lucia azzolina giuseppe moles

“LA CREDIBILITÀ È COME LA VERGINITÀ, FACILE DA PERDERE, DIFFICILE DA MANTENERE E IMPOSSIBILE DA RECUPERARE” – IL SENATORE DI FORZA ITALIA, GIUSEPPE MOLES, ATTACCA LA AZZOLINA E SCATENA I GRILLINI: “FRASE SESSISTA. ANCORA PIÙ GRAVE PERCHÉ ESPRESSA A UNA MINISTRA CHE HA SUBITO ATTACCHI E INSULTI” – VIDEO

Da www.adnkronos.com

 

GIUSEPPE MOLES

"La scuola ha bisogno di credibilità e autorevolezza. La credibilità è come la verginità, facile da perdere, difficile da mantenere ma impossibile da recuperare. Non possiamo più credere alle sue parole, troppe sono state negli ultimi mesi le contraddizioni in cui lei, ministro, è caduta e che hanno generato confusione e l'impossibilità di garantire agli studenti della scuola italiana statale e paritaria la continuità didattica". Lo ha detto, rivolgendosi alla ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina, il vicepresidente dei senatori di Fi, Giuseppe Moles, durante il Question time al Senato.

 

LUCIA AZZOLINA

"Tutte le nostre iniziative - ha aggiunto Moles - sulla stabilizzazione dei precari, sulle scuole paritarie, dove studiano circa 900mila ragazzi completamente abbandonati a se stessi, sui dirigenti scolastici, sul personale Ata sono state misconosciute dal governo. In cambio solo di confusione e di provvedimenti, come quello sul concorso straordinario per i docenti, che non risolveranno nessuna grande questione, come quella delle 200mila classi che nel prossimo anno resteranno scoperte, senza insegnanti di ruolo", ha concluso Moles.

LUCIA AZZOLINA

 

Insorge il M5S. "Pochi minuti fa in aula, intervenendo davanti alla ministra Azzolina, il senatore di Forza Italia Giuseppe Moles ha argomentato sulla credibilità e serietà della scuola e di chi la gestisce, facendo un esplicito riferimento alla verginità femminile, a suo dire 'facile da perdere, difficile da mantenere, impossibile da recuperare'.

 

giuseppe moles

La cosa risulta, se possibile, ancor più grave perché espressa davanti a una donna, una ministra, che in questi giorni ha subito attacchi e insulti di ogni genere, sfociati in vere e proprie minacce tanto che le è stata assegnata la scorta. Sarebbe opportuno che chieda scusa. Forza Italia non si smentisce mai" commenta su Facebook la senatrice del movimento 5 Stelle Barbara Floridia.

 

DIEGO FUSARO E LUCIA AZZOLINA

“Tutta la nostra solidarietà alla ministra Lucia Azzolina, che oggi al Senato ha dovuto ancora una volta ascoltare parole volgari e sessiste - sottolineano le deputate e i deputati del MoVimento 5 Stelle in commissione Cultura - È sempre inaccettabile che qualcuno pronunci frasi sessiste, ma lo è ancor più quando a farlo è un eletto al Parlamento alla presenza della ministra dell’Istruzione, già fatta bersaglio di minacce e affermazioni volgari e violente.

 

lucia azzolina

Purtroppo il caso del senatore di Forza Italia Giuseppe Moles non è l’unico né l’ultimo in Parlamento e nelle istituzioni: parole e atteggiamenti discriminatori e machisti sono purtroppo all’ordine del giorno per tanti esponenti del centrodestra, a cominciare dal leader leghista Matteo Salvini. C’è bisogno di un serio approfondimento su queste dinamiche, che poi trovano facile sponda in Rete e sui social e diventano pratica diffusa. Chiediamo che le Camere aprano una seria riflessione su queste condotte e facciamo appello agli eletti di tutte le forze politiche che non ci stanno ad assecondare questa deriva: fermiamo gli odiatori nelle istituzioni e nella società, prima che sia troppo tardi”.

 

lucia azzolina 2lucia azzolina 1

A stretto giro la replica di Moles: "Strumentalizzare l'espressione utilizzata in Aula per avanzare isteriche ed inesistenti ipotesi di insulti sessisti sottolinea ancor più il modus operandi dei 5 Stelle: alzare polveroni per nascondere i propri fallimenti". "Sapevamo che sono bravi ad inventare fake news, ma delle due l'una: o sono in mala fede tanto da attribuirmi parole o aggettivi da me mai pronunciati, o sono scientemente distratti, ma a questo avrebbero potuto rimediare - prima di aprire bocca e dargli fiato - riascoltando il video del mio intervento in Aula, o rileggendone il resoconto stenografico" conclude il senatore di Forza Italia.

ELENA BONETTI

 

Ma a chiedere le scuse di Moles è anche la ministra delle Pari Opportunità e Famiglia, Elena Bonetti. "Il Senatore Moles onori l'Aula che oggi ha fatto risuonare di parole sessiste e chieda scusa alla Ministra Lucia Azzolina - scrive su Twitter - Che non sia la sua credibilità quella impossibile da recuperare".

lucia azzolina 1lucia azzolina 4lucia azzolina 5lucia azzolina 7SABINA GUZZANTI E LUCIA AZZOLINA

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)