SE MARINE APPOGGIA SARKÒ, SARÀ HOLLANDE A LASCIARCI LE PEN? - IL NANOLEONE RECUPERA UN ALTRO PUNTO NEI SONDAGGI: 47% A 53% - IL PRESIDENTE VUOLE ROVINARE IL 1° MAGGIO A SOCIALISTI E SINDACATI: MEGA-RADUNO SOTTO LA TORRE EIFFEL - LA FASCIOCANDIDATA MARCERÀ IN ONORE DI GIOVANNA D’ARCO, POI DECIDERÀ CHI SOSTENERE - SOLDI DA GHEDDAFI: “FALSO GROSSOLANO”. HOLLANDE: SULLA FACCENDA DECIDERÀ LA GIUSTIZIA - IL BACIO DELLA MORTE A NICOLAS L’HA DATO L’ “ECONOMIST”…

1 - FRANCIA 2012: SI RIDUCE LO SCARTO, HOLLANDE 53%, SARKOZY 47%
(ANSA) - A sei giorni dal secondo turno delle presidenziali francesi, si riduce lo scarto fra i due sfidanti, che finora ha oscillato fra i 10 e gli 8 punti, sempre a favore del socialista Francois Hollande: secondo un sondaggio Ipsos diffuso questa mattina, Nicolas Sarkozy recupera un punto e sale al 47%, Hollande ne perde uno e scivola al 53%. Il 22% delle persone interrogate e sicure di andare a votare non hanno espresso intenzioni di voto.

Quanto alla suddivisione dei voti dei candidati usciti al primo turno, il 34 di chi ha votato per il centrista Francois Bayrou afferma di voler votare Hollande, il 40% Sarkozy. Fra gli elettori di Marine Le Pen, candidata dell'estrema destra del Fronte nazionale, il 14% voterà Hollande, il 54% Sarkozy. Nell'elettorato di Jean-Luc Melenchon (Fronte de gauche), il 3% esprimerà la preferenza per Sarkozy, l'80% per Hollande.

2 - SARKOZY DENUNCERA' MEDIAPART SU SOLDI GHEDDAFI
(ANSA) - Il presidente francese, Nicolas Sarkozy, ha annunciato stamattina alla tv France 2 che denuncerà il sito on line Mediapart per aver pubblicato un documento che ha definito "falso grossolano" sul presunto finanziamento libico della sua campagna presidenziali del 2007. "Presenteremo denuncia contro Mediapart - ha detto Sarkozy - questo documento è un falso grossolano, le due persone in Libia che avrebbero dovuto aver inviato e aver ricevuto questo documento hanno smentito".

3 - SOLDI LIBICI; HOLLANDE, GIUSTIZIA DECIDERA'
(ANSA) - Il candidato socialista all'Eliseo, Francois Hollande, ha affermato stamane che "spetta alla giustizia occuparsi" del documento pubblicato dal sito on line Mediapart e presentato come la prova di un finanziamento libico della campagna presidenziale di Nicolas Sarkozy nel 2007. "Spetta alla giustizia occuparsene - ha dichiarato Hollande ai microfoni di Europe 1 - se è un falso, il sito sarà condannato, se non è un falso, allora ci saranno da dare spiegazioni".

Il candidato socialista ha negato qualsiasi legame fra lui e questo sito, che il primo ministro Francois Fillon ha definito ieri "laboratorio finanziato dai ricchi amici" di Hollande. "Si tratta di un sito di inchieste, informazioni - ha detto il socialista - a volte è successo che abbia accusato personalità di sinistra. Non vedo come potrebbe essere stabilita una relazione, una confusione fra i socialisti e questo sito di informazione, che, ricordo, è composto da noti giornalisti".

4 - IL BACIO DELLA MORTE DELL'«ECONOMIST»...
Da "il Giornale" - Un buon presagio per l'avvento di Hollande all'Eliseo è la copertina dell' Economist contro di lui dal titolo: «Pericoloso per l'Europa e per la zona Euro». Lui, Hollande, finge risentimento. Ma sotto sotto c'è chi giura che stia esultando. L' Economist è quel giornale che attaccò Berlusconi sperando in Prodi e Veltroni e lo stesso che puntò su Giscard d'Estaing contro Mitterrand: nel peggiore dei casi non capisce nulla di politica estera, nel migliore mena solo sfiga.


5 - HOLLANDE E SARKOZY IN GUERRA PER PRIMO MAGGIO E LE PEN...
Francesco De Remigis per "il Giornale"

Festa del lavoro o festa della politica? Il primo maggio francese, a sei giorni dal secondo turno presidenziale, si tinge di colori e vessilli di partito. Non solo di rosso. La decisione di Marine Le Pen di appoggiare o no Sarkozy, prevista per domani, indicherà forse in anticipo il nuovo inquilino dell'Eliseo.

«Voglio ascoltare cosa ha da dire il presidente uscente, prima di decidere», ha spiegato la leader del Front National. Per lei, c'è la consueta marcia in onore di Giovanna D'Arco in programma il 1˚ maggio a Parigi. E, più che un comizio, ci si aspetta un'indicazione di voto.

Il suo 17,9 per cento registrato il 22 aprile alle urne attende impaziente. Come pure i principali partiti, Ps e Ump. L'elettorato frontista è infatti ancora diviso: il 20% è pronto a votare Hollande, il 45% sarebbe orientato sul presidente uscente. Nicolas Sarkozy è in recupero: due punti in una settimana lo hanno portato al 46%. Mentre François Hollande, al 54, ieri galvanizzava i ventiduemila sostenitori nel suo comizio parigino, a Bercy, anche grazie al carisma di Najat Vallaud-Belkacem, la 34enne rivelazione di questa campagna. Sua portavoce e nuova Ma­rianne socialista.

L'obiettivo dei due sfidanti è di promuovere una diversa commemorazione in onore dei lavoratori. Dicono entrambi: per unire i francesi attorno a questo grande tema. Ma Sarkò è già riuscito nel suo intento: rimettere il lavoro al centro del dibattito. E sfruttarlo, per colmare il gap che lo divide dal socialista, rilanciando la questio­ne dell'assistenzialismo come materia da ripensare.

Il candidato della destra, parlando di «vero lavoro», espressione prima ricalibrata e poi smentita in diretta tv, voleva suscitare polemiche utili alla campagna. Ci è riuscito al punto che anche Hollande, ieri, accusava Sarkozy di pregiudizi: «Io parlo a tutti gli elettori, non faccio distinzioni come chi accusa i poveri di essere degli assistiti». Si annunciano dunque numeri da record per il raduno Ump domani ai piedi della Tour Eiffel, simbolo della Francia nel mondo, scelto da Sarkò per ribadire il suo progetto-slogan. Quello di una «Francia forte». Una festa del lavoro «di tutti i francesi», per rimarcare l'importanza di essere uniti attorno al tema.

L'iniziativa ha scatenato le ire di alcuni sindacati, che il 1˚ maggio avevano già programmato di scendere in piazza per denunciare le politiche di austerità «imposte» dall'Ue: «I dipendenti non devono pagare con i loro stipendi i costi di una crisi di cui non sono responsabili».

Più o meno le parole pronunciate da Hollande nei comizi contro il ridimensionamento dei salari. Sarkozy, giocando sul fatto di essere sì candidato, ma ancora presidente della Repubblica, ha invece messo in piedi un raduno aperto a tutti (ben orchestrato e promosso dal suo partito): «Perché i socialisti non hanno il monopolio sul 1˚ maggio- attacca- Hollande sfilerà dietro le bandiere rosse del CGT».

Il secondo obiettivo di questi ultimi giorni è di abbracciare quanti più moderati possibile. Per vincere Sarkozy ha bisogno anche di una parte dei voti di François Bayrou (9,1% spacchettato fra astensionisti, pro e contro Sarkò). Anche il centrista non ha sciolto la riserva. Attenderà il faccia a faccia tv fra i due candidati.

L'unico previsto, il 2 maggio, dopo il rifiuto di Hollande di dibattere in tre step con l'avversario, in radio e su piccolo schermo. Gli indecisi sono circa il 28 per cento. Tirati per la giacchetta da una parte e dall'altra. Anche ieri la parola più usata dagli sfidanti - Sarkozy parlava a Tolosa - è stata «rassembler». Ma unire demonizzando l'avversario, come stanno facendo Hollande e Sarkozy, spiega un dirigente centrista, invoglia all'astensione.

 

HOLLANDE SARKO STRETTA DI MANO TRA SARKOZY E HOLLANDE marine le pen GHEDDAFI IN TVfrancois bayrou lapMélenchonMélenchon

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