UNA LEGGE ELETTORALE SANGUE E ARENA - SE RENZI TROVA L’ACCORDO CON IL BANANA SUL MODELLO SPAGNOLO, ALFANO FA SALTARE IL GOVERNO (E UNA PARTE DEL PD VOTA CONTRO)

Amedeo La Mattina per ‘La Stampa'

La partita di poker che sta giocando Renzi ha una carta coperta. Una carta che ha messo sul tavolo di Berlusconi (i due dovrebbero vedersi domani o dopodomani). Si tratta di uno scambio tra una riforma elettorale sul modello spagnolo, che piace tanto a entrambi, e l'abolizione del Senato. Il sindaco di Firenze ha bisogno dei voti di Forza Italia per far superare il bicameralismo perfetto con i due terzi, evitando così il referendum e assicurandosi il ritorno alle urne nel 2015.

Va da sé che, informato della proposta da Verdini, Berlusconi abbia risposto «e che problema c'è». Il Cavaliere venderebbe l'anima al diavolo pur di far cadere il governo e andare ad elezioni anticipate a maggio insieme alle europee. Incasserebbe lo spagnolo, che avrebbe come conseguenza l'uscita dalla maggioranza da parte del Nuovo Centrodestra. Poi l'abolizione del Senato Renzi la vedrebbe con il cannocchiale: i senatori non fanno i capponi infilandosi da soli nel forno. Ma Renzi è così ingenuo da credere nella possibilità di realizzare quella che i suoi avversari e nemici, dentro e fuori il Pd, bollano come «una proposta indecente»?

È improbabile che il sindaco lo sia e allora il sospetto degli altri giocatori di poker è che creda di poter raggiungere l'accordo e poi giustificare l'abbraccio con il «Condannato» di Arcore agli occhi dei suoi elettori e del Pd. «Vedete - potrebbe dire - ho portato a casa la riforma elettorale e la cancellazione del Senato che taglia i costi della politica».

Di tutto questo Renzi non ha parlato con Alfano nell'incontro di ieri all'hotel Bernini. Un incontro freddo, senza esito. Il sindaco ha insistito sul modello spagnolo. «Non capisco perché sei contrario, perché temi di finire schiacciato dai grandi partiti. Non hai sempre detto che tornerai ad allearti con il Cavaliere? Fai l'accordo con Forza Italia ed eleggi i tuoi parlamentari».

Da quell'orecchio Angelino non ci sente: a Palazzo Grazioli dovrebbe tornarci con il cappello in mano. Il leader di Ncd è stato chiaro: «Se fai l'accordo con Berlusconi sullo spagnolo sappi che noi usciamo dal governo e tu te ne assumi tutta la responsabilità. Poi voglio vedere come riuscirai a far passare la legge elettorale e la riforma costituzionale».

Secondo Alfano, Renzi ha in mano una pistola scarica. Una parte del Pd e dei gruppi minori (Enrico Costa, capogruppo di Ncd, li ha sentiti tutti) non voterebbero la riforma ispanica. C'è un altro fattore che fa credere ad Alfano di avere il coltello dalla parte del manico: se cade il governo e si va alle urne, si vota con il sistema proporzionale che deriva dalla sentenza della Consulta.

Matteo si infilerebbe in un tunnel, senza un governo e con il capo dello Stato che magari si dimetterebbe. Berlusconi invece pensa che Napolitano non si dimetterebbe e che in poche settimane si potrebbe approvare lo spagnolo. Ma il Cavaliere ha più di un dubbio: Renzi reggerà l'intesa di massima sul sistema ispanico o si fa risucchiare dal suo partito e dal Quirinale?

Già, quel pezzo di Pd che di accordi con il «Condannato» non vuole sentire parlare. Viene posto al segretario pure il problema di dove incontrare il diavolo Silvio. Ma l'incontro si avvicina. «L'obiettivo - dice il sindaco - è di trovare una legge elettorale che vada bene a tutti, o almeno a quante più persone possibili. Non è giusto che la legge elettorale se la scriva la maggioranza. Ma come si fa a contestare chi discute delle regole anche con Forza Italia?

Chi è contrario, con Berlusconi ci ha fatto il governo. Io mi ricordo che quando Fi faceva le leggi elettorali con Berlusconi Presidente del Consiglio, i partiti di allora, con Fassino segretario e Franceschini capogruppo, andavano in aula a dire: "Che vergogna, fate la legge elettorale senza di noi!"», ricorda Renzi, che manda D'Alimonte, politologo esperto di sistemi elettorali, da Verdini nella sede di Fi. Si prepara il terreno per l'incontro con l'ex premier. «Se ci vediamo con Berlusconi è per provare a chiudere», dice il sindaco.

 

 

bruno vespa tra renzi e berlusconi RENZI E BERLUSCONIBERLUSCONI VERDINI ALFANO INAUGURAZIONE SEDE FORZA ITALIA FOTO LAPRESS alfano napolitano ROBERTO DALIMONTE

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