petrolio libia eni total

SOLO ORA CHE SIAMO A SECCO DI GAS E PETROLIO CI RICORDIAMO DELLA LIBIA - DALLA CADUTA DI GHEDDAFI, ABBIAMO LASCIATO CHE L’ITALIA VENISSE SCALZATA DA RUSSI, TURCHI E FRANCESI - ADESSO CHE CI SERVONO IDROCARBURI CI PREOCCUPIAMO DI “STABILIZZARLA”, COME HA CHIESTO DRAGHI E BIDEN - A TRIPOLI SI TROVANO LE PIÙ VASTE RISERVE PETROLIFERE DEL CONTINENTE AFRICANO (CIRCA IL 40%) ED E’ QUINTA PER RISERVE DI GAS - MA NON È TUTTO ORIO QUEL CHE LUCCICA: NONOSTANTE LE GRANDI RISERVE, AD OGGI LA LIBIA NON HA INFRASTRUTTURE SUFFICIENTI PER L’ESTRAZIONE E IL TRASPORTO…

Roberta Amoruso per “il Messaggero”

 

il colonnello gheddafi

«La Libia può essere un enorme fornitore di gas e petrolio, non solo per l'Italia ma per tutta Europa». Non è un caso che Mario Draghi abbia inserito la Libia, insieme all'Ucraina e all'Europa, tra le tre parole chiave utilizzate nel colloquio con Joe Biden. Lo ha fatto ben sapendo che in pieno conflitto Ucraina-Russia l'asse del Mediterraneo sta diventando uno snodo cruciale per gli approvvigionamenti energetici dell'Europa. E che l'Italia si candida ad avere un ruolo centrale. E così quando il presidente Usa, gli ha chiesto «Tu cosa faresti?», il capo del governo italiano aveva già pronta la missione: «Dobbiamo lavorare insieme per stabilizzare il paese».

 

MARIO DRAGHI JOE BIDEN

E del resto la Libia, membro del Cartello petrolifero Opec, custodisce un tesoro prezioso tra gas e petrolio, da anni praticamente inutilizzato per via degli scontri continui seguiti alla caduta di Gheddafi.

 

L'Europa è a corto di gas e deve far tornare i conti anche sul petrolio ora che deve sganciarsi da Mosca. E non può permettersi che l'export da Tripoli si riduca ai minimi, come nelle ultime settimane. Al contrario l'Ue, e l'Italia in testa, ha tutto l'interesse di tornare a utilizzare appieno quel tesoro; mentre Biden deve far sentire il peso degli Usa e cercare di far scendere come può il prezzo della benzina tanto cara agli americani. Ma l'instabilità politica rende impossibile ogni sviluppo.

 

eni in libia

Senza contare il pressing della Turchia, e il peso anche degli uomini russi della Wagner sul campo. Un quadro che conosce molto bene il numero uno dell'Eni, Claudio Descalzi, ancora oggi il principale operatore in Libia, in questi giorni a Washington con Draghi.

 

LA POSTA

La posta in gioco non è da poco visto che la dote libica è fondamentale per il mercato globale dell'energia. In Libia si trovano le più vaste riserve petrolifere del continente africano (circa il 40%): secondo le ultime stime si tratta di 48 miliardi di barili. E si tratta anche di olio leggero, considerato pregiato, pregevole per l'elevata percentuale di frazioni a basso peso molecolare e con buone rese nella produzione dei derivati più pregiati come benzina e diesel.

 

gheddafi prima di essere giustiziato

A tutto questo si aggiunge l'estrazione di gas naturale, che costituisce la seconda maggiore ricchezza del Paese. Per la verità, pur in presenza di consistenti riserve, il paese non ha infrastrutture sufficienti per l'estrazione e il trasporto ad oggi. Gli impianti esistenti sono frutto di compartecipazioni dell'Eni (la libica Mellitah Oil & Gas, concessionaria del giacimento onshore di Wafa e di quello offshore di Bahr Es Salam), e la quasi totalità della produzione è destinata all'Italia passando da Gela in Sicilia attraverso il gasdotto Greenstream. Ma in uno scenario di pace, investimenti ben dosati possono fruttare davvero molto.

petrolio libia

 

Le ultime stime sulle riserve di gas naturale, secondo il bollettino specializzato Open Journal of Geology, ammontavano a circa 55 mila miliardi di piedi cubi (oltre 1.500 miliardi di metri cubi), il che colloca il paese al quinto posto della graduatoria per il continente africano.

Ma, come per il petrolio, è possibile vi siano ulteriori riserve ancora inesplorate o non venute alla luce.

 

LE POTENZIALITÀ

gli affari di eni e total in libia

Fu quest' abbondanza a permettere a Mu' ammar Gheddafi di trasformare la Repubblica Grande Giamahiria Araba Libica Popolare Socialista da quello che negli anni '50 era uno dei Paesi più poveri del pianeta al Paese africano con il più alto reddito per abitante già nel 1977. Ancora oggi, dopo anni di guerra civile e stop alle produzioni, comprese gli ultimi ad opera di gruppi armati, e nonostante i tentativi di avanzamento della francese Total, è l'Eni il principale operatore del paese, presente dal 1959. Il giacimento di al-Sharara, situato a circa 900 km a sud di Tripoli, produce normalmente 315.000 barili al giorno, su una produzione nazionale di oltre 1,2 milioni di barili al giorno, contro 1,5-1,6 milioni prima del 2011.

 

petrolio libia 1

È gestito da Akakus , una joint venture tra Noc, la spagnola Repsol, la francese Total, l'austriaca OMV e la norvegese Statoil. Mentre il giacimento di al-Feel (elefante), situato nel bacino del Morzouq a 750 chilometri a sud-ovest di Tripoli, è gestito dalla joint venture Mellitah Oil & Gas, tra Noc e l'Eni. Normalmente produce circa 70.000 barili al giorno. La produzione totale del paese che aveva superato 1,7 milioni di barili al giorno prima della guerra civile nell'estate del 2011 era scesa sotto 500mila per poi risalire a 1,4 prima dell'arrivo del Califfato.

produzione petrolio in libia

 

Per poi di nuovo scendere negli ultimi giorni poco oltre 800mila barili. Già da settimane le esportazioni petrolifere della Libia sono sui livelli più bassi da diciotto mesi per effetto delle proteste in alcuni porti, degli scontri armati e del danneggiamento delle cisterne per lo stoccaggio. A fine aprile il ministro del Petrolio Mohamed Oun aveva ammesso che l'output libica era crollato di oltre 600mila barili al giorno, traducendosi in almeno 60 milioni di dollari di entrate perse al giorno. Ma secondo le stime dell'Energy Information Administration statunitense, le reali capacità estrattive della Libia, tenuto conto degli impianti inattivi per danneggiamenti e obsolescenza dei materiali, si aggira intorno a 1,6 milioni di barili al giorno: sarebbe una robusta boccata d'ossigeno per l'Europa.

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