CULONA NON DIMENTICA - SE IL BANANA SPERA DI RIACCREDITARSI IN EUROPA CON UN’INTERVISTONA ALLA “BILD”, CI PENSA LA MERKEL A RIMETTERLO IN RIGA SMENTENDO LE CIANCIE IMMAGINARIE DELLA SERIE “ABBIAMO BUONI RAPPORTI” - IL PORTAVOCE DEL GOVERNO TEDESCO PRECISA, TOSTO: “NON HANNO PIÙ AVUTO CONTATTI DA QUANDO NON È PIÙ PREMIER, QUINDI NON POSSO PARLARE ATTUALMENTE DI UN RAPPORTO CORDIALE”…

1 - BERLUSCONI:PORTAVOCE MERKEL, NESSUN CONTATTO RECENTE...
(ANSA) - Silvio Berlusconi e Angela Merkel "non hanno più avuto contatti da quando non è più premier, quindi non posso parlare attualmente di un rapporto cordiale". Lo ha detto il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert aggiungendo che quando hanno lavorato insieme c'é stata "una buona collaborazione italo-tedesca". Il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert ha risposto alla domanda di un giornalista sulle affermazioni dell'ex premier italiano sul rapporto, oggi, con la cancelliera Merkel.

2 - BERLUSCONI ATTACCA LA MERKEL E ANNUNCIA IL CAMBIO DI NOME: "ADDIO PDL, TORNA FORZA ITALIA"
Alessandro Alviani per "la Stampa"

Silvio Berlusconi torna a dare un'intervista a un giornale internazionale. E per farlo sceglie il quotidiano più letto d'Europa, la Bild, la corazzata del gruppo Springer che ha un ruolo chiave per influenzare il dibattito pubblico in Germania. Nel testo, pubblicato oggi in apertura della sezione politica del giornale e intitolato «Non vogliamo un'Europa più tedesca», l'ex premier annuncia che tornerà presto al nome «Forza Italia», esclude un addio all'euro, si definisce «il primo leader occidentale che ha riconosciuto il pericolo della crisi finanziaria» e attacca l'«eccessiva» politica di risparmi seguita da Angela Merkel - anche se giura di avere con lei un rapporto «molto cordiale».

«Mi chiedono spesso e molto insistentemente» di ricandidarmi a presidente del Consiglio, esordisce Berlusconi. «Posso solo dire che non pianterei mai in asso il mio Popolo della Libertà. Tra l'altro torneremo presto al vecchio nome del partito: Forza Italia».

Berlusconi nega di non poter vivere senza il potere politico: «Non ho né un trauma, né ho ceduto il potere, in quanto il premier in Italia non lo possiede affatto: in base alla Costituzione non può neanche sostituire un ministro. Il potere ce l'avevo prima del 1994, quando facevo solo televisione», ricorda.

Al giornalista Albert Link, che gli chiede cosa Mario Monti sia riuscito a fare meglio di lui, l'ex presidente del Consiglio risponde che la forza del suo successore sta nel fatto che «può contare sull'appoggio più ampio che un premier abbia mai avuto. Questo è il motivo che mi ha spinto a tornare: volevo rendere possibili riforme, anche di tipo costituzionale». Io, continua Berlusconi, «sono stato il primo leader occidentale a riconoscere il pericolo della crisi finanziaria e ad avviare riforme». Se l'Italia riporta sotto controllo i suoi conti pubblici «lo si deve in gran parte al mio governo», rivendica.

Rispondendo a una domanda sulle «gelide» reazioni tra Italia e Germania Berlusconi nega poi che Merkel venga percepita in Italia solo negativamente, come un leader controverso. «Critichiamo solo una politica di austerity eccessivamente rigida, che frena la crescita. Desideriamo una Germania più europea e non un'Europa più tedesca», nota. «Desideriamo da Berlino una politica europea lungimirante, solidale e aperta». Al momento, si legge su un passaggio anticipato ma non pubblicato sull'edizione cartacea, si sente «un certo predominio tedesco in Europa».

Berlusconi nega poi che il suo rapporto con Frau Merkel sia ormai compromesso. Anzi, quello con la cancelliera è un rapporto «molto cordiale, apprezzo la sua apertura, la sua serietà, la sua competenza e il suo impegno». Quanto alle sue ultime uscite sull'euro, l'ex premier ricorda che con l'introduzione della moneta unica il bilancio economico della Germania è migliorato, quello dell'Italia è peggiorato. «Ma ciononostante un ritorno alle valute nazionali mi sembra improbabile. Ciò significherebbe l'insuccesso del progetto storico di un'Europa unita, cosa che nessuno vuole».

In un'anticipazione di una parte dell'intervista non pubblicata sull'edizione nazionale cartacea ma solo sulla versione online della Bild, Berlusconi si sofferma anche sul caso Ruby e definisce il processo in corso «una campagna di diffamazione della nostra giustizia in parte di sinistra». Le ragazze sono state messe in relazione alla prostituzione, mentre hanno soltanto ballato «come in qualsiasi altra discoteca del mondo». Tutte le accuse si risolveranno nel nulla, come anche negli altri processi condotti contro di me: «Sono stati oltre 50 e ho speso oltre 428 milioni di euro in avvocati e assistenza legale. Non credo che nessun altro abbia resistito a tanti attacchi oltre a me».

 

 

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