riforma ue copyright online

UNA (SILICON) VALLEY DI LACRIME - IL SÌ ALLA DIRETTIVA COPYRIGHT È SOLO IL PRIMO PASSO: ORA L'EUROPA PUÒ TRATTARE IN POSIZIONE DI FORZA CON LE GRANDI PIATTAFORME E TROVARE UN COMPROMESSO MENO RIGIDO E CENSORIO IN CAMBIO DI GARANZIE (E CHISSÀ, PURE QUALCHE TASSA PAGATA) DA FACEBOOK E SOCI - DI MAIO: ''VERGOGNA EUROPEA, DAREMO BATTAGLIA''. TAJANI: ''PAROLE INFAMANTI''

 

Alb. Ma. per www.ilsole24ore.com

 

Un doppio via libera a due dossier bollenti per l’Europa. Il parlamento europeo, riunito in plenaria a Strasburgo, ha approvato la direttiva sul copyright (con 438 sì, 226 no e 39 astenuti) e dato l’ok alla risoluzione per l’attivazione dell’articolo 7 contro l’Ungheria di Viktor Orban (448, 197 si sono espressi contro, 48 si sono astenuti, per un totale di 693 votanti).

 

riforma ue copyright online

Il verdetto sul diritto d’autore è arrivato dopo una procedura-fiume dove gli eurodeputati hanno dovuto vagliare le decine di emendamenti piovuti sul testo dopo la bocciatura dello scorso luglio. Ora la proposta deve passare dai colloqui fra parlamento, Commissione e Consiglio dei ministri per arrivare al via libera definitivo, ovviamentro entro la scadenzadi maggio 2019. Il voto sulla risoluzione «anti-Orban», firmata dall’eurodeputata verde Judith Sargentini, ha incassato a sua volta l’approvazione dell’Eurocamera e passa nelle mani del Consiglio europeo. Saranno i leader Ue a decidere se attivare o meno sanzioni contro Budapest.

 

La discussione sulla direttiva del copyright

riforma ue copyright online

La direttiva sul copyright è stata emendata in profondità, rispetto al testo originario, ma ha conservato i due articoli più controversi: l’11 e il 13, in entrambi i casi dopo le modifiche intervenute nei vari passaggi procedurali che hanno portato al via libera di oggi. L'articolo 11 è diventato noto come «link tax», anche se il il documento prescrive che i collegamenti ipertestuali non possono essere tassati (anche quando vengono accompagnati da «parole individuali» di descrizione).

 

L'Ue può imporre agli Stati membri di fornire agli editori di «pubblicazioni giornalistiche» diritti che permettano loro di «ottenere una giusta e proporzionata remunerazione per l'uso digitale delle loro pubblicazioni dai provider di informazioni (le piattaforme già citate sopra, ndr)». Il vincolo non esclude l'utilizzo di quelle stesse pubblicazioni in forma privata e non commerciale, oltre a raccomandare che «gli autori siano sicuri di ricevere un'appropriate del valore aggiunto incassato dagli editori dall'uso delle proprie pubblicazioni».

 

luigi di maio 1

L'articolo 13 ha incluso invece una misura ribattezzata «upload filter» (filtro sugli upload). In breve, le piattaforme online sono chiamate a «siglare contratti di licenza con i proprietari dei diritti, a meno che questi non abbiano intenzione di garantire una licenza o non sia possibile stipularne». In assenza di un accordo, gli stessi fornitori di servizi online devono predisporre «misure appropriate e proporzionate che portino alla non disponibilità di lavori o altri argomenti che infrangano il diritto d'autore o diritti correlati». Dalla misura, come precisa lo stesso testo, sono esclusi aggregatori di notizie piccoli o micro, enciclopedie libere (come Wikipedia) o piattaforme open source.

 

Di Maio: vergogna europea, daremo battaglia

Sul piano politico, il sì alla direttiva incassa l’entusiasmo di Pd e Forza Italia e la rabbia degli eurodeputati Cinque stelle. «Una vergogna tutta Europea: il Parlamento Europeo ha introdotto la censura dei contenuti degli utenti su Internet. Stiamo entrando ufficialmente in uno scenario da Grande Fratello di Orwell». A scriverlo è il vicepremier Luigi Di Maio, con un post su Facebook, aggiungendo che M5S si batterà «nei negoziati tra i governi, in Parlamento europeo e nella Commissione europea» contro il provvedimento e assicurando che «alla prossima votazione d'aula la direttiva verrà nuovamente bocciata».

SALVINI TAJANI A VITERBO

 

La reazione del presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani, non si è fatta attendere: «Parole infamanti. Minacciare l’unica istituzione Ue direttamente eletta dai cittadini è da analfabeti della democrazia». Fuori dal dibattito politico, esultano le aziende del settore. Le associazioni degli editori europee Enpa, Emma, Epc e Nme parlano di un «grande giorno per la stampa e per la democrazia».

 

Via libera all’articolo 7 contro Orban

L’Eurocamera dà il via libera anche alla risoluzione Sargentini, dal nome della deputata olandese che ha firmato il report. Il documento chiedeva l’applicazione sull’Ungheria dell’articolo 7 del trattato sull’Unione europea, una misura che prevede prima indagini sul paese incriminato e poi, eventualmente, sanzioni come la sospensione del diritto di voto in sede comunitaria. La questione passa nelle mani del Consiglio dei ministri, che potrà votare per il via alle indagini con un minimo di quattro quinti e per delle sanzioni a tutti gli effetti con l’unaminità dei voti.

antonio tajani presidente del parlamento europeo

Ultimi Dagoreport

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…