renzi berlusconi

UN PARTITO "DEM"-ENZIALE - SE ZINGARETTI VINCE LE PRIMARIE E APRE AL M5S, L’ADDIO DI RENZI AL PD SARÀ IMMEDIATO - L'EX SEGRETARIO STA GIÀ PREPARANDO IL SUO PARTITINO CON UN’OFFENSIVA DIPLOMATICA SENZA PRECEDENTI: L'OBIETTIVO È FONDERSI CON I MODERATI DI "FORZA ITALIA" – LA CENA CON ROMANI, LE CHIAMATE DELLA BOSCHI AI DIRIGENTI AZZURRI IN TOSCANA, I CONTATTI TRA FARAONE E MICCICHÈ E QUELLE SCUSE A BERLUSCONI (VIDEO)…

RENZI: LA SINISTRA DEVE CHIEDERE SCUSA A BERLUSCONI

1 – RENZI LAVORA AL SUO PARTITO CACCIA AGLI AZZURRI ANTI LEGA

Massimiliano Scafi per “il Giornale”

 

RENZI BERLUSCONI

Colloqui, pranzetti, abboccamenti con deputati e amministratori locali, «ragionamenti politici su scenari futuri». Scambi di idee e di valutazioni «in caso di crisi di governo». Insomma, dicono in Transatlantico, mancano tre mesi al congresso del Pd, ma la grande offensiva diplomatica di Matteo Renzi è partita.

 

L' ex premier, che sta pensando di costruire un suo partito, vorrebbe pescare tra i più moderati e anti-salviniani di Forza Italia, con la convinzione che in primavera, soprattutto se vincesse Nicola Zingaretti, potrebbero cambiare molte cose. E Maria Elena Boschi, raccontano, si è già messa al lavoro contattando alcuni dirigenti azzurri in Toscana.

 

PAOLO ROMANI MARIA ELENA BOSCHI

I vertici di Fi negano l' esistenza di negoziati, accordi o anche semplici chiacchierate. Smentiscono anche dal Nazareno. Per carità, sostengono, il nuovo partito è un' ipotesi realistica. «Ma se noi decidiamo di mettere in piedi una cosa nuova - spiega un importante senatore renziano - lo facciamo partendo dal basso, non assorbendo pezzi di vecchia classe dirigente e di ceto parlamentare».

 

Piuttosto, aggiunge, «sono loro, quelli di Forza Italia, che si stanno offrendo a noi». Manovre vere o fantapolitica? Finora di certo sul tappeto c' è il tweet spiazzante di Renzi postato mercoledì: «La sinistra italiana che ora sta zitta su Salvini dovrebbe chiedere scusa a Berlusconi, le sue leggi ad personam erano nulla al confronto».

 

davide faraone protesta contro decreto sicurezza

Molti l' hanno letto come un tentativo di rompere il ghiaccio, di preparare il terreno a un eventuale Patto del Nazareno-bis. L' ex segretario del Pd che, durante una cena con un amico forzista, ha confidato che fonderà davvero un suo partito «se mi mettono alle strette», starebbe quindi cercando di riaprire i canali con il Cavaliere anche in vista delle elezioni Europee. L' idea è quella di formare un fronte moderato che si opponga ai populisti. Secondo un recente sondaggio c' è un bacino del venti per cento da cui attingere bene.

 

Poi c' è l' attivismo della Boschi, che in Toscana ha sondato alcuni eletti di Fi sulla prospettiva del PdR. Ammiccamenti e prove d' intesa pure in Sicilia, dove Gianfranco Miccichè, presidente dell' assemblea regionale, ha partecipato con gran clamore mediatico alla locale «Leopolda» del senatore Davide Faraone, renziano doc. E Faraone ha apprezzato.

 

miccichè

«Io penso che dobbiamo costruire un contenitore che aggreghi tutti quelli che ritengono che Lega e M5s siano due forze populiste, pericolose, antimeridionaliste e razziste». Eccolo, il fronte repubblicano. «Il tema - ha precisato Faraone - non sono l' apparato e i deputati di Forza Italia e del Pd. Qui il tema è rivolgersi ai cittadini».

 

Sommovimenti locali, si potrebbe dire, anche se la Sicilia è da sempre considerata un laboratorio per l' Italia. Per non parlare dei contatti che in queste settimane ci sono stati tra renziani e azzurri. Gli emissari di Matteo hanno avvicinato gli scontenti, i delusi, quelli che non hanno più ruoli di vertice in Forza Italia. Qualcuno «era interessato», qualcun altro «voleva soltanto capire», tutti comunque hanno ascoltato perché non si sa mai.

intervento di nicola zingaretti (4)

 

Si tratterebbe però di discorsi proiettati al futuro, ancorati a scenari ipotetici, condizionati alla lotta per la conquista della segreteria del Pd tra Zingaretti e Minniti a marzo e alla durata del governo gialloverde in carica. Troppe variabili per poter prendere degli impegni di lungo periodo.

 

2 – SPIEGATA LA SVIOLINATA DEL BULLO AL CAV VUOLE MOLLARE IL PD E «SPOSARE» FI

Carlo Tarallo per “la Verità”

 

nicola zingaretti maurizio martina

C' è un sedicente leader che non ha più un partito: Matteo Renzi. Poi, c' è un sedicente partito che ha un leader silenzioso e in attesa: Forza Italia. Infine, c' è la notizia: Matteo Renzi ha incontrato, nei giorni scorsi, il senatore Paolo Romani, uno degli esponenti più autorevoli di Forza Italia. Basta shakerare i tre ingredienti ed ecco servito il cocktail della prossima estate: i contatti tra ciò che resta di Forza Italia e ciò che resta di Matteo Renzi potrebbero tradursi in una clamorosa novità, la nascita di un nuovo soggetto politico, che metta insieme le forze «antipopuliste e europeiste», o se preferite «i moderati e i riformisti», in parole povere i reduci della Seconda repubblica. Un soggetto politico o anche, solo inizialmente, un' alleanza che avrebbe il suo primo, naturale sbocco, alle prossime europee.

MATTEO RENZI E MARIA ELENA BOSCHI VICINI VICINI

 

Fantapolitica, dite? Avreste mai immaginato che i post Dc e i post Pci si sarebbero ritrovati a far parte di uno stesso partito? Invece è successo, ed è nato il Pd. La notizia dell' incontro tra Renzi e Romani, a Roma, pochi giorni fa, avvalora la tesi di chi (e non sono pochi, tra i renziani e i berlusconiani), battezzano come «inevitabile» la formazione di un nuovo partito, che sia in grado di competere con i due protagonisti della fase attuale della politica italiana, vale a dire Lega e M5s.

 

Un terzo polo che, crescendo al tepore della opposizione, e confidando in una serie di insuccessi di Matteo Salvini e Luigi Di Maio, dovrebbe intercettare gli elettori che non si riconoscono nei due partiti che oggi dominano lo scenario politico italiano ma che non hanno alternative votabili in grado di vincere le elezioni.

 

renzi berlusconi

Sarà un caso, ma poche ore dopo il summit con Romani, Matteo Renzi ha affidato a una diretta Facebook delle frasi che hanno lasciato il segno: «Io adesso la dico. Lo so che ci rimanete male», ha dichiarato Renzi nel suo ufficio di senatore semplice, «ma adesso la dico, la dico, la dico: dobbiamo chiedere scusa a Silvio Berlusconi, perché rispetto alle norme ad personam di Salvini, Berlusconi era un pischello.

 

paolo romani (2)

Dobbiamo chiedere scusa a Berlusconi che faceva le norme ad personam più incredibili: ha fatto votare la nipote di Mubarak e via dicendo, ma non ha mai fatto quello che ha fatto Salvini in questa settimana e ci metto dentro sigarette elettroniche, voto segreto sul peculato che cambia la sorte dei processi in cui sono implicati deputati della Lega, l' accordo sui 49 milioni e la querela solo per Bossi (in realtà solo per Belsito e l' appropriazione indebita procedibile solo su querela, si dimentica di dire il Rottamatore trombato, è frutto proprio del Pd, ndr). Amici», ha concluso Renzi, «lo dico forte, la sinistra che ora sta zitta su Salvini dovrebbe chiedere scusa per par condicio a Berlusconi».

berlusconi tajani

 

Del resto, non è un segreto per nessuno che Berlusconi abbia sempre visto in Renzi il suo vero erede politico. L' idillio tra i due, rafforzato dal patto del Nazareno, andò in frantumi nel gennaio 2015, nelle ore dell' elezione al Quirinale di Sergio Mattarella.

 

Chi visse quei momenti in diretto contatto con Palazzo Grazioli ricorda l' ira funesta di Silvio, che avrebbe voluto sul Colle il suo caro amico Giuliano Amato. «Renzi ha tradito gli impegni!» tuonava Berlusconi, mentre i suoi fedelissimi diramavano l' ordine di attaccare l' ex Rottamatore. La sua rivincita, Silvio se la prese due anni dopo: dicembre 2016, Forza Italia si schierò compatta per il «no» al referendum costituzionale e Berlusconi si diede da fare in campagna elettorale per far naufragare la riforma, contribuendo al tracollo di Renzi.

 

DAVIDE FARAONE

Sono passati due anni, ma sembra un secolo: l' attuale composizione del quadro politico e il panorama dipinto dai sondaggi rendono nuovamente attuale, per non dire fatale, l' attrazione tra Silvio e Matteo. Renzi e il Pd ormai sono separati in casa: il progetto di Matteo di dare vita a un nuovo soggetto politico è concretissimo, si attende solo l' esito del congresso per sancire il divorzio, e non a caso, negli ultimi tempi, l' ex Rottamatore ha intensificato gli attacchi al quartier generale di quello che fu il suo regno. In caso di una vittoria di Nicola Zingaretti, con conseguente apertura del Pd al M5s, l' addio sarà immediato.

 

Per Renzi e Berlusconi riannodare il dialogo è una scelta obbligata: la situazione attuale spinge i protagonisti politici a tenere almeno due forni accesi, per non rischiare di restare a digiuno. Due sono i forni alimentati da Matteo Salvini, che governa con e il M5s facendo sempre balenare l' ipotesi di incenerire il «contratto» e di tornare alle elezioni a capo del centrodestra, scenario che gli spalancherebbe le porte di Palazzo Chigi e gli consentirebbe di portare avanti le sue politiche senza dover fare i conti ogni santo giorno con le paturnie dei «ragazzi» di Luigi Di Maio.

 

abbraccio tra maria elena boschi e matteo renzi

Il M5s non è da meno: governa insieme alla Lega, ma tiene sempre d' occhio l' uscita di sicurezza, ovvero la prospettiva di un' alleanza con il Pd in caso di ritorno alle urne. Per non essere da meno, anche Renzi e Berlusconi hanno (ri)acceso il forno «moderato e riformista», nel quale cuocere a puntino un eventuale nuovo partito, sul modello di «En Marche!» di Emmanuel Macron. Anche di questo hanno discusso Renzi e Romani, che ha poi riferito i contenuti della discussione a Silvio Berlusconi.

Ultimi Dagoreport

urbano cairo enrico mentana

DAGOREPORT - VUOI VEDERE CHE ALLA FINE TRA URBANO CAIRO ED ENRICO MENTANA FINIRÀ A TARALLUCCI E VINO, INTONANDO: CHI HA AVUTO, HA AVUTO, CHI HA DATO, HA DATO, SCURDAMMOCE 'O PASSATO? - SE CHICCO NON HA ANCORA TROVATO UNA ALTERNATIVA AL SINISTRISMO DE LA7 (CHE FINE HANNO FATTO LA ''CNN ITALIANA'' DI KYRIAKOU, IL RITORNO A MEDIASET O LE VOCI SU SKY?), DA PARTE SUA URBANETTO NON HA ANCORA SCOVATO CON CHI SOSTITUIRLO AL TG E LASCIA LA PORTA APERTA AL RINNOVO DEL CONTRATTO IN SCADENZA IL 31 DICEMBRE PROSSIMO: "LA MIA STIMA PER MENTANA E' INTATTA..."

giorgia meloni ignazio la russa antonio tajani fabio rampelli roberto occhiuto marina berlusconi cirielli

DAGOREPORT – IN QUELLA POLVERIERA CHE E' DIVENTATA L'ARMATA BRANCA-MELONI, LA MICCIA E' COLLEGATA A DUE EVENTI: L’ELEZIONE SUPPLETTIVA IN CALABRIA E IL VOTO A SCRUTINIO SEGRETO ALLA CAMERA SULLA LEGGE ELETTORALE (SPUNTERANNO FRANCO-TIRATORI TRA COLORO CHE SANNO DI NON ESSERE RICANDIDATI NEL 2027? CHE DECIDERANNO LE DONNE DI FORZA ITALIA INVEPERITE PER LA MANCATA ALTERNANZA DI GENERE?) – IL CASO CALABRESE, CON IL CANDIDATO DI VANNACCI CHE RUBA VOTI A FORZA ITALIA E RISCHIA DI FAR VINCERE IL PD, PUO’ ESSERE L’OCCASIONE CHE TAJANI ASPETTAVA DA TEMPO: REGOLARE I CONTI CON IL GOVERNATORE OCCHIUTO, SUO NEMICO INTERNO, SU CUI RICADREBBE LA COLPA DELLA SCONFITTA DI FABIO ROSCIOLI, TESORIERE DI LADY BERLUSCONI – SE LA FAIDA TRA GLI AZZURRI È PALESE, IN FDI DEVONO GESTIRE I MALUMORI DEI “RAS” LOCALI. A MILANO LA RUSSA NON DIGERISCE LA PROPOSTA DI CANDIDARE A SINDACO L’AZZURRO PEREGO, NOME NON SGRADITO A VIA DELLA SCROFA - IN CAMPANIA C’È LA ROGNA DEL VISPO CIRIELLI, L'EX COLONNELLO DI GIORGIA CHE INVOCA DI IMBARCARE VANNACCI NELLA COALIZIONE - NEL LAZIO IL MENTORE DELLE SORELLE MELONI, FABIO RAMPELLI, NON SOLO SI E' AUTOCANDIDATO A SINDACO DI ROMA IN BARBA AL PARTITO, MA SCALPITA PER PIAZZARE I SUOI "GABBIANI" NELLE PROSSIME LISTE ELETTORALI - STENDIAMO UN "PELO PIETOSO" SUL'ALTRO ALLEATO, LA LEGA SPROFONDATA AL 4,5% CON SALVINI APPESO A CIO' CHE POTRA' SUCCEDERE DOMENICA PROSSIMA SUL PRATONE DI PONTIDA...

roberto vannacci elly schlein giorgia meloni legge elettorale ballottaggio

DAGOREPORT! LA NUOVA LEGGE ELETTORALE È INCOSTITUZIONALE? MONTA IL DIBATTITO CON 160 COSTITUZIONALISTI CHE ANDRANNO AVANTI CON I RICORSI ALLA CORTE COSTITUZIONALE - LA SCOMMESSA DELLA MELONI: UNA VOLTA APPROVATA LA LEGGE, ANDARE AL VOTO A MAGGIO PER EVITARE IL GIUDIZIO DI INCOSTITUZIONALITA' DELLA CONSULTA – LA PROTESTA DEL CIVICO ONORATO SULLE FIRME RICHIESTE PER PRESENTARE LE LISTE (6MILA PER OGNI COLLEGIO): UNA NORMA CHE IN REALTA’ FA COMODO A FORZA ITALIA E NOI MODERATI IN FUNZIONE ANTI-ONORATO MA ANCHE ALLA SINISTRA, CHE SI METTEREBBE AL RIPARO DALLE NUOVE CREATURE POLITICHE (TIPO GRILLO) – VANNACCI AL 99% NON DOVREBBE AVER BISOGNO DI RACCOGLIERE LE 6MILA FIRME - L’ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA PER CHI ARRIVA AL 42%: NON NE PARLA NESSUNO NEL PD PERCHE’ FA COMODO ANCHE A SCHLEIN…

elly schlein giuseppe conte dario franceschini

DAGOREPORT - CONTRORDINE, COMPAGNI, LE PRIMARIE SI FARANNO INDIPENDENTEMENTE DALLA LEGGE ELETTORALE! CONTE HA DATO UN AUT AUT AGLI ALLEATI DEL CAMPO LARGO METTENDO I GAZEBO COME “CONDICIO SINE QUA NON” PER ESSERE NELL'ALLEANZA CON IL PD – MA LE PRIMARIE, OLTRE A ESSERE DIVISIVE, SONO UN GRAN CASINO SUL FRONTE REGOLAMENTARE: SARANNO APERTE O CHIUSE? CI SARA’ IL VOTO ONLINE? E PREVEDERANNO UN BALLOTTAGGIO? - PER ELLY, CHE TREMA PERCHÉ CONTE CON LA POSIZIONE SULL’UCRAINA DRENA VOTI AL PD SCESO AL 20%, I GAZEBO SONO DIVENTATI UN PROBLEMA ANCHE ALL’INTERNO DEL PARTITO (AL PUNTO CHE NON HA POTUTO CONCEDERE L’ENDORSEMENT A MARIO CALABRESI, CANDIDATOSI A SINDACO DI MILANO, PERCHÉ HA PAURA DI PERDERE I VOTI DI PIERFRANCESCO MAJORINO). COSI’ PER BLINDARSI E’ COSTRETTA A STRINGERE ACCORDI CON RENZI, FRANCESCHINI E ALTRI CAPATAZ DEM. MA NON ERA LEI CHE DICEVA “NON VOGLIAMO PIÙ CAPIBASTONE E CACICCHI?”

giorgia meloni tommaso longobardi giovanbattista fazzolari gian marco chiocci filini

DAGOREPORT - COME MAI GIORGIA MELONI HA FATTO “ROTOLARE LA TESTA” DEL SUO STRATEGA SOCIAL, TOMMASO LONGOBARDI? A POCHI MESI DALLE ELEZIONI, CON I SONDAGGI CHE DANNO IL CAMPO LARGO IN VANTAGGIO E VANNACCI CHE SCIPPA CONSENSI A DESTRA, LA DUCETTA SI È ACCORTA CHE LA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI NON FUNZIONA PIÙ – LONGOBARDI ERA GIÀ FINITO NEL MIRINO DEL “CERCHIO TRAGICO” DELLA SORA GIORGIA DOPO LA DISFATTA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DOVE ERANO STATI DECISIVI I VOTI DEGLI ELETTORI PIÙ GIOVANI PER IL “NO” – ORA LA DUCETTA VUOLE UNA SVOLTA NELLA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO E RICICCIA L’IDEA DI ASSOLDARE COME PORTAVOCE IL DIRETTORE DEL TG1, GIAN MARCO CHIOCCI. PICCOLO PARTICOLARE: CHIOCCI, FIN TROPPO AUTONOMO ED ESPERTO, SAREBBE UN “ACQUISTO” INDIGESTO PER FAZZOLARI E FILINI, IL DUO CHE GESTISCE LA MACCHINA COMUNICATIVA DI FDI – SI VOCIFERA CHE PALAZZO CHIGI PENSI A GINO ZAVALANI, VOLTO DI ESPERIA, PER RILANCIARE I SOCIAL – LA PRECISAZIONE DI ZAVALANI

giorgia meloni antonio tajani maurizio lupi alessandro onorato giuseppe conte matteo renzi roberto vannacci ignazio la russa

DAGOREPORT! - GIORGIA MELONI HA PAURA DI TORNARE ALLE URNE E VUOLE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE CHE AZZOPPI GLI AVVERSARI, A PARTIRE DALL’EMENDAMENTO “AMMAZZA-CESPUGLI” SULLA RACCOLTA DELLE FIRME - IL BLITZ E' UTILE A TAJANI, CESA E LUPI PER FERMARE ONORATO CHE POTREBBE ROSICCHIARE VOTI A FORZA ITALIA, UDC E NOI MODERATI - L'APPOGGIO DI CONTE ALL'ASSESSORE DI ROMA SEMBRA UN "BACIO DELLA MORTE": "PROGETTO CIVICO" STA DIVENTANDO "PROGETTO PEPPINIELLO"? - GLI OCCHI DEGLI ADDETTI AI LAVORI SULLE ELEZIONI SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA PER IL SEGGIO ALLA CAMERA: VUOI VEDERE CHE IL CANDIDATO DI VANNACCI TOGLIERA' VOTI AL CENTRODESTRA E FARA' VINCERE IL PD?