CESA, PROFESSIONE INDAGATO - IL SEGRETARIO UDC INQUISITO PER 200 MILA EURO DI FINANZIAMENTO ILLECITO: È ACCUSATO DI AVER PRESO SOLDI DA ALCUNI IMPRENDITORI CHE AVEVANO PRESO COMMESSE DA FINMECCANICA

Marco Lillo per ‘Il Fatto Quotidiano'

Rieccolo. Questo nome nella gloriosa storia della Democrazia Cristiana spettava di diritto al toscanaccio Amintore Fanfani, ribattezzato così dal suo conterraneo Indro Montanelli per i suoi eterni ritorni. Nella storia recente ci dobbiamo accontentare di Lorenzo Cesa. A differenza dell'originale questo deputato 62enne nato ad Arcinazzo, figlio del sindaco del paese, compare da 25 anni anche nella cronaca giudiziaria. Rieccolo hanno sospirato tutti al congresso Udc quando Cesa il 23 febbraio è stato riconfermato segretario del partitino che guida ormai da 7 anni.

E ‘rieccolo' hanno sorriso i cronisti giudiziari quando è stata resa pubblica l'ennesima iscrizione (risalente a molti mesi fa) nel registro degli indagati per finanziamento illecito a carico del parlamentare Udc, per un presunto versamento di 200mila euro ricevuto da un imprenditore, a detta di un indagato dell'inchiesta sulle mazzette pagate per il Sistri, il mega appalto del registro dei rifiuti.

Sabatino Stornelli, l'ex amministratore di Selex Management dopo l'arresto nel 2013 ha raccontato ai pm napoletani: "Nicola Lobriglio (titolare di fatto della Sedin, una società che ha ottenuto un appalto da 7 milioni per il Sistri, Ndr) mi diceva che dava sempre una mano a Lorenzo Cesa per le elezioni. Qualche volta mi sono recato insieme a Lobriglio presso l'ufficio dell'onorevole Cesa in via dei Due Macelli, a Roma".

Il fratello minore, Maurizio Stornelli, ha riferito altre presunte confidenze di Lobriglio, il quale avrebbe raccontato di aver "provveduto a finanziare, tramite Lorenzo Borgogni, con i soldi delle commesse ricevute da Finmeccanica, i suoi sponsor politici, e segnatamente l'onorevole Cesa".

Gli atti sono stati inviati a Roma e il pm Paolo Ielo ha iscritto Cesa ma il deputato ha smentito e annunciato querele. Supererà anche questa. Ventuno anni fa, il 6 marzo del 1993 esce sull'Ansa la notizia: "Ricercato consigliere comunale di Roma, considerato dagli inquirenti un tramite per la raccolta di tangenti tra le strutture dell'Anas e gli imprenditori: è Lorenzo Cesa".

Lui si consegna e, nel carcere di Regina Coeli, ritrova la memoria. Il suo verbale resterà nella storia per il suo incipit: "Oggi mi sento più sereno e intendo svuotare il sacco". Racconta per esempio che l'imprenditore Ugo Cozzani voleva parlargli per "ottenere dal ministero (...) la conclusione della pratica mediante trattativa privata e consequenziale affidamento dei lavori" per una strada dell'Anas.

Cesa prosegue: "chiesi al ministro che cosa dovevo riferire al Cozzani e mi sentii rispondere che gli dovevo chiedere il 5 per cento dell'importo dell'appalto. Dopo qualche cda dell'Anas, i lavori furono affidati al Cozzani". Cesa passa all'incasso e accompagna l'imprenditore nello studio di "Prandini" , detto anche "Prendini" in via del Corso: "Da solo mi portai nell'ufficio del ministro, nelle cui mani consegnai la capiente borsa in plastica rigida di colore grigio piuttosto spessa".

La scena si ripete con l'impresa Monaco per i lavori dell'Anas in Basilicata: "una busta di carta rigida sigillata contenente il denaro destinato al ministro e da me a questi consegnata senza neppure aprirla" e con Vittorio Petrucco della Icop Spa, "una cartella rigida contenente denaro, il cui importo non mi fu detto né io lo contai". Nonostante la sua "ampia confessione" e la condanna del 2001 del Tribunale di Roma a 3 anni e 3 mesi per corruzione aggravata, alla fine Cesa la fa franca.

Nel 2003 la Corte di appello di Roma annulla le condanne perché il Tribunale dei ministri è competente per Prandini ma anche per gli altri coimputati. Il processo dovrebbe ricominciare ma gli atti sono ormai inutilizzabili e così nel 2005 il Gip di Roma, statuisce il "non luogo a procedere". Anni duri per Cesa.

Nel 1994 crea la società di eventi, pubbliche relazioni e pubblicità Global Media Srl poi la passa alla moglie e al figlio e resta come consulente. Per le attività di Global Media, Lorenzo Cesa è stato indagato dall'ex pm Luigi De Magistris ma Cesa nel 2010 sarà prosciolto dalle accuse dal Gip di Roma. Il consulente del pm De Magistris, l'ex funzionario della banca d'Italia Piero Sagona, studia la contabilità di Global Media e scopre che: "nel periodo 1 gennaio 2001-31 dicembre 2006 risultano pervenute sui conti onde trattasi somme per un ammontare di almeno 30.741.507,00 euro".

Per Sagona è "il polmone finanziario della U.D.C.". Un'ipotesi che non troverà riscontro giudiziario. Anche se l'elenco dei clienti è impressionante: "la Global Media - per l'allora pm Luigi De Magistris - movimenta circa 3 milioni di euro con l'Udc, circa 3 milioni di euro con l'Enel, circa 3 milioni di euro con Lottomatica, circa 3 milioni di euro con il gruppo Finmeccanica circa 2 milioni di euro con la SO.GE.I.,circa1,5milionidieuro con la Intersiel di Rende, circa un milione di euro con la Wind, circa un milione di euro con la Fincantieri" e poi "100.000 euro con Giovanni Randazzo".

Questo giovane siciliano era il mandatario della campagna elettorale del grande rientro di Cesa alle europee 2004. Ma Randazzo era anche amico di Francesco Campanella, il giovane politico di Villabate che non conosce Cesa e che divenne famoso quando decise di collaborare con la giustizia raccontando di avere fornito la carta di identità falsa al boss Bernardo Provenzano. Raccontò anche di avere partecipato con la sua società a una presunta truffa sui fondi comunitari. La frode a suo dire sarebbe stata organizzata da Randazzo anche a beneficio di Cesa. Le accuse non trovarono riscontro e il pm Angelo Racanelli archiviò.

 

Lorenzo Cesa lorenzo cesaFINMECCANICA ECO G kbqD U mmF x Corriere Web Sezioni x PIERFERDINANDO CASINI LORENZO CESA SABATINO STORNELLI Lorenzo Borgogni AMEDEO CAPORALETTI E GUARGUAGLINI A cernobbio

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...