cop25 madrid

TIRA UNA BRUTTA ARIA PER IL CLIMA - SI VA VERSO IL FALLIMENTO TOTALE DEL “COP25”, LA CONFERENZA PER IL CLIMA IN CORSO A MADRID - NON SONO BASTATE LE DUE SETTIMANE DI DISCUSSIONI E NEPPURE LE 24 ORE DI TEMPI SUPPLEMENTARI - TROPPO DISTANTI LE POSIZIONI SUI TEMI CRUCIALI: TAGLI ALLE EMISSIONI DI CO2, MECCANISMI FINANZIARI PER GLI AIUTI AI PAESI PIÙ VULNERABILI DAL PUNTO DI VISTA CLIMATICO, METTERE ORDINE NEL MERCATO DEL CARBONIO…

Luca Fraioli per www.repubblica.it

 

COP25 A MADRID

Si tratta a oltranza anche se sono sempre meno le speranze che la Cop25 di Madrid segni il punto di svolta sperato nella lotta alla emergenza climatica. Non sono bastate le due settimane regolamentari e neppure le 24 ore di tempi supplementari perché si traducessero in azioni concrete delle nazioni le raccomandazioni degli scienziati.

 

La Conferenza sul clima organizzata dal Cile in terra di Spagna si sarebbe dovuta chiudere venerdì, ma le delegazioni sono rimaste a trattare nei capannoni della Fiera di Madrid tutta la notte e tutta la giornata di oggi. E anche in serata continuano le consultazioni. Ma col passare delle ore, nonostante le rassicurazioni della presidenza cilena, è stato sempre più chiaro che si era in bilico tra il semplice fallimento e il fallimento totale: troppo distanti le posizioni sui tre temi cruciali.

COP25 A MADRID

 

Aumentare i tagli alle emissioni di CO2, predisporre meccanismi finanziari per gli aiuti ai paesi più vulnerabili dal punto di vista climatico, mettere ordine nel mercato del carbonio in modo da evitare il double counting (così com'è formulato ora si rischia che sia il paese venditore che quello acquirente conteggino la quantità di emissioni scambiata).

 

Nella migliore delle ipotesi, i delegati si potrebbero lasciare con una fumosa dichiarazione di intenti, dandosi appuntamento per una Cop25 bis da tenere a Bonn nel giugno 2020. Sul banco degli imputati i grandi paesi inquinatori, a cominciare dagli Usa di Trump. Ma anche l'Australia, l'India, la Cina, il Giappone, il Brasile.

COP25 A MADRID

 

Nel vuoto pneumatico di leadership, denunciato anche da Greta Thunberg proprio dai microfoni della Cop25, l'Europa ha provato ad assumere la guida, inviando a Madrid il vicepresidente della Commissione Ue con delega al Clima Frans Timmermans. Ma sono risultati vani i suoi tentativi di mediazione tra le grandi economie e i paesi più deboli (quelli africani o le isole oceaniche che rischiano di sparire per effetto dell'innalzamento dei mari). Fiaccata dalla Brexit e con un Green Deal non abbastanza coraggioso, l'Europa ha dimostrato di non avere la forza per condurre il gioco.

COP25 A MADRID

 

Un fallimento, se confermato, ancora più clamoroso perché arriva al termine dell'anno in cui più forte si è alzata la voce di chi, a cominciare dai ragazzi di Fridays for Future, azioni immediate per non compromettere irrimediabilmente il futuro delle prossime generazioni.

 

"Sono stato presente ai negoziati sul clima sin dalla loro istituzione nel 1991, ma non ho mai visto come qui a Madrid un totale scollamento tra le richieste degli scienziati e delle persone di tutto il mondo e quello che i negoziatori stanno cercando di ottenere", ha dichiarato Alden Meyer, attivista della Union of Concerned Scientists.

 

COP25 A MADRID

E durissima con i vertici della conferenza è stata nelle ultime ore un'altra veterana del Cop, Jennifer Morgan, attuale direttrice esecutiva di Greenpeace International e anche lei alla sua 25esima Conferenza Onu sul clima: "La presidenza cilena ha un compito: proteggere l'integrità dell'accordo di Parigi e non permettere che venga distrutto da cinismo e avidità". Le ha fatto eco Jamie Henn, della ong 350.org: "Una manciata di Paesi rumorosi ha dirottato il processo prendendo in ostaggio il resto del pianeta".

 

COP25 A MADRID

E in serata ha fatto sentire la sua voce anche Greta Thunberg, sulla via di Stoccolma dopo il lungo viaggio in barca a vela, treno e auto elettrica che l'ha portata a toccare New York, Lisbona, Madrid e Torino. "Sembra che la Cop25 di Madrid stia fallendo. La scienza ha parlato chiaramente, ma è stata ignorata. Qualunque cosa accada non ci arrenderemo mai, abbiamo appena iniziato". Parlando alla Conferenza aveva chiesto azioni immediate e una iniezione di ottimismo. È stata delusa su entrambi i fronti.

 

Ora resta davvero poco tempo: l'appuntamento cruciale è la Cop26 che si terrà a Glasgow il prossimo novembre per attuare gli Accordi di Parigi e prendere impegni vincolanti per tengano il riscaldamento del pianeta entro 1,5 gradi rispetto all'era preindustriale. Ci si era dati una serie di scadenze (e Cop25 era una di queste) per non arrivare al vertice scozzese con l'acqua alla gola. Ora si rischia di essere sommersi.

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....