silvio berlusconi gheddafi ignazio la russa daniela santanche gianfranco fini

LA SERA ANDAVAMO IN VIA DEL PLEBISCITO! IL LIBRO-AMARCORD SU BERLUSCONI DI DUE “CRONISTI DA MARCIAPIEDE”: LA ROTTURA TRA IL CAV E FINI? “TUTTI RICORDANO IL ‘CHE FAI MI CACCI, NOI AVEVAMO SAPUTO CHE ERANO PRIMA VOLATI I PIATTI” -  IL CASO GHEDDAFI: “IL CAV PENSO’ DI DIMETTERSI PERCHÉ SI SENTIVA IN COLPA PER AVER TRADITO IL COLONNELLO” – LA RUSSA: “LA BARZELLETTA SU PUTIN GLIELA RACCONTAI IO A BERLUSCONI. POI LUI LA USÒ IN TUTTE LE CENE” – SANTANCHE: “IO NON ERO IL SUO GENERE, CERTO QUALCHE BATTUTA LA FECE ANCHE CON ME”

Estratto da www.secoloditalia.it

 

IGNAZIO LA RUSSA SILVIO BERLUSCONI

Torna con “una battuta” Silvio Berlusconi in Sala Nassiriya, al Senato, dove si presenta il libro: ‘Una battuta, presidente – i ragazzi di via del Plebiscito: quella volta che il cavaliere….‘ edizioni Marlin. Ne sono autori  Vittorio Amato dell’AdnKronos e Giovanni Lamberti dell’Agi, a sei mesi dall’addio del fondatore di Forza Italia. L’evento riunisce in Sala Nassirya “i ragazzi delle fioriere”: come in gergo erano chiamati i cronisti che si appostavano di fronte a Palazzo Grazioli, residenza romana di Berlusconi e tanti politici di quella stagione. Molti i parlamentari ed ex parlamentri presenti.

 

BERLUSCONI E FINI

Arriva in sala anche Ignazio La Russa, presidente del Senato. “Aneddoti ce ne sono tanti su Berlusconi”, dice la seconda carica dello Stato. “Ci ritrovammo a casa di Berlusconi -racconta all’Adnkronos-  per uno dei vertici che duravano fino all’una di notte. Che poi arrivava Letta, diceva la sua e quello era quanto si decideva… Quella volta c’era una partita dell’Inter e io chiesi a Berlusconi: ‘presidente, facciamo parlare subito Letta'”. La Russa rimpiange moltissimo lo stile ironico di Berlusconi,  che oggi sembra un po’ perduta: “La barzelletta su Putin gliela raccontai io a Berlusconi- racconta- . Poi lui la usava in tutte le cene”, dice citando una storiella su Putin e Sarkozy che si ruba le posate pregiate al Cremlino, di cui il Cavaliere si impossessò.

 

silvio berlusconi gheddafi

Del libro, scritto in stile agenzia, come ricorda Adalberto Signore, presidente della stampa parlamentare, e moderatore dell’incontro parlano così gli autori. “Noi eravamo lì h 24 -dice Amato (‘Vam’, questa la sua sigla nell’agenzia)- siamo stati lì con la lente del cronista da marciapiede, un mestiere in via di estinzione”. “Sempre nascosti dietro queste fioriere -dice il giornalista parlamentare- per avere una mezza notizia siamo pure arrivati quasi alle mani tra di noi”. ‘Gil’ (Giovanni Lamberti) aggiunge come “quelle raccontate sono pillole di storia”. Lamberti racconta ad esempio come la rottura tra Berlusconi e Fini loro, i cronisti di strada, la ‘registrarono’ prima degli altri: “Tutti ricordano il ‘che fai mi cacci’ detto in pubblico da Fini a Berlusconi, noi avevamo saputo che erano prima volati i piatti”.

 

BERLUSCONI E FINI

Nel libro si ricorda pure quando Berlusconi pensò di dimettersi, “perché si sentiva in colpa per aver tradito Gheddafi”. “Berlusconi ha rivoluzionato la comunicazione -dice Amato- . Noi ci siamo potuti avvicinare a lui, lui parlava tantissimo, sapeva che faceva i titoli dei giornali, sapeva che poteva in qualche modo indirizzare la comunicazione”. La Russa si fa serio: “Io non ho mai visto una persona così generosa”, dice ancora raccontando altri episodi. Il ministro Paolo Zangrillo si unisce al tavolo degli interventi. Anche lui racconta di una cena con Berlusconi “con mia moglie incinta, con 70 invitati, Berlusconi mi dedicò due ore del suo tempo in esclusiva, facendo visitare tutta la tenuta”.

BERLUSCONI GHEDDAFI 5

 

Altra ministra che arriva è Daniela Santanchè. Che dice come Berlusconi amasse le donne: “Ma io non ero il suo genere, certo qualche battuta la fece anche con me, era galante, faceva sentire le donne tutte importanti”. Il suo racconto: “Lui a palazzo Grazioli faceva sedere le donne di fronte a sè, a me però mi faceva sedere dalla sua parte. Di me diceva che non ero una donna”, dice ancora chiedendo conferma a La Russa che sorride e annuisce. “Come tutti gli uomini grandi ha fatto grandi cose e errori, oggi ne sentiamo la mancanza, la sentono gli italiani”, conclude la ministra per il turismo.

 

berlusconi alfano santanche verdini lupi big

Per la Biancofiore “il berlusconismo è stata una religione italiana, del coraggio e della rivoluzione, della voglia di cambiamento del paese”. Poi la politica bolzanina ricorda la comune passione per gli animali, per i cani, per Dudù, il piccolo cagnolino di Berlusconi, anche lui finito in prima pagina più volte. La vicepresidente del Senato Licia Ronzulli, anche lei nel tempo vicinissima al Cavaliere, trova il tempo di due critiche benevole: “La foto di copertina del presidente che avete scelto per il libro non gli sarebbe piaciuta, troppe rughe e il titolo doveva essere proprio ‘i ragazzi delle fioriere’. In sala il capogruppo della Lega Massimiliano Romeo, che vuole aggiungere un suo aneddoto (“che userete magari per il sequel del volume”). Tra i presenti anche il sottosegretario per l’editoria di Palazzo Chigi, l’azzurro Alberto Barachini, in prima fila pure l’ex sindaco di Roma, Franco Carraro, il patron della Lazio, Claudio Lotito, oggi senatore di Fi, l’attuale ministro Luca Ciriani.

una battuta presidente cover

LA CONDANNA DI BERLUSCONI PELLEGRINAGGIO A PALAZZO GRAZIOLI CICCHITTO SANTANCHE berlusconi e gheddafi

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO

sigfrido ranucci

DAGOREPORT - MILENA GABANELLI, L'UNICA AD AVER CAPITO TUTTO DI SIGFRIDO RANUCCI: "È UN GRAN RUBACUORI... LE RACCOGLIE A MAN BASSA, VEDEVO QUESTO IO…", DISSE "MI-JENA" IL 30 OTTOBRE 2025, A DUE SETTIMANE DALL'ATTENTATO DI POMEZIA, OSPITE DI GEPPI CUCCIARI A "SPLENDIDA CORNICE", RAI3, RIVOLTA AL CONDUTTORE DI "REPORT", INCORNICIATO “MARTIRE DELLA LIBERTÀ”, CHE REPLICÒ RIDENDO: “NO, NON È VERO…NON ABBASTANZA PER DIVENTARE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO” - ERANO BATTUTE, CERTO, MA OGGI PRENDONO UN’ALTRA PIEGA, UN SIGNIFICATO DIFFERENTE ALLA LUCE DELL'“ATTENTATO D'AMORE” DI LAVITOLA PER LANCIARE RANUCCI IN POLITICA E SULLE PRODEZZE EROTICHE DEL “ROCCO SIGFRIDO” CON STAGISTE E FONTI IN GONNELLA – ANCHE LA LETTERA ANONIMA DEL 2021 INVIATA ALLA RAI CHE ACCUSAVA RANUCCI DI MOLESTIE E RICATTI SESSUALI NEI CONFRONTI DI TRE COLLEGHE DI "REPORT", E CHE SI CONCLUSE CON L'ASSOLUZIONE DEL CALDO SIGFRIDO, ASSUME OGGI UN'ALTRA LUCE... - VIDEO