SIGILLI AL PADIGLIONE RUSSO ALLA BIENNALE? IL PATTO TAJANI-GIULI PER EVITARE L’ARRIVO DEGLI ARTISTI PUTINIANI ALLA ESPOSIZIONE GUIDATA DA BUTTAFUOCO - TELEFONATA TRA IL MINISTRO DEGLI ESTERI E QUELLO DELLA CULTURA: SI RAGIONA SULLA “COMPATIBILITÀ” TRA LA PRESENZA DEI RUSSI A VENEZIA E IL REGIME SANZIONATORIO IN VIGORE CONTRO MOSCA. SE CI FOSSERO IRREGOLARITA’ POTREBBE ATTIVARSI LA PROCURA DI VENEZIA PER INDAGARE SU EVENTUALI RILIEVI PENALI - ALL'OPPOSIZIONE, C'È CHI COMINCIA A SOSPETTARE CHE IL GOVERNO “SI SIA INCARTATO E NON SAPPIA COME USCIRNE” - PS: SE L'ESECUTIVO FORZASSE LA MANO, BUTTAFUOCO SI DIMETTEREBBE?
Serena Riformato per "la Repubblica" - Estratti
ALESSANDRO GIULI E PIETRANGELO BUTTAFUOCO
Giovedì scorso il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiamato il titolare della Cultura Alessandro Giuli. La riapertura del padiglione russo alla prossima Biennale – con le sue ricadute politiche e geopolitiche – è diventata a tutti gli effetti un problema di entrambi i dicasteri. E pure di difficile soluzione.
I prossimi passi, si sono detti, andranno inevitabilmente coordinati. Come anticipato da Repubblica, la Commissione europea, il 26 marzo, ha chiesto al rappresentante italiano a Bruxelles Vincenzo Celeste che le autorità italiane si esprimessero, entro una settimana, sulla «compatibilità» tra la presenza dei russi a Venezia e il regime sanzionatorio in vigore contro Mosca.
Sono trascorsi diciassette giorni ma la Farnesina non ha ancora fornito una risposta. Poi venerdì scorso, il 10 aprile, l'esecutivo Ue ha alzato la posta in gioco, annunciando alla Biennale la sospensione o la cancellazione dei fondi comunitari con l'accusa di aver violato le sanzioni (a meno che l'istituzione lagunare non si "discolpi" o faccia retromarcia entro l'11 maggio).
La conversazione tra Giuli e Tajani, non a caso, risale al giorno precedente alla lettera di ultimatum dell'Ue alla fondazione guidata da Pietrangelo Buttafuoco. Questa settimana il ministero della Cultura invierà alla Farnesina tutti i documenti ricevuti dalla Biennale circa un mese fa. A quel punto, la partita verrà giocata contemporaneamente su due tavoli.
alessandro giuli pietrangelo buttafuoco
Gli Esteri, con in mano tutti gli elementi, lavoreranno a fornire il proprio parere alla Commissione Ue. (...)
Il ministero della Cultura, intanto, continuerà il vaglio sulle carte della fondazione, sempre mirato a individuare ipotetiche violazioni.
Se ci fossero, ragiona chi lavora al dossier, potrebbe attivarsi la procura di Venezia per indagare su eventuali rilievi penali. Un'altra ipotesi è che, in quel caso, la prefettura possa intervenire per mettere i sigilli al padiglione.
antonio tajani vota per il referendum sulla giustizia
Che rischierebbe così di rimanere chiuso, quale che sia l'esito dell'inchiesta, almeno all'inizio della rassegna che verrà inaugurata il 9 maggio. E tuttavia, trascorso un mese, il Collegio romano non ha ancora reso pubblica nessuna irregolarità. Tanto che all'opposizione, maliziosamente, c'è chi comincia a sospettare che il governo «si sia incartato e non sappia come uscirne».
Ogni passo porta con sé il rischio di mettere un piede su una mina. Se davvero l'esecutivo – tramite il Mic – forzasse la mano per impedire la presenza dei russi, il presidente Buttafuoco rimarrebbe al suo posto? È la preoccupazione che circola in ambienti di FdI, dove in tanti conoscono il carattere fiero del giornalista. Ed è tra le ragioni per cui Palazzo Chigi – pur monitorando la situazione in tempo reale – per ora ha evitato interventi espliciti. Ora però il tempo scorre: mancano ventisei giorni all'inaugurazione della mostra.
alessandro giuli pietrangelo buttafuoco
BUTTAFUOCO GIULI TAJANI
Giuli Buttafuoco
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