A CHE SERVE ANDARE A VOTARE? SE L’IVA AUMENTARÀ O MENO LO DECIDERÀ L’EUROPA

Fabrizio Ravoni per "Il Giornale"

Enrico Letta conosce molto bene i Trattati europei. E sa benissimo che in tutti è contenuta la formula (declinata in vario modo) del pareggio di bilancio.

Nella precedente legislatura, l'Italia ha addirittura introdotto il principio nella nostra Carta costituzionale. Pertanto, se il presidente del Consiglio, davanti al presidente della Commissione Ue Barroso, non fa riferimento al pareggio di bilancio; ma garantisce che l'Italia «rimarrà sotto un deficit del 3%», sta trasferendo - forse - un'informazione.

E l'informazione in questione è che la Commissione europea, qualora l'Italia non dovesse rispettare gli impegni assunti con l'adesione ai Trattati (ridurre il proprio deficit dello 0,5% all'anno e puntare al pareggio strutturale di bilancio), avrà un atteggiamento meno rigoroso del passato. Realtà, fantasia, desiderio? Può darsi. Di certo Enrico Letta conosce i Trattati. Ed una formula del genere non l'avrebbe usata al termine dell'incontro con il presidente della Commissione Ue.

Se così fosse, se questo clima di indulgenza trovasse conferma, e venisse sfruttata fino in fondo l'elasticità contenuta nei Trattati, il governo potrebbe recuperare le risorse per evitare - nel 2014 - l'aumento di un punto dell'Iva e di rimodulare l'Imu sulla prima casa. Mentre i minori gettiti di quest'anno potrebbero essere recuperati con la prossima manovra, attesa prima dell'estate.

Facciamo due conti. Gli ultimi documenti ufficiali del governo prevedono per il 2014 un deficit tendenziale all'1,8%. È assai probabile che al termine della due diligence avviata dalla Ragioneria il dato venga rivisto al rialzo. A determinare il peggioramento, l'appesantimento del fabbisogno di cassa e l'andamento del Pil. Il governo precedente aveva stimato per il 2014 una crescita dell'1,3%, a fronte di un calo di quest'anno dell'1,3%. In realtà, quest'anno, la crescita sarà negativa - stanno calcolando all'Economia - dell'1,6-1,8%; e nel 2014 difficilmente il Pil potrà crescere oltre lo 0,7-1%.

Da qui, la previsione di Lorenzo Bini Smaghi, attuale presidente della Snam, ma con un passato nel board della Bce e di sherpa finanziario, che siamo «già oltre al 3%». Alla base della stima, l'impatto dell'andamento della crescita sul deficit. Per ogni punto di minore crescita, il deficit aumenta di mezzo punto. Ne consegue che il deficit del prossimo anno, a fronte dell'1,8% previsto, sarebbe già oltre il 2%. Ma l'indebitamento ufficiale di quest'anno si saprà solo il 1° marzo prossimo: per il momento, Bruxelles ha accettato la stima italiana di un deficit 2013 fermo al 2,9%.

«Comunque, sotto il 3%», garantisce il presidente del Consiglio. Se nel 2014 non scattasse l'aumento dell'Iva e venisse prorogato il blocco dell'Imu sulla prima casa, i conti si appesantirebbero dello 0,5% di Pil. Insomma, il deficit tendenziale salirebbe oltre il 2,6%; ma sotto il 3%, che rappresenta l'impegno assunto da Letta davanti a Barroso.

Da un punto di vista tecnico è poi importante verificare quale sarà il deficit strutturale (a fronte di quello tendenziale) che scriverà il ministero dell'Economia nei prossimi documenti di finanza pubblica. Nel deficit strutturale, per esempio, non troverà spazio il mezzo punto di maggiore spesa per interessi, pagata per rimborsare la prima tranche dei debiti della pubblica amministrazione; così come il peggioramento determinato dalla riduzione del Pil.

Insomma, gli spazi per non far scattare l'aumento dell'Iva e il pagamento dell'Imu ci potrebbero essere. Male che vada, l'Italia potrebbe ricevere un early warning (un avvertimento) da parte della Commissione: soluzione non condivisa da Saccomanni.

 

letta barroso barroso ENRICO LETTA Lorenzo Bini Smaghi Bini Smaghi Lorenzo FABRIZIO SACCOMANNI FABRIZIO SACCOMANNI

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...