsabilità Nazionale, rende noto di voler scrivere una lettera aperta al ministro dell'Economia Giulio Tremonti per chiedere che vengano previsti due condoni nella manovra.

Visto che molto probabilmente la manovra arriverà "alla Camera già blindata e pronta per il voto di fiducia, ritengo - afferma Scilipoti - che la mia unica possibilità, al momento, sia scrivere una lettera pubblica" a Tremonti "contenente i nostri suggerimenti, da inviare lunedì, nelle quale esporre le nostre proposte relative a un condono fiscale e un condono edilizio con riforme strutturali per la riscossione dei crediti del fisco".

"Sono condoni destinati a sanare illeciti non gravi - prosegue - se Tremonti, una volta recepiti, li riterrà utili, potrà utilizzarli senza mettere le mani nelle tasche degli italiani".

2. BONANNI, SU ART.8 SI FA TROPPO ALLARMISMO...
(ANSA)
- "Quale sindacato dà il proprio assenso ad un piano di licenziamenti? Si fa troppo allarmismo. Non è la libera facoltà di licenziamento che viene sottoposta alla ratifica dei sindacati. Ci mancherebbe altro". Lo dice Raffaele Bonanni, segretario della Cisl, intervistato da La Stampa sulla norma relativa alla 'facilita' di licenziamentò contenuta nella manovra. "Noi non l'abbiamo chiesta - aggiunge però Bonanni - e francamente, mi sembra anche abbastanza inopportuno che si sia entrati in questa materia, facendo balenare la possibilità di licenziamenti indiscriminati".

Posso dire - spiega il sindacalista - che "il testo emendato è migliore di quello originario": ora anche gli accordi aziendali, su cui c'erano delle incertezze, devono "prevedere la vidimazione da parte dei grandi sindacati nazionali". In ogni caso - prosegue Bonanni - da sindacalista "non firmo accordi per mandare la gente al macero". Però "di fronte a casi eccezionali, al mangiare la minestra o saltare dalla finestra, io scelgo la minestra, così almeno qualcuno ce l'ha". In quei casi "si possono trovare accordi che prevedano anche una riduzione del personale, Fatti salvi i diritti costituzionali". La vicenda di Pomigliano - chiude Bonanni - "ha fatto scuola".

3. ICHINO, ART.8 MIGLIORATO MA RESTANO PROBLEMI...
(ANSA)
- "Ora la norma definisce in maniera più chiara i requisiti che deve avere il contratto collettivo aziendale per poter derogare addirittura alla legge vigente" ed esclude le materie coperte da garanzie costituzionali". Questo il giudizio di Pietro Ichino, giusvalorista e senatore del Pd - intervistato da Il Messaggero - sull'articolo 8 contenuto nella manovra, che però è ancora con dei "problemi da risolvere".

Infatti - in un passaggio su La Stampa - Ichino afferma che a rischiare sono "i dipendenti delle imprese più piccole": perché per gli "iper-protetti" delle aziende medio-grandi "non cambierà nulla", mentre per "i poco o per nulla protetti delle imprese piccole" rischieranno di "perdere anche il poco che hanno".

E sempre sul giornale di Torino, sulle proteste intorno alla norma rileva che non si tratta di "attentato alla Costituzione, ma di scelta sbagliata, fatta contro la Cgil". In effetti - riprende il giurista del lavoro, questa volta dal quotidiano della Capitale - "il contenuto" dell'accordo interconfederale del 28 giugno "viene totalmente ignorato". Il ministro del Lavoro - conclude Ichino - ha già ottenuto il suo scopo principale: quello di far saltare l'accordo tra Cisl, Uil e Cgil".

4. QUAGLIARIELLO,NO FIDUCIA SE OPPOSIZIONE RESPONSABILE...
(ANSA)
- "La situazione della crisi economica in Europa resta critica, ma l'Italia ha dato una grande prova di responsabilità grazie alla maggioranza chiudendo rapidamente in commissione al Senato la manovra con i saldi migliorati". Lo dice il vicepresidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, conversando con i giornalisti a palazzo Madama. "Se l'opposizione sarà responsabile, noi ci impegniamo a fare ancora più in fretta in Aula senza presentare emendamenti e senza porre la fiducia" assicura Quagliariello.

5. FORMIGONI, E' DA SOCIALISMO REALE, COSI'E' DISASTRO...
(ANSA)
- "Si sono messe in atto tutte le tassazioni e le odiosità peggiori che fanno parte di un regime da socialismo reale o da socialismo anni Duemila". Così il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, intervenuto a Radio 24, parla della manovra.

"E' una manovra che mette le mani delle tasche dei cittadini, soprattutto quelli più deboli - aggiunge -. Tagliare i treni dei pendolari vuol dire accanirsi sui ceti più deboli, popolari, che lavorano, sugli studenti, su tanti elettori del Pdl. Quando abbiamo parlato con Berlusconi, e lo faremo anche oggi, l'abbiamo sentito molto sensibile a questo argomento. E' risaputo che Berlusconi non approvi l'impostazione di questa manovra e stia cercando di cambiarla. Io sono orgogliosamente del Pdl ed è per questo che faccio presente come la manovra, se non cambiasse, sarebbe disastrosa dal punto di vista politico per noi".

6. FERRERO, TRICHET MENTE CONSAPEVOLMENTE...
(ANSA)
- "Il presidente della Banca centrale europea Trichet mente sapendo di mentire: la speculazione è il frutto delle politiche della BCE e della UE, non del mancato pareggio di bilancio. Infatti ogni paese che taglia la spesa sociale vede peggiorare la propria situazione: a partire dalla Grecia per arrivare all'Italia". Lo afferma il segretario del Prc Paolo Ferrero. "Trichet - sostiene - in realtà difende i suoi azionisti, cioé le banche private europee che stanno speculando contro gli stati europei.

Per bloccare la speculazione servono tre misure: occorre bloccare per legge la vendita allo scoperto dei titoli degli stati, occorre tassare le transazioni speculative di capitale e occorre obbligare la BCE ad acquistare direttamente i Titoli di stato europei, così come fanno tutte le altri Banche Centrali del Mondo. Senza queste misure la speculazione continuerà ad essere pagata dai lavoratori e dai pensionati".

7. CANDIDATO PREMIER, MARONI FRENA ALFANO...
Pa. Pic. per il "Corriere della Sera"
- Roberto Maroni avvistato in compagnia di Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc. Il buonumore (si fa per dire, con l'aria che tirava a Cernobbio) dipende anche dal fatto che il ministro dell'Interno ha capito di esser stato l'unico a passare l'esame dell'establishment economico, conquistato con numeri e fatti snocciolati in scioltezza nel suo intervento a porte chiuse e con una battuta in sapiente stile leghista: «Dicono che strizziamo l'occhio alla criminalità organizzata?

Io dico che gli strizziamo qualcosa d'altro!». Sulla terrazza a lago Maroni incontra la stampa americana che resta assai sorpresa del suo inglese fluente, caso raro tra i ministri della Repubblica. Ma il colpo gobbo se lo riserva alla fine, quando richiesto di un commento sulla candidatura di Berlusconi nel 2013 replica: «Non lo so, per ora mi occupo di cosa succederà nei prossimi sei mesi».

8. BRUNETTA E IL DEBITO: «CHIEDETE A POMICINO»...
Pa. Pic. per il "Corriere della Sera"
- La colpa della crescita del debito pubblico, che in Italia viaggia sulla cifra record di circa 1.900 miliardi di euro e che costa ogni anno circa 70 miliardi di interessi? Certamente la stagione della spesa pubblica folle nata a cavallo degli anni Settanta e Ottanta. Chiedete anche all'ex ministro del Bilancio, Paolo Cirino Pomicino: così, tra il serio e la provocazione, ha detto ieri al workshop Ambrosetti di Cernobbio il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta. Si attendono repliche.

9. RENZI-BINDI, NUOVA LITE SULLO STATUTO PD...
Dal "Corriere della Sera" -
«Se Rosy Bindi ha avuto il tempo di rileggere lo statuto del Pd non può non aver visto che c'è una norma che impedisce di candidarsi per più di tre legislature. Lei è alla sesta». Così Matteo Renzi, in un'intervista alla Nazione, replica alla presidente del Pd che venerdì aveva sottolineato che se il sindaco di Firenze intende candidarsi alle primarie «deve prima dimettersi dal Pd», perché, in base allo statuto, «il candidato è il segretario». La Bindi ha poi controreplicato: «La regola che fissa a tre i mandati per il Parlamento prevede anche le deroghe. E io sono orgogliosa di averla ottenuta».

10. MOUSSA PORTA A COMO LA PRIMAVERA ARABA...
Pa. Pic. per il "Corriere della Sera"
- Arriva anche a Cernobbio l'aria della «primavera araba». Se ne parla dentro il salone di Villa d'Este con il ministro degli Esteri, Franco Frattini. E fuori, sulla splendida terrazza sul Lago di Como, tra un workshop e l'altro, con lo sguardo rivolto al leader della Lega Araba, Amr Moussa, candidato favorito alle prossime elezioni presidenziali in Egitto, accompagnato dalla moglie e da un discreto numero di guardie del corpo. Moussa è una presenza fissa a Cernobbio.

Ma quest'anno è diverso. Se sarà eletto cambierà totalmente la linea politica su Israele, ha già promesso. E c'è chi cercava di capire se, lontano da occhi indiscreti, vista la presenza a Villa d'Este di Shimon Peres, il presidente «in pectore» dell'Egitto e quello in carica a Tel Aviv abbiano avuto modo di parlarne.

 

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